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Arrivederci amore, ciao vol.1

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Arrivederci amore, ciao vol.1 - immagine1-1923 è uno dei più apprezzati, in Italia e all’estero, scrittori noir dell’ultima generazione, al pari di Lucarelli, Ammaniti, Genna. Autore di numerosi romanzi, tutti editi dalla casa editrice e/o, è conosciuto soprattutto per il suo stile scarno e veloce e per la costruzione di trame che scavano nella profondità della società italiana, colpendo spesso allo stomaco del lettore per la lucida crudeltà che senza mediazioni sparge nei suoi racconti. Una letteratura che, dietro la patina di fiction gialla e nera, senza falsi pudori si immerge nelle bassezze di un’ Italia cattiva e cinica, persa nel sogno di una ricchezza impossibile ed irraggiungibile, almeno per i più. Nei suoi libri cio’ che più colpisce sono i suoi personaggi, abilmente tratteggiati con poche ed essenziali parole, spesso così senza speranza da sembrare da subito predestinati ad una fine mai consolante.

Vista la sua grande abilità nel mettere in scena e sviluppare una trama dotata di linguaggio asciutto e diretto, non ci meraviglieremo se in un prossimo futuro dal suo lavoro si produrranno trasposizioni cinematografiche.
Per gli stessi motivi non siamo sorpresi se qualcuno ha avuto l’idea di realizzare un fumetto partendo da quello che, con buona probabilita’, è il suo romanzo migliore fin’ora stampato, Arrivederci amore ciao (come la bellissima canzone di Caterina Caselli).

Ci hanno pensato , già redattore di casa Bonelli e autore di romanzi e saggi, e , conosciuto soprattutto per Nathan Never e per la serie Break Point, prodotta in Francia per Albin Michel ed editata in Italia, come il volume che stiamo trattando, dalle edizioni BD. Anche questo lavoro è stato co-prodotto con la Francia, dove è uscito qualche mese fa per l’Editions Vent d’Ouest; è pensato in due volumi, di cui questo è il primo.

Per ovvi motivi di diversità di linguaggio, tra il racconto scritto e quello fatto d’immagini in movimento, la trasposizione cinematografica di un romanzo è di solito un’interpretazione che per definizione può percorrere sentieri narrativi e semantici differrenti. Saremmo portati a pensare la stessa cosa quando da un romanzo ne viene tratto un fumetto, ma non sempre è cosi’. Anzi; spesso si ha il risultato esatto contrario, come in questo caso, dove si ha l’impressione che gli autori nell’atto di trasportare su tavola il romanzo di Carlotto abbiano rinunciato a qualsiasi interpretazione. In effetti niente di diverso, a memoria, troviamo in questo albo che non sia stato scritto dall’autore del romanzo e cio’, in un certo modo, favorisce la fedeltà alle atmosfere ed alle tematiche originarie; infatti, per chi ha già letto il libro può risultare interessante vedere come le scene immaginate dalla lettura del romanzo siano visivamente interpretate dagli autori, visualizzandone i volti dei personaggi e le location. Meccanismo ovviamente sempre presente in questo tipo di operazioni e più in generale quando un racconto valica i confini di un media per adattarsi in un’altro.

Se questo spesso può essere un pregio vi è anche la possibilità che possa essere considerato un difetto. Infatti, quello che lascia più interdetti è la mancanza di quel valore aggiunto che il fumetto dovrebbe possedere, ed esprimere, in questi casi. Non voglio dire che la trama doveva essere resa più complessa, semplificata o stravolta, che i volti dovevano essere diversi, che le ambientazioni me le immaginavo differenti. In generale, tutto funziona abbastanza bene. Parlo invece di come la narrazione sia strutturalmente, e magari anche a ragion veduta, ancorata al soggetto di Carlotto, senza sfruttare quelle risorse pressoche’ infinite che la commistione tra linguaggio scritto e disegnato possono offrire.

Ammetto pero’ che probabilmente questi pensieri affiorano in chi, come il sottoscritto, ha ancora indelebilmente in testa il romanzo originale ed invece possono essere estranei a chi si accosta a questo fumetto senza conoscerne le origini.
E in effetti, andando ad analizzare questo prodotto come un opera a se’ stante, non posso che parlarne bene, visto che tutto fila liscio, che i personaggi funzionano, che la trama si svolge con buon ritmo e ottimi dialoghi e che il finale, privo di ingombranti cliffhanger, induce senza dubbio al desiderio di sapere come continua ed aspettare, cosi’, il prossimo volume. se la cava bene, con mestiere e gusto, e tratteggia i personaggi con pochi accenni e particolari, abbastanza da sembrare realistici e moderni. è dotato invece di un disegno onesto e preciso, molto classico, se vogliamo, derivato dalle esperienze con e Nathan Never. Un segno che credo piaccia molto in Francia e che, anche se non è molto affascinante e forse un po’ troppo ingessato e statico, ha il grande pregio di essere molto funzionale al tipo di storia e di saperla raccontare bene. Cosa di non poco conto.

In definitiva, un buon fumetto per un buon progetto. Un albo, oserei dire, pensato per il mercato francese in prima analisi, molto più ricettivo di quello italiano per questo tipo di prodotto.
Consigliato a chi ama l’avventura di stampo noir ed a chi vuole accostarsi per la prima volta all’universo narrativo di ; partendo dall’ingresso laterale, ma non per questo meno nobile.

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