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Classici DC: House of Mystery # 1

Classici DC: House of Mystery # 1 - IIIhousemistery01_01gRisale al dicembre del 1951 il primo numero di The House of Mystery edito da Dc Comics. Le sue alterne vicende videro la collana terreno di prova per numerosissimi artisti, da Bernie Wrightson a Neal Adams, alla generazione di illustratori filippini di Nestor Redondo o Gerry Talaoc. Ai testi riconosciamo , già editor proprio per quella testata, Dennis O’Neil e lo stesso Bernie Wrightson, accompagnati dagli allora nuovi talenti e Len Wein, oltre che da molti altri.

Dopo decenni di assenza dagli scaffali – l’ultima incarnazione della collana risale al 1986/87 – nel 2008 la Dc Comics decise di riaprire The House of Mystery, affidandola a Matthew Sturges e all’italianissimo Luca Rossi: probabilmente è per celebrare questa occasione che la ha voluto proporci una ristampa di opere scelte dalla collana originale. Anfitrione della raccolta, oltre all’immancabile Caino, il disegnatore Bernie Wrightson, maestro del macabro, la cui consacrazione a mostro sacro del fumetto avvenne proprio su questa serie. E non è certo difficile indovinarne il motivo: il suo è uno stile preciso e particolareggiato, a metà tra il grottesco e l’orrorifico; certo acerbo rispetto a suoi lavori più recenti, ma già apprezzabile. In particolare le emozioni, la crudeltà e la sorpresa, sono ottimamente espresse sui volti dei suoi personaggi.

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Ber­nie Wrightson

Bernie Wrightson nasce a Baltimora, nel Maryland, il 27 ottobre 1948. Appassionato fin da bambino di fumetti EC, subisce da subito l’influenza delle opere di “Ghastly” Graham Ingels, illustratore per The Haunt of Fear, e di Frank Franzetta. Wrightson cresce (per sua e nostra fortuna) nel periodo della cosiddetta “piaga dei dieci centesimi” (citando lo storico del fumetto David Hajdu), il ventennio in cui comics horror e polizieschi invasero il mercato americano, decretando la crisi del fumetto supereroistico.

Il primo lavoro di Wrightson per The House of Mystery risale al 1968, pubblicato sul numero 179 della collana. La sua opera più personale risale però al 1983: un’edizione illustrata del Frankenstein di Mary Shelley.
Impossibile non citare, tra i meriti del disegnatore, l’ideazione grafica (per i testi di Len Wein, sempre su The House of Mystery), della Cosa della Palude, lo Swamp Thing che presto si conquisterà una testata tutta sua e la cui seconda serie verrà scritta da .

The House of Mystery rappresentò uno scrigno a cui attingere non soltanto per Moore, ma anche per centinaia di altri autori. Sopra tutti Neil Gaiman: scoperto proprio da Karen Berger, editor dell’ultima serie, lo scrittore inglese recuperò dalla testata (e dalla “sorella minore” The House of Secrets) i personaggi-narratori di Caino e Abele, il gargoyle Gregory e l’Eterno Destino.

Classici DC: House of Mystery # 1 - 3748362389_c01fdddcf6_o-202x300Contraddistinta da storie non sempre di qualità tali da poter giustificarne il prezzo, The House of Mystery rimane un frammento imprescindibile (e alquanto eclettico) di storia del fumetto, e ci viene oggi riproposta in un volume nel complesso ben curato, ricco di racconti succulenti corredati dalle copertine originali. Abbiamo letto di meglio, ma anche di molto molto peggio. L’effetto horror non sempre è raggiunto, sfumando talvolta nei toni della farsa o della favola (Predatore Notturno!, per citare un esempio). Un horror soft quindi, sempre attento ai capricci del Comics Code Authority, spesso troppo verboso e kitsch per adattarsi al moderno gusto del genere.
La prima ristampa di The House of Mystery rimane comunque un buon prodotto, nostalgico e un po’ retrò, che ben si adatta al clima di riscoperta di fumetti da tempo dimenticati che caratterizza questi ultimi anni.

Abbiamo parlato di:
Classici DC: House of Mystery # 1
di AAVV
traduzione di Elena Cecchini
Planeta DeAgostini, 2009
104 pagg. cartonato b/n – 9,95 €
ISBN: 978-84-974-8477-9

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