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I Diari di Lucca – 1a parte

I Diari di Lucca - 1a parte - immagine1-1876La sveglia è regolata per strapparmi dal letto alle ore 09.00 a.m. Il che significa sempre un paio d’ore in più del solito. Ho preso un giorno di ferie, per la prima volta, per godermi Lucca in tutto il suo… splendore?Ok, non è un termine che assocerei sempre alla mostra, ma d’altra parte devo essere sincero.
Con Lucca Comics (and Games) ho un rapporto morboso. Ogni anno spendo non so quanto fiato a parlarne male, a lamentarmi dell’organizzazione, dell’offerta di autori e esposizioni, etc. etc.. Ma quando arriva, ecco una sottile ansia da “DEVO ESSERCI” che mi assale! Non credo che per molti sia diverso, d’altra parte. In tanti se ne lamentano, ma poi a Lucca ci sono tutti. Se sia solo per il nome di prestigio o per una sorta di abitudine malsana, non lo so. Forse perché, alla fin fine, Lucca è la luce a cui noi falene di carta e inchiostro finiamo per VOLERCI bruciare, ritrovandoci a sbattere le ali al suo calore. Devo essere molto stanco per scrivere queste boiate…

Dicevamo della sveglia. Non arriva mai a suonare, perché con il dramma tipico di chi vorrebbe approfittarne ANCHE per dormire, ma non ci riesce, alle otto l’occhio si apre, pallato. Un filino di mal di testa, già che ci siamo. Iniziamo bene.
Me la prendo comoda, mentre Fabio, per telefono mi descrive la fila presente in biglietteria e all’accredito per entrare. Il tempo, oltretutto, non promette molto di diverso da acqua, acqua, acqua. Intanto, alla radio si parla di costituzione europea. Un momento storico che ci scivola addosso.

L’arrivo a Lucca nonostante i foschi presagi è tranquillo, la coda in auto è lontana anni luce dagli ingorghi storici; se piove si tratta di qualche spruzzo. Parcheggio oltre il palazzetto, convinto che sia sabato. Altro che “tariffa giornaliera”, alla sera lascero’ 7 EURO di parcheggio! Passo I Diari di Lucca - 1a parte - immagine2-1876davanti al palazzetto, vuoto e silenzioso. Per un attimo penso “e i venditori abusivi che vi si piazzavano dietro a vendere i propri fumetti, i cd masterizzati, i dvd etc…?” Dove saranno, loro che per me erano tappa obbligatoria, che davano colore ed allegria (e magari buoni affari)? Il tarlo mi rimarrà dentro tutta la giornata.

All’ingresso, un sacco di standiste. I più attenti di me dicono essere le stesse tutti gli anni; non sono mai stato così osservatore, ma in generale sono carine. Le magliette che il personale indossa sono molto belle, ma non si vendono, chissà perché. Si entra subito nel vivo degli stand degli editori, con uno spazio-tenda che, a occhio, sembra maggiore del palazzetto dove erano relegati (nemmeno tutti) gli espositori gli anni scorsi. Ad accogliermi lo stand EBay (eh?), ma soprattutto lo stand (piccolo) delle . Qui iniziano i dolori, o le gioie, a seconda che ragionate con il portafoglio o con il cuore. Da anni non vedevo tante novità tutte assieme! Un segnale importante, gli editori cercano un rilancio. Sarà gloria o disgrazia e rovina? Dipenderà molto dalla qualità delle proposte e da come si presenteranno. Domani vi parlero’ più approfonditamente di questi fumetti.

E’ stato bello ritrovare le persone, gli editori, gli autori e gli amici in fiera. Meno bello, ma certamente divertente, ascoltare i primi pettegolezzi. Il fantastico mondo del fumetto vive più intrighi di una telenovela! Vorrei proporla alla RAI: “Anche i fumettisti piangono“.
Ed il vostro amichevole webzinaro di quartiere? Distrutto ma felice, si appunta tutto l’appuntabile, per raccontarvelo nei prossimi giorni.

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