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Il Crocevia di vite di Yoshihiro Tatsumi

Coconino Press pubblica Crocevia, il primo di quattro volumi di storie brevi di Yoshihiro Tatsumi nella riscoperta delle origini del movimento Gekiga.

Il Crocevia di vite di Yoshihiro TatsumiChe il fumetto giapponese abbia ancora molto da rivelarci, nonostante l’invasione manga degli ultimi decenni, non è mai stato un grande mistero. Troppi titoli pubblicati in Italia, di successo o meno, corrispondono a pochi generi e a una stretta cerchia di stili e influenze; sicuramente poco per rappresentare tutto il panorama di una nazione in cui il fumetto è tanto diffuso ed importante.
Salta all’occhio del lettore italiano l’assenza, a parte poche rilevanti eccezioni, di una scuola underground.

È proprio questa parziale mancanza che la collana Gekiga della , curata da Vincenzo Filosa, vuole colmare.
La collana in questione, di cui iniziamo a vedere i primi frutti, è certamente uno degli eventi più benefici degli ultimi anni per il panorama editoriale di produzioni giapponesi in Italia.
In questo volume si ripropongono i contenuti dell’ormai esaurita Lampi, raccolta di storie brevi di edita da Coconino nel 2004.
Il progetto originale, che contava di quattro volumi, fu abbandonato, ed è stato ora ripreso con nuova traduzione, lettering e cura delle onomatopee.

Il Crocevia di vite di Yoshihiro TatsumiPer meglio comprende i contenuti di questa nascente raccolta, vero e proprio manifesto culturale, è bene fare un passo indietro per capire in breve cosa fu il Gekiga.

Questa nuova onda, formata dallo stesso Tatsumi e da autori come Takao Saito (noto per il suo Golgo 13) o Kazuo Koike e Goseki Kojima (Lone Wolf & Cub), Shigeru Mizuki, Sampei Shirato (Kagemaru den), Yoshiharu Tsuge e molti altri legati alla rivista Garo, nasce nel 1957; lo scopo che si pongono i suoi fondatori è quello di scrivere storie per un pubblico maturo: maggiore approfondimento psicologico, stile quanto più realistico possibile, privilegio per un tratto semplice ed essenziale, e l’abbandonano degli aspetti umoristici delle serie allora più diffuse.
Il nome stesso Gekiga (geki = “dramma”, ga = “immagine”) venne scelto in contrapposizione a “man-ga”, che fa riferimento ad immagini più leggere.

Questo gruppo di autori espresse così il desiderio e il bisogno di rompere con certi schemi del fumetto giapponese, abbandonando quello che sembrava un dogma inviolabile: far ridere e far divertire il lettore.

Le storie contenute in Crocevia sottolineano i fondamenti di questo movimento: con un tratto quanto più scarno e privo di fronzoli, Tatsumi traspone su carta figure malinconiche e disperate.

Sono gli uomini i protagonisti indiscussi di ogni storia, in cui la figura della donna appare spesso secondaria, ma rappresenta al contempo l’elemento forte; un elemento addirittura quasi disturbante e straniante per degli uomini pieni di timori e silenziosamente fuori posto nel loro mondo.
È proprio il silenzio l’aspetto più alienante e maggiormente caratterizzante dei personaggi maschili di Tastumi, che rimangono muti di fronte alle domande che gli vengono poste, muti di fronte alle difficoltà e alle proprie paure.
Silenzi che nascondono a malapena i loro drammi personali, come urla disperate chiuse dietro ad occhi spaventati, a fronti currogate ricoperte di sudore.

Il Crocevia di vite di Yoshihiro TatsumiI protagonisti sono uomini che quasi mai mostrano una scintilla di volontà propria o la capacità di soddisfare i propri desideri senza vergogne, ma piuttosto posseggono la sommersa voglia primitiva di trasgredire, di infrangere il muro della quotidiana routine imposta loro dalla società.
È in questi frangenti che viene fuori la vena ribelle e marcatamente rivoluzionaria di questo movimento impersonato da Tatsumi, con scene di vera e propria resistenza sociale, atti seppur “minimi” che rappresentano una sfida al potere e una liberazione catartica.
Restano memorabili le scene in cui il protagonista orina su un cannone dell’esercito imperiale o sfoga la sua sessualità repressa con dei disegni “sporchi” in un bagno pubblico. Tutti esempi di un nuovo modo di concepire il manga, con un piglio marcatamente tipico dell’underground, che influenzerà anche grandi autori come Osamu Tezuka e cambierà il loro modo di concepire le proprie opere.

A questi rari momenti di reazione si oppongono poi, a denotare l’incoerenza e l’incostanza interiore di questi personaggi, molte scene silenziose e prive di didascalie, che non svelano i pensieri dei protagonisti, e in cui il muro che questi ergono di fronte al loro mondo di carta si frappone in modo assoluto al lettore, rendendolo estraneo alle vicende, pur se intimamente capace di comprendere la spinta che muove le azioni di queste figure.

Gli incubi dei protagonisti nascono da una società giapponese che corre al ritmo del boom economico, del progresso galoppante, della modernizzazione degli anni ’70, e che pure resta ancora legata ad un passato di tradizioni volte al ricordo della gloria imperiale. Sono quindi chiaramente legati alla paura di rimanere indietro nella corsa, di ritrovarsi fuori da una gara mai voluta, a cui devono per necessità partecipare.
Questi uomini sentono addosso il peso di responsabilità più grandi rispetto alle loro capacità: il lavoro, il denaro, il matrimonio, i sogni infranti; un insieme di pensieri e sensi di colpa che incurvano le loro spalle e gravano sul loro cuore; tutti temi che molto cari e sentiti da autori che hanno vissuto questo tempo e lo hanno raccontato nelle loro opere, un esempio su tutti è proprio Una vita in barca di Tsuge Tadao, proposto su questa collana.

Per il lettore diventa allora difficile giudicare questi personaggi e le loro azioni, che non sembrano giustificate pienamente dai loro problemi personali, e che quindi appaiono come singole tessere di un dramma più ampio e sconfinato, e di conseguenza più ignoto e angoscioso.
Crocevia è un volume importante e difficile, desolante nella rappresentazione di una realtà dolorosa al cui centro privilegiato vi è un assoluto protagonista: un disperato uomo moderno.

Abbiamo parlato di:
Crocevia

Traduzione di Vincenzo Filosa
, ottobre 2016
116 pagine, brossurato, bianco e nero – 17,00 €
ISBN: 9788876183171

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