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100 Anime #1

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100 Anime #1 - immagine1-1866Con questo 100 anime ritornano a collaborare gli autori di Armadel (fumetto telematico edito dal Corriere della Sera), e come già allora a coordinare il tutto c’e’ il Sette Mondi Studio di . Il progetto era nato inizialmente per affiancare Armadel sul sito del Corriere come nuova proposta puramente telematica, e solo in seguito si trasformato in fumetto cartaceo.

Con quest’opera, già pubblicata in Francia da Delcourt ed ora da Edizioni BD per l’Italia, il duo Alex Crippa ritorna alle atmosfere horror, già testate su Randall McFly (serie creata da Diego Cajelli e pubblicata da SF Edizioni). Il tutto condito e confezionato con la qualità tipica delle edizioni francesi.

La storia parte in modo forse un po’ scontato, tanto che all’inizio sembra di trovarsi di fronte l’ennesimo esempio di Teen Age Horror con, non una, ma tre protagoniste femminili pronte a diventare le classiche prede-cacciatrici del demone di turno. Ma è solo una prima impressione perché la narrazione, anche se non proprio velocemente, prende tutt’altra strada. Il demone non vuole uccidere le nostre eroine ne’ tanto meno vuole spingerle a qualsiasi atto di follia, anzi sembra averle scelte per una missione di una certa rilevanza. Infatti le “assolda” come detective private alle dipendenze del “bassissimo”signore degli inferi.Insomma una trama poliziesca in cui non mancano gli evasi da rintracciare in fretta, prima che ne combinino di grosse, e da riportare in galera. Pero’, visto che Crippa ha camuffato questo poliziesco come se fosse un horror, le tinte da gialle si fanno molto più fosche ed i ricercati sono, sì evasi, ma da una prigione molto particolare composta da “gironi e cerchi danteschi”, occasione per l’autore di mostrarci squarci dell’inferno volutamente ripresi dalla “Divina Commedia”. Ma questo non è l’unico riferimento letterario chiaramente visibile sfogliando l’opera, perché gli autori hanno ben imparato anche la lezione estetica che Clive Barker ha dato con i suoi Cenobiti. Basta dare uno sguardo all’aspetto dei demoni per rendersene conto.

Ma da quando in qua gli inferi tentano di riacciuffare i dannati scappati sulla terra? Non è questo il plot a cui siamo abituati. Anzi, generalmente succede proprio il contrario: pericolosissimi dannati ritornano sulla terra per portare distruzione e paura col beneplacito di Lucifero. La maggior parte dei plot horror possono inserirsi in questo filone, la serie di Nightmare ne è un esempio.
Ma il “nostro” demone non si limita a usare le protagoniste per raggiungere i suoi scopi; lui le protegge e arriva addirittura a salvare la vita di una di esse, anche se indirettamente. Verrebbe quasi da pensare, durante tutta la storia che si svilupperà in altri due volumi, che le nostre protagoniste avranno comunque salva la vita. Ma qui sorge un dubbio e ce lo fa notare la stessa Angie (una delle tre ragazze): ci si può fidare del maligno? La domanda, ovviamente, è retorica. Così come è ovvio che le tre “prescelte” non possano tirarsi indietro se la proposta arriva da un demone incarnato. Devono solo affrontare la missione che gli è piombata addosso e cercare di cavarsela al meglio.
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Non è il caso, pero’, di anticipare troppo. Basti dire che questa particolare situazione rende la lettura piacevole ed invoglia all’acquisto del prossimo volume in cui, stando a quanto hanno fatto sapere gli autori in un’intervista, alcuni segreti dovrebbero essere svelati.
Parte della riuscita dell’albo lo si deve poi certamente ai disegni di Buscaglia. Si tratta di disegni sempre estremamente curati e particolarmente realistici quando si tratta di dare forma a scene ambientate sulla terra, ma con elementi soprannaturali. Scene in cui anche demoni e redivivi sono al loro posto.

Un discorso particolare va fatto circa l’ambientazione della storia. Infatti non ci troviamo nella nebbiosa Londra di Dylan Dog o negli Stati Uniti che tanti fumetti, film e libri ci hanno fatto conoscere, o meglio, non-conoscere. No, qui siamo a Milano e si vede. Ogni inquadratura, ogni scorcio di palazzo o di metropolitana, ogni location rappresenta Milano. E sapete una cosa? Funziona. Si’, si può ambientare un fumetto in Italia. Anche un fumetto così particolare come un horror.Si è spesso disquisito su quest’argomento. Persone più qualificate del sottoscritto l’hanno fatto e questo non è certamente il luogo adatto per riaprire una discussione così spinosa senza tirare in ballo ricerche di mercato e studi sul subconscio. Cio’ che mi preme ribadire è solamente che questo fumetto è ambientato a Milano e questo non ne sminuisce il valore. Anzi, a mio avviso, lo aumenta.

Ma non tutto è perfetto. Infatti l’ambientazione italiana pecca in particolari minimi, ma evidenti se li si guarda con gli occhi di un italiano. Infatti, tanto per dirne una, non esiste un giornale chiamato “L’Echo de Milan”, e il fumetto ci avrebbe di sicuro guadagnato se fosse stato citato un titolo di una testata giornalistica realmente esistente. E non credo che i risultati di un esame medico arrivino per posta nemmeno in Francia.

In definitiva una buona prova di cui attendiamo il seguito.

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