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Il Vecio della montagna

Il Vecio della montagna - immagine1-1935Il mercato fumettistico italiano, non è un segreto per chiunque che lo conosca un poco, non è certo un paradiso. Un mercato di cifre che non si possono definire nemmeno lontanamente floride, dove accanto ai “mostri sacri” come Tex e Dylan Dog (anch’essi comunque in calo) molti altri fumetti viaggiano su dati di vendita francamente miseri. In questo contesto, risulta difficile per gli editori rischiare sulla propria pelle nel proporre nuovi autori, giovani, poco conosciuti. Una situazione che possiamo considerare come un sottile confine tra un giusto calcolo e un’eccessiva prudenza.
Quello che è certo è che in questo ambiente, un’idea piccola come quella delle Edizioni può risultare indovinata: il print on demand. Stampare tante copie quante sono le richieste, abbattendo i costi di magazzino e ottimizzando quelli di produzione. Certo, bilanciare in questo modo prezzo e qualità non è facile, ma la sta facendo passi avanti anche in questo, e proprio l’albo con protagonista l’alter-ego di ne è un esempio. Carta, qualità di stampa e copertina in cartoncino, dimostrano un miglioramento nella confezione, assieme alla scelta azzeccata di passare alla brossura e a una pubblicazione orizzontale per assecondare il senso di lettura delle strisce.

Questo Il Vecio della Montagna (Bhe’, sempre meglio che lavorare), presenta una raccolta delle strisce nate sull’omonimo blog (vecio-montagna.splinder.com), pubblicate a cadenza quasi quotidiana da Zamberlan. Come propone giustamente l’editore nell’annuncio di questo titolo, il mondo del fumetto non ha che da guadagnarci nel non prendersi troppo sul serio (come, aggiungo, dovrebbe essere in moltissimi altri ambienti lavorativi), e il “Vecio” in questo dà certamente il buon esempio. Questa raccolta di strisce, quindi, rappresenta l’occasione perfetta per ironizzare benevolmente su tutto il “circo” che ruota attorno al fumetto: il mercato, gli autori, i lettori, i critici, niente si salva dall’ironia intelligente e garbata, ma non per questo priva di punzecchiature cattivelle, esercitata da Zamberlan. Dietro le sue battute si nascondono infatti piccole e grandi realta’, esperienze reali, consigli più o meno velati, e un occhio attento al suo “ruolo” di autore ma anche di lettore.

Il classico sviluppo ripetitivo della striscia in tre vignette – premessa/sviluppo/battuta – viene evidenziato dal riutilizzo di una buona parte dei disegni, caratteristica fondamentale anche per mantenere la cadenza giornaliera imposta dal blog; questo non pesa assolutamente nella lettura, visto che le strisce si basano generalmente su un ampio uso delle parole per raggiungere il climax della battuta, ma anche per esprimere con chiarezza le opinioni dell’autore. Il segno comico di Zamberlan è morbido e accattivante, in alcuni punti erede della striscia classica americana, in altri del segno “superdeformed” tipico del fumetto giapponese. La scelta delle strisce è chiaramente limitata, ed è difficile dire se quella fatta sia la più rappresentativa. Certo è che, su carta, leggere queste vignette del Vecio della Montagna, è tutto un altro piacere. Speriamo che non sia l’ultima raccolta a loro dedicata.

Una lettura quindi divertente e leggera, con particolari gustosi per tutti coloro che conoscono almeno un po’ l’ambiente fumettistico. Non può che risultare curioso che un giovane autore, come è Zamberlan, sia arrivato in fumetteria con un’opera realizzata per divertimento, e che parla, tra l’altro, della sua condizione di autore in cerca di pubblicazione. Curioso, o inquietante?

Potete acquistare il volume direttamente dal sito dell’editore Lilliput, sequendo questo link, oppure ordinandolo nella propria fumetteria di fiducia.

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