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Heavy Bones #1/3

Heavy Bones #1/3 - immagine1-1845Il mondo dei fumetti non è fatto solo di grandi editori che invadono le edicole con produzioni di tutti i generi o di case editrici che vendono i loro fumetti “a peso d’oro” nel circuito delle librerie specializzate. Anche nell’epoca di Internet e del digitale, infatti, ci sono alcuni autori che credono a tal punto nelle loro idee da decidere di renderle concrete investendo non solo tempo, ma anche denaro, e autoproducendo i propri albi a fumetti. Queste creazioni indipendenti sono fortemente limitate dalle difficoltà di distribuzione e spesso non riescono raggiungere tutti i lettori potenzialmente interessati, ma restano l’unico veicolo per raccontare storie davvero anticonvenzionali e fuori dagli abituali circuiti commerciali.

Questa descrizione calza a pennello a Heavy Bones, un fumetto “davvero” underground e alternativo, che non avrebbe potuto trovare altra sistemazione se non nel panorama “indy”, visti i temi trattati e lo stile utilizzato dal suo autore, il capace Enzo Rizzi. Protagonista di questo “rock’n horror comic show” è un personaggio demoniaco che vaga sulla terra da decenni con un unico scopo: massacrare tutti gli autori di grande musica rock, preferibilmente spingendoli alla pazzia o al suicidio. Le liriche composte dalle sue vittime (gente del calibro di Jim Morrison, John Lennon o Freddy Mercury), infatti, sembra possano intralciare i misteriosi piani del diavolo in persona ed Heavy Bones è l’agente in terra del demonio perché questo non accada.

La storia è ironica e ben gestita, con improvvise digressioni nello splatter più dichiarato e divertente. Lo stile di disegno è perfetto per l’atmosfera della serie, grazie ad un tratto volutamente grezzo e sporco, ma anche un sapiente rapporto fra bianchi e neri e una gestione ordinata delle tavole. Ad impreziosire il tutto, le cover dei tre albi sono disegnate dal grande Giuseppe Palumbo. Il risultato finale è un gustoso horror underground, calato in pieno nel mondo del rock’n’roll “duro e puro”, fatto di tatuaggi, mega raduni o assatanate groupies. E’ caldamente consigliato, quindi, a tutti i sostenitori delle produzioni indipendenti ed ai veri fan dell’hard rock.

Per avere maggiori informazioni potete scrivere a leonardskinner@libero.it.

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