Interviste

Niahm

Niahm - immagine1-1846Nuova uscita Dream Colours, il fumetto italiano Niahm, di e Francesco Bonanno, con la collaborazione di Ignazio Piacenti (colorazione) e Manolo Linares (lettering).

Dall comunicato stampa, l’articolo di Sonseri e l’editoriale di Andy Milanesio. In allegato, copertina e immagini interne.

e’ tutta una questione di atmosfera. Non di personaggio. Non di storia. Non di intreccio. Soltanto una questione di atmosfera. Almeno per un certo tipo di fumetto fantasy. Niahm rientra in questa tipologia. Quella particolare tipologia cioe’ in cui se si parla per esempio di magia (e l’esempio, credetemi, è voluto) non è necessario agitare in aria a tutti i costi una bacchetta di frassino per mostrare al lettore che ha comprato un fumetto in cui c’e’ un mago intento nelle sue stregonerie.Meravigliare, far sognare, fare avvertire quell’aria così intenzionalmente fatata, nel senso più classico del termine…..e’ questo cio’ che devono fare certi fumetti. Come quello che per adesso tenete tra le mani. Niahm e gli scacchi del re strizza l’occhio a questo tipo di “filosofia”. Ma non fraintendetemi. In una storia, in ogni storia, tutto concorre a renderla unica. L’ambientazione, il personaggio, l’intreccio della trama, semplice od intricato, i suoi livelli di lettura, i suoi disegni, la sua colorazione…… Ma talvolta è semplicemente una questione di scelte.
E queste sensazioni le dà soltanto quell’atmosfera di cui sopra, che deve impregnare ogni dialogo, ogni ambiente, ogni scelta di inquadratura o di stacco temporale. Perche’ è così che abbiamo voluto che fosse. Un piccolo consiglio in chiusura. Durante la lettura gli odori che respirerete o le sensazioni che avvertirete, o gli eventuali strani giochi che la mente potrebbe farvi…… saranno frutto soltanto della vostra fantasia. Non preoccupatevi. Ma di notte, prima di andare a dormire… ascoltatemi: davanti la porta di casa vostra mettete una scodella di burro o di panna. Farete felice il piccolo popolo. Si, insomma, il popolo delle fate. E degli elfi e dei goblin e delle streghe. Perche’ voi non li vedete, ma loro esistono. Esistono per davvero.
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Ci sono momenti in cui essere un editore è bello.
Oddio, ce ne sono anche di quelli in cui manderesti a quel paese tutti, staccheresti il telefono, butteresti il PC dalla finestra e ti ritireresti a fare il contadino nella Columbia Britannica, ma non è questo il caso. Fare l’editore è bello. Non perché si diventi miliardari. Anzi, quello scordiamocelo tutti. E’ bello perché sei libero. Libero di scegliere e di rischiare. Di fare quello che si crede gusto. Come il pubblicare la storia di autori bravi. Come l’offrire una possibilità a chi si era visto dire “si’, bello… ma ora non c’e’ proprio possibilita’…” Intendiamoci. Ognuno deve fare i conti a casa propria, e qui non si vuole mettere becco in casa d’altri, ma ogni tanto lasciatemelo dire: ci vorrebbe un po’ più di voglia di rischiare. E ho detto tutto. Niahm è un progetto in cui io (in cui noi della Dream Colours) credo. C’e’ un qualcosa di nuovo. C’e’ un’… atmosfera, per ricollegarmi a Marco, che mi ha conquistato. Niahm saranno tre numeri con cui presenteremo una cosa nuova. Una cosa che prima non c’era nel mercato italiano, e ora si può leggere. Volete che stia qui a dirvi “ma quanto è bella… ma quanto sono bravi.. ma quanto questo… blah blah blah”? Lo troverei sciocco. Se un editore decide di impegnarsi in un progetto è perché A PRIORI lo trova valido. Di immondezza è già pieno il mercato. Perche’ dovremo aumentarne la dose?
NON sta a me dirvi “quanto è bella Niahm”. Io posso pero’ dirvi che pubblicarla mi rende contento. E spero che lo stesso faccia per voi leggerla.
(Andy Milanesio)

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