Home > Articoli > Recensioni > Luna #1 – Uno strano incontro

Luna #1 – Uno strano incontro

Luna #1 - Uno strano incontro - immagine1-1959Dalla prima autoproduzione, avvenuta nel Marzo 2001 in bianco e nero, Luna arriva finalmente alla pubblicazione editoriale.
C’e’ una piccola città universitaria italiana con un nome che è tutto un programma, Roccafelina. dove qualcuno ha già avuto modo di conosce i Djinn, vale a dire i geni capaci di esaudire i desideri. A Roccafelina i Geni appaiono, guarda un po’, in forma di gatto. In parole povere, quando qualcuno trova uno di questi magici animali, e strofina la strana macchia che ha sul petto, questi geni si tramutano in esseri umani e devono esaudire il desiderio di chi li ha trovati. Non solo: non sarà questi a scegliere, ma il genio stesso cercherà di trovare nel profondo dell’animo di chi ha di fronte il suo vero desiderio, quello più profondo, il più sincero.

Luna in origine non era un Djinn: è stata così trasformata (a seguito di un non meglio precisato desiderio che ella avrebbe espresso) da un altro Djinn, che ha così ben pensato di abbandonare la sua vita tradizionale ed abbracciare la vita umana a tutti gli effetti, causando quella che si prospetta come una sorta di guerra tra geni; all’assemblea dei dieci Djinn, infatti, non è andata giu’ di essersi ritrovati improvvisamente in undici…

A Roccafelina, abbiamo detto, esiste una universita’, e quindi anche degli studenti. è sulle storie di un gruppo di questi che la serie incentrerà le sue avventure, dal momento in cui uno di loro ritroverà Luna.

Il mondo che ne nasce è vivo, intenso e “sentito” come presente dal lettore che, proprio come nel campione di narrazione prefissato, dovrebbe tendere ad una autoidentificazione con i personaggi. è infatti ad un tipo di intreccio alla Friends che il susseguirsi delle puntate dovrebbe portare e che il cast dei comprimari sembra indicare.
I disegni di Elena de’ Grimani, ormai integrati con naturalezza ai testi di , compagno nella vita olre che professionalmente, sono adeguati al tipo di narrazione, che contribuisce a inscrivere Luna in quel nuovo tipo di “settore” già battuto da Monster Allergy e Kilion, con i quali condivide anche il formato.
Sotto l’apparente disegno stile , la disegnatrice in verità sviluppa un tipo di tratto che, come lei stessa afferma, è tutto suo: probabilmente proveniente da una tradizione manga dalla quale piano piano ha preso poi le distanze, fino a sprofondare in quel tripudio di colori che è poi proprio a chi tende a circondarsi di abiti scuri o, più precisamente, neri. Da segnalare la trasformazione a pagina 21 in stile Saylor Moon, particolarmente d’effetto.

Tutto sommato, quindi, un buon prodotto. L’unico timore in fase di prima lettura è che, dopo una buona partenza, il tutto si cristallizzi portando alla creazione di tante storie una uguale all’altra, anche se nelle intenzioni degli autori la serie sarà formata da cicli narrativi ben definiti. Comunque, su questo i prossimi mesi faranno chiarezza.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

I commenti sono soggetti a moderazione, per questo motivo potresti non vederli apparire subito.
Ti preghiamo di non usare un linguaggio offensivo ma di esporre le tue idee in maniera civile.