Recensioni

Vita su un altro pianeta

Vita su un altro pianeta - immagine1-1861Un nuovo volume di è sempre un evento. Il grande autore statunitense ha rivoluzionato, e rivoluziona tutt’oggi, il linguaggio del “romanzo illustrato”. Il suo tratto morbido, capace di delineare figure tra il grottesco e il drammatico allo stesso tempo, e soprattuto il suo senso per la tavola e la vignetta, sono marchi di fabbrica di chi ha dedicato la sua carriera a studiare e rendere su carta le possibilità del linguaggio a fumetti. Nel farlo, Eisner non cade mai nell’accademico, nel virtuosismo fine a se stesso: ogni elemento che popola le sue pagine, anche il più piccolo, è funzionale al compito di raccontare. Esempio sommo di un autore che, prima di ogni altra cosa, pensa al lettore, a come leggerà le tavole, a come muoverà gli occhi sul foglio.

Per i lettori più affezionati del grande autore statunitense, Vita su un altro pianeta si presenta come una variazione rispetto ai suoi temi abituali. Lontano dai ghetti ebraici degli anni ’50, Eisner traccia un racconto fantapolitico di livello internazionale, partendo da uno spunto tra i più classici della fantascienza: lo scoperta di un segnale di vita intelligente proveniente dallo spazio. Qui termina praticamente la componente fantastica di tutto l’albo; anche la creazione di una nuova forma di vita vegetale, soluzione sicuramente affascinante, viene affrontata da Eisner con piglio scientifico, e, pur essendo un elemento importante per lo sviluppo della trama, il trattamento riservatogli non la pone in particolare evidenza e non cede alle tentazioni fantascientifiche dell’argomento. Al contrario, Eisner cerca di analizare ed esporre le conseguenze politiche e sociali di una scoperta di tale portata, ma anche delle suo implicazioni religiose ed economiche. Scritto sotto l’ombra degli strascichi della guerra fredda, diventa un interessante specchio della tensione USA-URSS, della corsa a primeggiare militarmente o scientificamente.
Eisner si concentra solo, in parte, sull’unica figura che potremmo definire “protagonista”, l’astrofisico Bludd, coinvolto sempre più profondamente negli intrighi di potere. Molto spazio viene invece suddiviso tra i vari palcoscenici, e i vari personaggi, nei quali la storia si dipana. La densità di volti, eventi e scenari obbliga Eisner ad un racconto molto parlato e didascalico, con baloon grandi e fitti che si alternano con poche, ma sempre efficacissime, scene mute. L’analisi dell’autore americano appare certo in più parti affrettata, attenta com’e’ a dare spazio a tutti i vari aspetti della vicenda, sacrificando i punti di raccordo tra un evento e l’altro, spesso sbrigati con leggerezza, ma al contempo risulta attenta e credibile soprattutto nell’accentuare le ipocrisie, il doppiogiochismo del potere, la corruzione e l’avidità di tutti i vari pezzi di questa grande scacchiera. Uomini più interessanti al loro tornaconto e ai guadagni che porterà loro questa scoperta, piuttosto che alla sua importanza e al senso di meraviglia che suscita il sapere di non essere soli, tra le stelle. Sebbene in tutto cio’ Eisner sembra rischiare di perdere il filo delle vicende, e sebbene questo racconto possa essere il meno emozionante e riuscito tra i tanti capolavori dell’autore, la qualità resta altissima.

Se la storia può non convincere appieno il lettore, lascia come sempre di stucco l’abilità grafica che traspare da queste pagine. Prendiamo due scene. L’arrivo di Bludd in Germania, ad esempio, nell’insolita veste di spia, dove una torcia eletrica crea con maestria e senso della scena luci, ombre, figure, superfici. Oppure, basti aprire il volume alla prima pagina del sesto capitolo, nella quale troviamo Bludd ed il killer mafiaso Rocco chiusi in una capanna di mattoni, mentre fuori scende un vero e proprio diluvio. La finestra, unico quadrato di aria e luce nella baracca, diventa, ripetuta nella tavola, il contorno delle singole vignette, e lungo la parete di mattoni che per il lettore copre tutta la pagina, l’acqua scorre a rivoli, serpeggia negli spazi, gocciola dal bordo della finestra/vignetta. Senza che nessun suono, nessuna onomatopea lo renda esplicito, la pagina trasmette il rumore dell’acqua che scroscia, lasciando quasi la sensazione di dover sentire l’umidità attraverso le dita.

Life on Another Planet vede la luce nel 1978, ed è il secondo romanzo a fumetti di Eisner. Seguì al fondamentale Contratto con Dio, confermando la grandezza di un artista che ancora oggi non conosce rivali nel suo mestiere: raccontare storie con le sue vignette.

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Spazio Bianco: nel cuore del fumetto!

Inizio