Nuvole di celluloide

I film di supereroi, Avengers: Age of Ultron e la crisi del Box Office

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I supereroi mettono in crisi il Box Office?

Una interessante e dettagliata ricerca diffusa nei giorni scorsi da Doug Creutz del Cowen Group, società che fornisce analisi finanziarie diversificate, ha messo in luce una profonda crisi del box office americano, creata soprattutto dai vari franchise hollywoodiani, inclusi i film sui supereroi.
Il rapporto, intitolato “Memo to Hollywood: You Can’t All Be Successful Doing the Same Thing”, ha sottolineato come le varie major hollywoodiane stiano puntando quasi tutte sulle stesse strategie per invogliare il pubblico ad andare al cinema, cosa questa che alla lunga si sta rivelando però fortemente negativa.

Il 2014 è il quarto anno di fila in cui la qualità del box office e dei film suggerisce che uno spostamento verso il basso nella domanda cinematografica abbia avuto luogo – ha sostenuto Creutz – Inoltre, siamo sempre più preoccupati che la convergenza di identiche strategie riguardanti pellicole legate ai franchising nei grandi studios rischi di danneggiare l’ecologia del business, accelerando già tendenze secolari negative esistenti.

Creutz ha evidenziato come la scorsa estate si sia rivelata come una delle peggiori per l’industria cinematografica dall’uscita del primo film di Star Wars nel 1977, nonostante il fatto che questa abbia visto il lancio di pellicole su Spider-Man, X-Men e altri franchise, molti dei quali sono stati accolti molto bene dalle recensioni.

Pensiamo che la ricerca della narrazione sia sempre più viziata. Inoltre, pensiamo che vi sia motivo di crescente preoccupazione per il fatto che i grandi studios stanno tutti muovendo verso strategie sempre più indistinguibili, inserendo sempre più uova nel paniere di pellicole legate a famosi franchise.

Nel solo genere supereroistico, il numero di uscite annuali nelle sale è previsto che raddoppi entro il 2016, ha sottolineato l’analista.

La storia suggerisce – e abbiamo ampie prove di questo nel genere dell’animazione – che, più il numero di film aumenta in un determinato genere, più la performance media per film diminuisce, e che anche i film di alto livello non siano immuni a questo fenomeno.
Con questi film che hanno un budget di 200 milioni di dollari, pensiamo che i rischi per i principali studios siano in aumento. Inoltre, la diversità nell’industria cinematografica diminuisce, e quindi pensiamo che i rischi di accelerazione di un calo nelle presenze complessive siano in aumento.

Per quanto concerne proprio il genere dei film tratti dai fumetti, Creutz ha voluto ribadire che sarà solo questione di tempo nello scoprire quali saranno le conseguenze di questo quadro così in crisi.

Quanti film di supereroi sono troppi? Abbiamo il sospetto che lo scopriremo a breve – ha detto Creutz – In generale, pensiamo che i grandi studios si stiano muovendo troppo verso una dipendenza dai franchise cinematografici facenti parte dei generi action e animazione. Ciò è più evidente nel genere supereroistico, dove il numero di grandi film all’anno è passato da tre a quattro tra il 2011/2015 e passerà da sette a otto nel 2016-17.
La nostra esperienza con il genere di animazione suggerisce che questo è molto probabile porterà ad un calo per i film al botteghino a causa della concorrenza. Mentre siamo convinti che gli studios con contenuti meno accattivanti e un identità minore siano più suscettibili verso questi rischi, riteniamo che anche la Disney, che ha una vasta collezione di properties tra le più potenti e una identità nota, probabilmente vedrà le prestazioni delle sue pellicole negativamente influenzate dall’affollamento da parte degli altri studios…. Crediamo che un ulteriore raddoppio della produzione a sette-otto film all’anno è probabile possa indirizzare una pellicola al box office nazionale su un incasso medio di 200 milioni di dollari, che è una zona di pericolo dato che i budget di molti di questi film sono proprio attorno ai 200 milioni.

 

Con la diffusione, avvenuta nei giorni scorsi, del terzo e ultimo trailer del film, è partita ufficialmente l’ultima fase della campagna promozionale che porterà all’uscita nelle sale dell’atteso sequel sul gruppo Marvel scritto e diretto da .
Intervistato da IGN, l’attore Jeremy Renner, che nel film torna a interpretare il ruolo di Clint Barton/Occhio di Falco, ha parlato delle nuove dinamiche all’interno del team e del passato del personaggio.

Fa parte della squadra solo perché sente di doverlo fare, ma non è un tipo di compagnia. Credo che Cap sia più un tipo da certe cose, mentre Hawkeye è un solitario – dice l’attore – In poche semplici scene [in ] verranno rivelate molte cose. Capirete perché pensa in un determinato modo. Ecco, non credo che lo S.H.I.E.L.D. sia mai stato davvero importante per lui. Fury è incredibile, Hawkeye lo ammira e farebbe qualsiasi cosa per lui, ma non gli piace l’idea di essere un dipendente, di dover timbrare un cartellino.
Scarlet e Quicksilver sono personaggi fantastici. Hawkeye e loro avranno molte cose da fare assieme – ha aggiunto Renner – Non è chiaro da che parte stiano Wanda e Pietro, se parteggino per i buoni o per i cattivi. [ride] Ma sì, diciamo che li tengo d’occhio per capire se siano meritevoli o no di far parte della squadra. Li metto costantemente in discussione.

In un altra intervista, sempre concessa a IGN a parlare del film è stato l’attore , il quale ha spiegato il comportamento degli Avengers nel film dopo la caduta dello SHIELD avvenuta in Captain America: The Winter Soldier.

In questo momento, la squadra non ha più nessuno a cui dover rendere conto. Lo S.H.I.E.L.D. non esiste più, perciò siamo tutti maggiormente dipendenti l’uno dall’altro; questo però dà a Capitan America la possibilità di assumere un ruolo di maggior comando – ha detto Evans – Dato che non c’è più nessuno a dargli ordini, non deve più mettere in discussione la catena di comando o le motivazioni di chicchessia. Questo però significa doversi fidare molto di più della propria squadra. In qualche modo, questo va ad aggiungere una certa tensione all’attuale dinamica interna degli Avengers.

L’attore ha poi parlato dell’evoluzione di Steve Rogers dal primo film su Capitan America, evidenziando quello che vedremo in Avengers: Age of Ultron, soprattutto per quanto riguarda le abilità dell’eroe a stelle e strisce.

Sai, al primo film sei terrorizzato. Al secondo invece ti senti intimidito, perché sei semplicemente circondato da un sacco di persone grandiose; una volta arrivato a Capitan America 2 inizi definitivamente a ingranare, e senti di stare facendo dei progressi davvero profondi per quanto riguarda il tuo personaggio. Inoltre, ti senti più libero di esprimere le tue opinioni. I fratelli Russo [i registi di Captain America: The Winter Soldier ndt] sono grandiosi, e il film mi è piaciuto davvero tanto. Ha funzionato bene per quanto riguarda la mia connessione personale con il personaggio. Perciò, arrivato a questo punto, posso dire di sentirmi davvero alla grande. Ribadisco che, in un film come questo, è molto difficile concentrarsi sulla propria trama personale. Certo, è stimolante, però… Non vedo l’ora di dedicarmi a Cap 3.
L’unica cosa di cui ho discusso con è stata la coerenza nello sviluppo delle abilità del personaggio. Sapete, con il secondo Captain America l’abbiamo davvero spinto al limite, ed è una cosa che mi ha davvero emozionato e coinvolto. Perché nel primo Captain America è semplicemente forte, e anche in Avengers, secondo me, era ancora tutto un “pugno, pugno, calcio, calcio.” Il che va bene, ma non puoi essere per sempre Jason Bourne.

Infine, parlando di cosa ci aspetta, Evans ha dichiarato che il nuovo arrivato, Paul Bettany, che vestirà i panni di Visione, è stata un’aggiunta al cast molto gradita.

Paul… Ragazzi. Abbiamo appena girato la nostra prima scena con lui. È davvero bravissimo. Lo adorerete. Sarà fantastico.

Nel frattempo, per quanto riguarda il merchandise collegato al film, Marvel e Funko hanno annunciato, attraverso Nerdist.com l’uscita di una Black Widow: Pop Figure, la cui immagine potete vedere di seguito. Mesi fa, quando fu resa nota la linea ispirata al film, il personaggio della Vedova Nera non era stato ancora inserito.

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Peanuts

Continua la marcia verso l’uscita nelle sale del film dei Peanuts. Nei giorni scorsi la inglese Penguin Children’s ha acquisito i diritti editoriali per realizzare dei libri per bambini legati alla pellicola sui personaggi di Charles M. Schulz, che vedranno l’uscita di uno sticker book e un altro volume interamente dedicato al lungometraggio.

Siamo incredibilmente eccitati all’idea di aggiungere il film dei Peanuts alla nostra gamma di classici dell’editoria – ha detto Emily Campan, dirigente editoriale della Penguin – Il nuovo film delizierà gli appassionati giovani e meno giovani e sono molto orgogliosa del fatto stiamo giocando un ruolo nell’introdurre la banda Peanuts a una nuova generazione.

Tara Botwick, direttore del settore liceensing internazionale di Peanuts Worldwide, ha aggiunto: E’ un anno incredibilmente eccitante per i Peanuts. Non solo è il 65° anniversario del brand, ma è l’anno dell’attesissimo film prodotto da 20th Century Fox e Blue Sky Studios. La partnership con Penguin sull’editoria incentrata intorno a questo evento epocale è un ottimo modo per raggiungere nuove generazioni di fan.

Stan Lee Media Vs. Stan Lee

Si apre un nuovo capitolo nella lunga storia legale della Stan Lee Media, società che negli ultimi otto anni ha portato avanti fallimentari battaglie legali per molti dei personaggi più famosi della Marvel, asserendo di possederne i diritti. Il nuovo round si è materializzato nei giorni scorsi quando la SLM ha depositato una richiesta alla Corte Suprema, come rivelato da Law360 chiedendo ai giudici di far rivivere una sua causa contro il co-fondatore Stan Lee, sostenendo che la Nona Corte d’Appello ha commesso un errore in una sentenza resa pubblica lo scorso ottobre.
La corte aveva dichiarato che le affermazioni della Stan Lee Media inerenti le proprietà di Spider-Man e altri personaggi Marvel erano “semplicemente implausibili”, sottolineando che tra il 1998 – quando Lee aveva per la società ceduto loro i diritti – e il 2007, anno in cui cominciò il contenzioso, la società non aveva mai pubblicizzato o tentato di concedere in licenza queste proprietà lucrative. Tuttavia, nel suo ricorso presentato il 12 febbraio la Stan Lee Media insiste che la Corte d’Appello ha fatto degli errori, appellandosi a un altra sentenza riguardante leggi sull’antitrust e il copyright.
La Stan Lee Media ha a lungo insistito sul fatto che tra l’agosto 1998, quando Stan Lee terminò un contratto con la Marvel, e il novembre dello stesso anno, quando l’autore diede vita a un nuovo accordo con la Casa delle Idee, il leggendario creatore cedette i diritti di tutti i personaggi che aveva co-creato – Spider-Man, i Vendicatori e gli X-Men, – a Stan Lee Entertainment, che poi si fuse con Stan Lee Media, società che poi presentò istanza di fallimento nel 2001 dando inizio a numerose cause contro la Marvel prima e Marvel/Disney in seguito inerenti i diritti (anche cinematografici).
Nessuna delle azioni di Stan Lee Media, perseguite attraverso diverse giurisdizioni, ha avuto successo. Lo scorso dicembre una corte aveva rigettato una loro causa per violazione del copyright da miliardi di dollari contro Disney. I difensori di Stan Lee hanno dichiarato che una risposta alla SLM avverrà il prossimo 26 marzo.

e gli show Marvel

Intervistato nei giorni scorsi da Digital Spy, il capo di Marvel Television ha avuto modo di parlare degli ultimi avvenimenti accaduti su Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D. e dei prossimi show targati Netflix.

Per i fan Marvel, c’è un enorme connettività nel Marvel Universe. Inoltre, si tratta di un cambiamento dello show, che ha avuto inizio con l’idea che non tutti gli eroi sono super. Ora, a quanto pare, c’è qualcuno del team che non rientra in quella categoria e quindi come  reagiranno a questo?
Quello che spero è che gli appassionati reagiscano a questa trama nello stesso modo in cui hanno reagito quando si è scoperto che Ward era un traditore. La nostra speranza è che il nostro finale di midseason sia entrato nella mente del pubblico e ora ci sia un reale desiderio di scoprire cosa succede dopo. Questo sarà sempre quello che ci guida in questo show. Vogliamo essere quello show in cui la gente si chiede, ‘Cosa succede dopo?’

Per quanto riguarda invece , che in questi giorni inizia a essere trasmesso in Inghilterra, Loeb ha affermato:

Più di ogni altra cosa, ti dà l’opportunità di vedere Hayley Atwell in tutta la sua gloria. E’ forte e divertente e spiritosa e affascinante… Lei è più divertente di quanto si possa immaginare. Ed è un cast straordinario. Penso che la gente sarà felice con quello che succede in quello show, quando lo vedranno.

Infine, parlando dei nuovi serial su Netflix e una connessione con gli show già esistenti, Loeb ha ribadito il concetto che tutto avviene nello stesso universo narrativo e che l’obiettivo è fare capire questo al pubblico del piccolo schermo il più possibile.

Cinebrevi

ha ricevuto cinque nomination agli MTV Movie Awards nelle categorie “Best Musical Moment”, “Best on Screen Transformation”, “Best Male Performance”, “Best Comedic Performance” e “Movie of The Year”. Due nomination invece per Captain America: The Winter Soldier (“Best Fight” e “Best Kiss”), una per : Il potere di Electro (“Best Kiss”) e per (“Best Villain”).

Sony Pictures Consumer Products e LAFIG Belgium hanno rinnovato la licenza alla Jakks Pacific per occuparsi della realizzazione dei giocattoli ispirati al franchise cinematografico dei Puffi, il cui nuovo film, un reboot più vicino alle atmosfere di uscirà nelle sale nell’agosto 2016.

Si ringrazia per la traduzione inerente Avengers: Age of Ultron Giulia Prodiguerra.

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