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Le biografie apocrife

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Trentatre’ anni, molti dei quali trascorsi in riformatorio, lì rinchiuso dal padre che voleva impedirgli a tutti i costi di frequentare il corso di sceneggiatura. “Diego scrittore?”, dice il padre, “meglio rinchiuderlo!”. Ma Diego prende il diploma per corrispondenza e, grazie ad un permesso per buona condotta, all’età di 22 anni comincia ad inquinare il mondo scrivendo per Virtual Heroes prima e per Demon Hunter dopo. A questo punto si dà alla latitanza e sfruttando pessime conoscenze riesce a pubblicare Pulp Stories. In seguito lavora per la rivista Selen, per , per Bonelli, per Alta Fedeltà e altri. Oggi grazie ad un programma di recupero si ritrova insegnante per la Scuola del Fumetto. Ora ha deciso di scrivere un’autobiografia in cui racconta della sua esperienza come ragazzo di pizzeria.

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Quello di è un chiaro caso di come le cattive compagnie possano rovinare qualunque brava ragazza. Cresciuta lontana dalle tentazioni terrene e dalle influenze malefiche del fumetto, fu avvicinata come tante giovani da falsi amici che le offrirono le prime dosi e la introdussero al tunnel dal quale non è più uscita. Numerosi i tentativi di recupero, ma nemmeno la permanenza presso costose cliniche private negli Stati Uniti l’ha liberata dal vizio e dal giogo dei comics; la vicinanza con soggetti altamente pericolosi, come Foschini Michele o Cajelli Diego, non potrà che aggravare ulteriormente la sua drammatica situazione. Se avete pietà di questa giovane e volete contribuire economicamente ad un progetto di recupero persone afflitte da dipendenze di questo genere, potete effettuare un generoso versamento al c/c n 321424 intestato a: lospaziobianco/recupero fumettistici cronici.


Nata originariamente per gestire il riciclaggio di denaro sporco di una cosca mafiosa del milanese, la casa editrice è un’idea dalla mente criminale di Foschini Michele, noto pregiudicato ad essa affiliato. Dopo le prime pubblicazioni, è stato subito chiaro che questa pseudo-casa editrice era un ottimo canale per far perdere le tracce dei soldi sporchi provenienti dal contrabbando di pandori. In breve, le opere scritte dallo stesso Foschini e disegnate da un gruppo di latitanti sotto falso nome non erano più sufficienti per smaltire l’afflusso di denaro, e la soluzione fu chiaramente quella di espandersi, approfittandone per stringere rapporti con la malavita internazionale. Dalle prime indagini della polizia, pare che gli interessi della abbiano ramificazioni negli States, in Gran Bretagna e in Francia.

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