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Road’s End – trilogia

Road's End - trilogia - immagine1-2012Ad un anno dall’inizio della sua pubblicazione si conclude la trilogia che ha dato via alla collana Atmosfere dell’. Con questa etichetta il comics lab emiliano, sotto l’egida della , si è lanciato nell’iniziativa di dare spazio a nuove ed originali opere frutto del lavoro di autori spesso giovani e non ancora affermati nel mondo dell’editoria a fumetti. In questo caso trattasi di Giuseppe Bazzani ai testi e Werther Dell’Edera ai pennelli, autori che hanno alle spalle altre collaborazioni con la Innocent Victim o con la di .

Che cosa sta succedendo a Stuart Madison? Ha mollato la mafia e la sua vita precedente. Era un asso in quello che faceva, ma adesso è l’ombra di se’ stesso. Perche’? Tony Lanzano è un potente boss della mafia eppure non può nulla contro la maledetta emissaria di Vinnie, il boss più potente della citta’. Nina è una poliziotta, una tosta, ma basta guardarla per capire che la sua vita non è stata facile. E ci si mette pure sua madre con le sue visioni…
Quella orchestrata da Bazzani è una storia dura e misteriosa, ma è anche una storia in cui da subito ci si accorge che qualcosa non quadra, sin da quando Barbara, la donna di Stuart, torna a casa e… Senza svelare troppo degli avvenimenti che si susseguono fin dal primo volume, si può comunque evidenziare già dalle premesse che non sarà propriamente una canonica storia di mafia, gangsters e polizia.
L’opera è suddivisa in sei capitoli, raggruppati in un totale di tre volumi. La scelta di dividere ogni volume in due capitoli si adatta perfettamente alla sceneggiatura messa in atto dallo scrittore; infatti, ognuno di essi si chiude con una scoperta o con la promessa di un’azione futura, ed è proprio questa la caratteristica di tutto il racconto: le scene di tensione si contrappongono sempre e perfettamente alle scene di preparazione al climax e, grazie ad una narrazione visiva ben orchestrata dalle tavole di Dell’Edera, si resta incollati sulle pagine così come si resterebbe incollati davanti allo schermo di un ottimo film thriller oppure alle pagine di un romanzo.
La storia di Road’s End si sviluppa come un incubo, che irrompe nella vita dei protagonisti e li trascina lungo un percorso in cui non ci sono molte alternative: o ci si arrende agli eventi senza porsi alcuna domanda, oppure si accetta la sfida e, rischiando tutto, dalla vita alle proprie facoltà mentali, si cerca il bandolo della matassa per capire cosa sta accadendo. Magari sotto la spinta di uno degli istinti più potenti dell’animo umano, la vendetta, oppure venendone trascinati nostro malgrado, cercando di fare solo il proprio dovere. Gli attori principali della storia dovranno districarsi con difficoltà nella classica trama della lotta tra il bene ed il male.
Un racconto giallo dalle tinte molto forti, ma che rivela da subito elementi che non quadrano. In questo Bazzani gioca pulito; suggerisce immediatamente che ci saranno delle sorprese e ci indica pure la direzione in cui esse si svilupperanno, ma ciononostante non credo siano stati molti i lettori che si sono accorti dove la storia stesse andando a parare. La sterzata finale, coi suoi risvolti mistico – ecologico – new age (come fa notare ai lettori distratti uno dei personaggi), raggiunge sicuramente il suo obbiettivo senza deludere. Per gli amanti del genere, c’e’ anche il colpo di scena finale.
Una nota particolare va fatta, inoltre, per la classica suddivisione che lo scrittore utilizza per i tre volumi della storia. Nel primo troviamo la presentazione dei personaggi più importanti e delle cause scatenanti dell’intreccio; si passa quindi al secondo in cui l’azione si svolge tutta in una tipica corsa contro il tempo e contro lo spazio, quasi fosse un inseguimento o una fuga, a seconda del punto di riferimento. Solo nel terzo, e ultimo volume, si arriva, come d’accademia, al teatro dell’azione decisiva in cui, nel più esemplare dei modi, la calma quasi piatta prelude alla peggiore delle tempeste.
Se consideriamo l’aspetto mistico già evidenziato, una delle chiavi di lettura può addirittura tirare in ballo il tipico percorso di elevazione mistica che ci propongono le filosofie esoteriche. Come in ogni cammino di questo tipo si parte dal basso, dalla materia più grezza e fredda, espressa dalla cementosa città in cui i vari interessi della società si intrecciano tra di loro in maniera tetra e violenta. E’ qui che Stuart scopre d’essere il prescelto per una missione, ma per portarla a termine deve intraprendere un cammino certamente pericoloso, ma anche simbolico per tutti i percorsi verso l’alto che, per loro stessa essenza, devono mettere alla prova e preparare all’ascesi vera e propria. E’ solo alla fine del viaggio, della strada, che Stuart raggiungerà l’Eden, o forse la consapevolezza di se’ stesso e la forza per riprendere in mano i frammenti di una vita spezzata. Questa interpretazione mistica, giustificata dall’epilogo della storia, non è poi eccessiva se si analizza la svolta compiuta dal protagonista Stuart Madison; sin dall’inizio è evidente che lui è un prescelto ed Ashley, la ragazzina che Stuart deve accompagnare nel suo lungo viaggio, ce lo ripete più volte lungo la storia. Comunque, una simile interpretazione ci riporta ancora una volta ai canoni di alcuni tra i thriller più riusciti e giustifica, in un certo modo, il paragone fatto qualche riga più su.

I disegni di Dell’Edera ben si confanno alla narrazione, ed è sufficiente sfogliare i tre volumi per comprendere il tono della storia. Si tratta di disegni dalla linea molto moderna in cui, a volte, si riconosce l’insegnamento di autori più famosi, ma sempre sviluppati in modo molto personale, spigolosi ed assai poco regolari. Dei disegni che sembrano abbozzati nella roccia, non perfettamente scolpiti e levigati, ma appena accennati, proprio come gli attori della storia. Guardando le tavole del nostro disegnatore non stupisce trovarsi di fronte a dei personaggi le cui personalità sono tagliate nel materiale più duro di cui può essere composta la vita.
Road's End - trilogia - immagine2-2012Questo vale, pero’, soprattutto per i primi due volumi, in quanto alla fine Dell’Edera decide di cambiare stile nell’inchiostrazione, ottenendo un tratto decisamente più spesso e dall’effetto molto più grossolano. Il risultato, a mio personale avviso, è certamente meno elegante e fluente che negli altri volumi.

Anche la colorazione accompagna e sottolinea il racconto. La bicromia è ormai una caratteristica peculiare della collana Atmosfere e, a tal proposito, sarebbe interessante capire quanto tale scelta sia voluta dai singoli autori e quanto sia imposta dalla linea editoriale. Di sicuro in quest’opera l’effetto finale è ottimo. Gian Luca Raimondi, il colorista, compie un’eccellente lavoro che pero’, nei due capitoli finali, a causa di un colore forse troppo acceso, sembra appesantire un po’ il risultato. Ma, come detto, in questo caso sono gli stesi disegni a dare una traccia più importante alla lettura.

Cosa dire poi di confezione e copertine? Camuncoli e Dell’Otto rendono onore alle proprie reputazioni creando delle illustrazioni praticamente perfette in cui si racchiudono ottimamente gli argomenti dei singoli volumi, ma senza anticiparne troppo i contenuti.
Le edizioni Atmosfere e quindi Innocent Victim sono ormai una garanzia. Ottima l’idea di aggiungere gli sketchbook in coda agli albi; un surplus che fa certamente piacere ad ogni lettore, ma mi chiedo se fosse fondamentale presentare gli sketch di Camuncoli relativi a Sid già nel primo volume. Non si tratta forse di un’eccessiva anticipazione?

In definitiva un’opera meritoria, con più livelli di lettura, che non mi meraviglierei se godesse di una pubblicazione all’estero, come suggerito peraltro dalla divisione in capitoli, guarda caso, di circa trenta pagine l’uno: le dimensioni d’un albo americano originale.

Potete trovare Road’s End in tutte le fumetterie specializzate o richiederlo direttamente a Magic Press.

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