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Le contraddizioni di Civil War, la mitologia di Batman V Superman

Captain America: Civil War

Con la diffusione nei giorni scorsi del nuovo trailer di Captain America: Civil War, la campagna promozionale per la pellicola prodotta da Walt Disney e entra nel vivo, anche se il trailer in questione ha generato alcune perplessità tra gli addetti ai lavori, soprattutto per come è stata presentata la trama del film e i suoi legami con gli eventi degli ultimi lungometraggi Marvel, in particolare Avengers: Age of Ultron.
Una interessante analisi di Graeme McMillan apparsa su The Hollywood Reporter dal titolo Captain America: Civil War e il decrescente ritorno della distruzione di massa sottolinea infatti la contraddizione data dalle sequenze iniziali, in cui il Generale Ross (William Hurt) rivisita le scene di distruzione avvenute a New York (), Washington (Captain America: The Winter Soldier) e Sokovia (Avengers: Age of Ultron), usandole come una motivazione per attaccare Steve Rogers (Chris Evans) e sostenere che l’opinione pubblica sia preoccupata.
McMilian fa presente però che questa preoccupazione si poggia su paure inesistenti, in quanto i precedenti film avevano messo in chiaro al di là di ogni dubbio che non vi era stata alcuna perdita civile nel corso di quegli eventi, o comunque ridotte al minimo proprio grazie all’intervento degli Avengers.

Age of Ultron ha speso una grande quantità di tempo cercando di suggerire che le vittime civili sono state ridotte al minimo quando i Vendicatori hanno preso Sokovia e l’Helicarrier di The Winter Soldier che era presidiato da agenti HYDRA è precipitato in acqua, in una zona non popolata. Il danno collaterale in ciascuno di questi eventi è stato volutamente ridotto al minimo, rendendo questa paura stranamente in contraddizione con ciò che è avvenuto prima.
La Marvel è in una posizione scomoda con Civil War – continua McMilian – ed è un problema che ha dimostrato in modo esplicito in questo nuovo trailer. Diciamo, per amor di discussione, che si è in squadra con Iron Man e volete vedere la supervisione dei supereroi – come fa a impedire effettivamente il tipo di distruzione che è destinata ad accadere? Vediamo gli eroi pro-sorveglianza combattere i loro omologhi in un aeroporto, causando esplosioni e distruzione che è altrettanto probabile coinvolgano dei civili come già accaduto in Iron Man 3 o Ant-Man. Quindi… a meno che i cattivi siano tutti d’accordo nel giocare secondo le nuove regole, cosa rende questo nuovo status quo migliore?

Nel sottolineare queste contraddizioni narrative, facenti parte comunque dello status quo di ogni film Marvel, il giornalista si chiede se, dopo Captain America: Civil War, la Marvel possa tornare a fare finta di niente e dire che tutto va bene dopo ogni evento su larga scala che accade nei suoi film.

Ci sono voluti decenni per i fumetti per arrivare a essere alle prese con l’idea di “ripercussioni nel mondo reale” rispetto agli stravaganti conflitti di grandi dimensioni che portano con sé i supereroi, inaugurando un’era di storie sempre più cupe, di storie senza gioia. A quanto pare, i film di supereroi sono riusciti ad arrivare a questo in modo molto più veloce. La questione è se i film troveranno una soluzione meno deprimente al problema rispetto al loro materiale originale. Da che parte si è: nella squadra divertente, o nella squadra del realismo?

E’ comunque da sottolineare il fatto che, rispetto a questo argomento, ovvero quello dell’impatto dei supereroi sulla vita della gente comune, sia Batman V Superman: Dawn of Justice che Captain America: Civil War hanno elementi in comune, anche se affrontati in maniera differente visto che il primo ha come intento finale quello di riunire gli eroi in vista di un discorso più ampio di franchising cinematografico, mentre ancora ignoto è l’impatto che Civil War avrà sullo status quo Marvel.

E’ vero però che la pellicola diretta da arriva con un leggero vantaggio nella discussione sul potere e il controllo, visto che gli eventi narrati in Man of Steel, con una distruzione senza precedenti e certamente con un numero imprecisato ma alto di vittime civili sul terreno, hanno aperto molto prima il discorso sull’abuso del potere e sul suo utilizzo, scaturito poi nella pellicola di imminente uscita.

E’ da ricordare infatti che, poche settimane dopo l’uscita di Man of Steel nelle sale, una analisi del sito Buzzfeed aveva stilato un resoconto immaginario delle possibili vittime portandolo alla cifra di 129.000 (e oltre 250.000 dispersi), mentre secondo altri dati il crollo dei grattacieli di Metropolis provocato dallo scontro tra Superman e Zod, avrebbe provocato danni nella realtà per oltre 2 miliardi di dollari.

Bisognerà però aspettare l’uscita delle due pellicole per valutare se entrambe sapranno fornire una argomentazione valida (e anche filosofica) sul tema, oppure no, e su questo vedremo in che modo avranno lavorato sui due film Chris Terrio e i fratelli Joe e Anthony Russo.

Batman V Superman

In una lunga intervista concessa nei giorni scorsi a FilmInk, il regista Zack Snyder ha spiegato nel dettaglio la genesi che ha portato da Man of Steel all’atteso Batman V Superman: Dawn of Justice sottolineando in particolare quali siano le motivazioni principali che muovono i due personaggi di Batman e Superman, così uguali ma anche così diversi.

…ci siamo detti, ‘Non facciamo un sequel nel senso tradizionale. Cerchiamo di dare il via un’altra storia mitologica. Una volta che abbiamo saputo che non avremmo fatto un vero e proprio sequel come si farebbe per una normale saga cinematografica, abbiamo detto, ‘Ok, ecco Superman, ora possiamo iniziare un altro percorso’. Quando stavamo facendo Man Of Steel, io ho accennato qualcosa del tipo, ‘e se alla fine del film vedessimo la kryptonite consegnata a Wayne Manor, come l’ultima sequenza’.
Tutti erano come, ‘Oh, hmm, interessante.’ Il problema di tutta la faccenda è che una volta che si inizia a parlare di Batman, e si va su questa strada, è difficile trovare una idea migliore di quella. A un certo punto, abbiamo appena accennato a Batman che combatte Superman… e il resto lo sapete. Perché non c’è nessun altro ragazzo che avrebbe potuto combattere che fosse meglio di Batman. Certo, c’è Brainiac o qualcosa del genere … ma nessuno è meglio di Batman.

Una volta che lo abbiamo detto ad alta voce, abbiamo iniziato il lavoro nel creare le posizioni di opposizione filosofiche che li avrebbe messi in conflitto. Questa è stata la parte più divertente, perché ho capito subito che non sarebbero andati d’accordo. Essi hanno un terreno comune, ma hanno approcci diversi. La morale è diversa. Anche se Superman è un individuo straordinariamente benevolo e gentile, che è cresciuto in Kansas, che è noto per la sua gentilezza, il potenziale abuso del suo potere è sconcertante. Un anarchico come Batman non vorrebbe un potenziale potere così là fuori. Non voglio dire che poteva essere un dittatore, ma … le potenziali violazioni dei diritti umani che potrebbe portare avanti sulla base dei poteri di Superman sarebbero piuttosto spaventosi per Batman.

Parlando poi di un altro fondamentale personaggio inserito nella pellicola, ovvero la Wonder Woman interpretata da Gal Gadot, il regista ha parlato dello sforzo nel trovare l’attrice giusto, che ha portato all’audizione di numerose possibili interpreti.

Abbiamo testato un gruppo di attrici, come si può immaginare. Ma la cosa con Gal è che lei è forte, è bella, è una persona gentile, il che è interessante, ma è feroce allo stesso tempo. E’ la combinazione di essere feroce ma gentile allo stesso tempo quello che stavamo cercando. Lei può essere seria, ma è anche incredibilmente divertente. E, a proposito,  è riuscita a tenere testa da sola a Ben [Affleck] nel provino. Ben era come, ‘Wow, quella ragazza è tutta un’altra cosa!’. Questo è stato un buon segno, perché Ben è molto duro nelle scene che gira, è grosso e imponente. …e nel corso del tempo, abbiamo avuto modo di conoscere Gal e abbiamo scoperto quanto sorprendente lei sia.

Si tratta di una straordinaria opportunità avere Wonder Woman nel film. Non abbiamo mai avuto un supereroe femminile di tale entità, ed è una straordinaria opportunità per il mondo avere un incredibile, potente personaggio femminile. Sono contento che abbiamo l’opportunità di farlo. La metà dei miei film hanno protagoniste femminili … Forse perché ho tante donne forti nella mia vita. Io non sono affatto sorpreso da una forte supereroina femminile. Sono scioccato che non sia successo prima. Tra l’altro, vi raccomando il libro di Jill Lepore, “La storia segreta di Wonder Woman”, se non lo avete letto; è incredibile, e veramente epico.

Nel frattempo, continua la campagna promozionale legata al merchandising.
Nei giorni scorsi  Mask-arade Masks, facente parte del gruppo Rubie’s Costume Co. ha diffuso le immagini di due nuove maschere per il mercato britannico dei personaggi di Batman e Superman. Un altra interessante iniziativa collegata alla pellicola è invece l’annuncio che la pellicola di Zack Snyder sarà proiettata in 4D a New York. L’evento avviene grazie a  CJ 4DPLEX, una nuova tecnologia cinematografica con sedili in movimento ed effetti ambientali che esordiranno in due cinema di New York in collaborazione con Regal Cinemas, la più grande catena di cinema negli Stati Uniti. 4DX sarà lanciata a Manhattan il 25 marzo presso il nuovo Regal Union Square Stadium, seguito dal Regal E-Walk il 28 aprile.

Infine,  Cold Stone Creamery ha annunciato delle creazioni dolciarie come parte di una partnership promozionale con la Warner Bros. inerente il film. Stone Cold creerà delle torte a tema, ispirate ai personaggi della pellicola. La promozione comprende anche un concorso a premi. I tre vincitori riceveranno gratuitamente gelati Cold Stone per un anno e una persona vincerà un viaggio alla premiere di New York del film.

Siamo entusiasti di essere partner di Warner Bros. per questo film epico – ha detto Kate Unger, senior vice president, marketing di Stone Cold – l’opportunità di riunire il nostro marchio con uno prestigioso come Warner Bros. Pictures e il mondo dei più amati e ricercati supereroi è inestimabile. Sappiamo che i nostri clienti apprezzeranno le creazioni speciali che abbiamo sviluppato…

Aeronauts e l’animazione messicana in espansione

Dopo la candidatura ai premi Oscar per Anomalisa, l’animazione in stop-motion vede arrivare un altro piccolo capolavoro, che ha le sembianze del cortometraggio Aeronauts, realizzato dal regista Leon Fernandez e presentato nei giorni scorsi al 31st Guadalajara Fest, che ha sottolineato la forte crescita del settore di animazione in Messico.
Il cortometraggio è una favola incentrata su una tribù di creature che pagano un regolare tributo per i loro dei, delle oscure creature volanti. Uno dei giovani contribuenti però non è molto contento di questa tradizione.
Il progetto, supportato da Imcine Film Institute del Messico e prodotto presso Guadalajara Humanimalia Studio, racconta una storia che secondo il regista non è legata alla cultura o all’iconografia locale, ma “è una storia che è accaduto in passato, succede ora e si svolgerà in tutto il mondo”.

Abbiamo mescolato effetti digitali in stop-motion che cercano di ottenere un lavoro tra realtà e fantasia. In realtà, i personaggi, le scene, le situazioni hanno un tocco surrealista. Anche se il film ha visto al lavoro diversi artisti, direttamente e indirettamente, pensiamo che abbiamo raggiunto un risultato personale – ha affermato Fernandez.
Non è facile vivere nell’animazione. Tuttavia, l’animazione in Messico sta diventando sempre più popolare. Il numero di produzioni e di film sono in aumento, così come il numero di persone che vogliono studiare animazione. (…) A Guadalajara, c’è un numero importante di animatori noti a livello nazionale e internazionale che sono delle promesse.

Fernandez era uno scultore che ha voluto portare il suo lavoro nell’animazione, e dopo aver preso la laurea in Belle Arti presso l’Accademia d’Arte di Firenze ha studiato animazione con ben noti autori messicani come Juan José Medina, che ha vinto agli Academy Ariel Awards nel 2010 come migliore cortometraggio animato messicano per Jaulas, e Rita Basulto, vincitrice per il migliore corto animato con Lluvia en los ojos, la quale ha partecipato ad Aeronauts in veste di produttore, mentre Basulto ha curato la fotografia.

L’animazione è un settore in espansione in Messico. Nel 2014 Città del Messico, Jalisco e Michoacán sono risultati i tre stati in cima alla lista dei cortometraggi prodotti, e nello stesso anno nuovi stati hanno realizzato le loro prime produzioni: Chihuahua, Veracruz, Yucatán, Puebla e Sonora.
Secondo diverse fonti citate da Imcine Film Institute, 535 corti sono stati prodotti in Messico nel 2014, il 10% dei quali erano cartoni animati, ottenendo anche un ottimo riscontro al box office al di fuori del paese. Gabriel e Rodolfo Riva Palacio Alatriste hanno avuto un ottimo sucesso con colpito “Un gallo con muchos huevos”, che è stato distribuito negli Stati Uniti da Pantelion Films e ha incassato 9,1 milioni di dollari e diventando il lungometraggio messicano di maggior incasso su un totale di sei film messicani usciti negli Stati Uniti nel 2015, a cui vanno aggiunti altri 9 milioni di dollari incassati in Messico.

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X-Men: Apocalypse e lo star power di Jennifer Lawrence

La diffusione nei giorni scorsi, da parte della 20th Century Fox, di un secondo poster ufficiale di X-Men: Apocalypse, ha messo l’accento sulla prevedibile centralità dell’attrice Jennifer Lawrence non soltanto nel plot narrativo della pellicola, ma anche per l’utilizzo della sua immagine come fulcro dell’attenzione della campagna marketing operata dalla major, che ha deciso di sfruttare appieno lo star power della Lawrence, ormai da quattro anni una delle stelle più richieste (e influenti) di Hollywood, la quale soltanto poche settimane fa ha nuovamente sfilato sul red carpet degli Oscar in virtù della sua quarta nomination a soli 25 anni.

Il personaggio di Mystica, che già in X-Men: Giorni di un Futuro Passato aveva acquistato uno spazio non da poco rispetto a X-Men: L’Inizio, conferma con questo poster di essere divenuto un personaggio fondamentale nella storyline degli X-Men cinematografici, completamente riscritta dagli eventi del precedente capitolo. Come si può evincere non solo da questo poster ma anche dal primo trailer la mutaforma acquista non solo un posto di rilievo, ma anche quello di comando nelle fila degli X-Men, trasformando in qualche modo il film in un altro Blockbuster con una figura femminile centrale, una ormai consolidata evoluzione di Hollywood.

A convincere di meno però è stato il precedente poster, rilasciato qualche giorno prima e incentrato sui villain della pellicola, che ha visto al centro la silhouette di Magneto, cosa questa inappropriata per una pellicola che vede nel suo titolo predominare il nome di un cattivo affascinante e atteso come Apocalisse, interpretato da .
Da questo punto di vista la mossa dell’ufficio marketing della Fox risulta poco lungimirante, in quanto cade nuovamente nella trappola del franchise mutante, che ha visto quasi sempre Magneto presentato come antagonista principale.

 

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