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Outcast: i demoni di Robert Kirkman

Outcast: i demoni di Robert Kirkman - outcast1 è probabilmente l’autore maggiormente iconico di questi anni duemila e rotti. Partendo dalla gavetta è riuscito, con costanza, abilità e una dose di fortuna, a creare la Skybound, sua etichetta editoriale che pubblica per l’Image Comics della quale è anche Chief Operating Manager.
Se nel corso della sua vita editoriale la Skybound ha continuato a espandersi, proponendo nuove serie e lanciando autori promettenti, il merito deve inevitabilmente andare alle due serie cui Kirkman ha dedicato completamente i suoi sforzi creativi personali: la serie superoistica Invincible e il fenomeno mondiale The Walking Dead. La saga apocalittica a base di zombie, sopravvivenza e introspezione psicologica creata dall’autore americano è forse il più grande fenomeno di media crossing degli ultimi dieci anni. Partito in sordina dal semplice supporto cartaceo, TWD è diventata fonte d’ispirazione di romanzi, videogiochi, action figures e un serial televisivo di enorme riscontro commerciale.

Si può quindi considerare un piccolo evento l’arrivo in Italia di , la nuova e recentissima serie regolare scritta e sceneggiata da Kirkman e disegnata da . Outcast: i demoni di Robert Kirkman - outcast-1La storia ci porta a conoscere la vita del protagonista Kyle Barnes, uomo segnato da un’infanzia di abusi da parte della madre. Con la strana morte di quest’ultima, Kyle trova rifugio presso una famiglia adottiva, la cui figlia Megan prende sotto sua protezione il ragazzo che, poco dopo il suo arrivo in questo nuovo contesto familiare, diventa vittima di una possessione demoniaca che ne condiziona la vita in modo indelebile fino all’età adulta.

La nuova creatura di Kirkman è strutturata come un avvincente thriller paranormale , dove, per stessa ammissione dell’autore, si vuole abbandonare il discorso impossibile della resurrezione, per concentrarsi su fatti come gli esorcismi che, seppur straordinari e non completamente risolti o capiti, hanno riscontri provati nella realtà.
Con lo sceneggiatore dimostra ancora una volta le sue grandi doti di narratore, affrontando il tema con una sorprendente originalità, con una trama che si concentra principalmente su Kyle e il suo essere una sorta di catalizzatore di entità demoniache.
Sebbene l’argomento delle possessioni non si possa certo definire originale, soprattutto in ambito cinematografico dove, a partire dal seminale L’esorcista di William Friedkin, gli sono state dedicate innumerevoli produzioni filmiche, bisogna ammettere che l’autore sembra voler affrontare il tema in maniera differente, provando a lasciare parzialmente in disparte il lato religioso della vicenda e concentrandosi maggiormente sulle conseguenze che le influenze demoniache hanno avuto sulle vite delle vittime.

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Se con TWD Kirkman ha dato vita a un grande affresco corale, dove attorno al protagonista Rick ruotano ciclicamente nuovi personaggi che travalicano la figura di co-protagonisti, vista la grande importanza a loro data, con Outcast lo scrittore intraprende una nuova strada. Ai toni catastrofici e rumorosi e ai dialoghi fiume, si sostituiscono atmosfere cupe e silenziose, brevi scambi di battute che fanno percepire l’atmosfera malsana e opprimente che la serie trasmette già da questo primo numero.
Attraverso un abile uso dei flashback, l’autore riesce a condurre ed immergere il lettore sia nei drammatici eventi che hanno contraddistinto il passato di Kyle, sia nel suo turbolento presente, mantenendo sempre alta la tensione del racconto in entrambe le linee temporali.

Outcast: i demoni di Robert Kirkman - oucast-3La serie possiede un ritmo di narrazione sincopato che ne favorisce il progredire senza perdere mordente, un procedere che ricorda quello di molti serial televisivi moderni e non a caso Outcast è infatti già stato opzionato per farne una versione televisiva. Da parte di Kirkman sembra quasi un volersi liberare dalla lunga e impegnativa gestione di TWD per dedicarsi a un progetto più piccolo, intimo e meno dispersivo, ma non per questo meno curato e affascinate.

La ha deciso di distribuire l’albo con lo stesso formato della versione da edicola di TWD: un brossurato in bianco e nero (a differenza dell’originale che è completamente a colori) di 72 pagine, simile agli albi Bonelli. , disegnatore regolare della serie, ha accettato di curare personalmente l’adattamento italiano della sua opera, ripulendo le tavole per poi rielaborarle attraverso l’inserimento di ombre e toni di grigio. Se la scelta possiede di certo una valenza commerciale tesa a favorire la riconoscibilità e un accomunamento alle altre produzioni da edicola di successo, bisogna però dire che, confrontando questa edizione con quella originale, la versione ne esce vincitrice.

Outcast: i demoni di Robert Kirkman - 0Azaceta è uno di quei disegnatori che, come John Paul Leon o Daniel Žeželj, possiede uno stile secco, pulito e che fa un grande uso dei neri, in cui la colorazione smorza di molto la potenza visiva. Quella dell’editore si dimostra quindi una scelta azzeccata, che dona alle matite di Azaceta grande profondità e ulteriore espressività, surclassando nettamente l’originale a colori. Un’ottima prima uscita, che conferma Kirkman come uno dei punti di riferimento di quest’ultima generazione di scrittori.

Abbiamo parlato di:
Outcast #1 – Il reietto
, Paul Azaceta
Traduzione: Stefano Menchetti
SaldaPress, 2015
72 pagine, brossurato, bianco nero – € 1,00 il #1 – € 2,30 dal #2

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