Nuvole di celluloide

Zombie in TV: vita e morte in The Walking Dead, l’umanità di iZombie

The Walking Dead

Intervistata nei giorni scorsi nel corso di una conferenza alla Loyola Marymount University’s School of Film & Television, la produttrice ha avuto modo di parlare in maniera approfondita del serial basato sul fumetto di , sulla violenza all’interno dello show.

Mi preoccupa di più il fatto che abbiamo le armi per le strade. Voglio dire, in Australia e in altri paesi in tutto il mondo in cui hanno lo stesso intrattenimento, non hanno i tassi di omicidio che abbiamo qui, è chiaro che c’è un altro motivo per questo. In tutti i miei film, gli antagonisti sono mostri o cyborg. The Walking Dead è differente, penso che abbia ispirato un dibattito su ciò che significa essere umani e cosa può giustificare il ricorso a questo tipo di brutalità.

La Hurd ha sottolineato che una delle cose più difficili dello show e quella che ritiene una delle sfide più centrali, è il decidere l’uccisione di alcuni personaggi, senza dirlo agli attori, come nel caso della morte di Madison Lintz interpretata da Sophia Peletier.

E’ la parte più difficile di tutto lo show, onestamente. E’ molto più difficile che dire addio a un attore. Ma l’unica persona a cui ho dovuto dirlo direttamente era la bambina che è venuta fuori dalla stalla, trasformata in zombie, alla fine della seconda stagione. L’ho detto a sua madre. L’anno prima, non era sicura di voler fare l’attrice. Così abbiamo pensato che le stavamo facendo un favore. E non credo sia giusto chiedere a un bambino di fare qualcosa che non vuole fare. Beh, non ci siamo accorti che durante l’estate ha deciso che invece voleva davvero fare l’attrice.

La morte dei personaggi, e le differenze tra il serial e il fumetto, sono stati sottolineati dalla Hurd in merito anche a Judith, la figlia di Rick Grimes (), spiegando il perché sia ancora viva.

Questo perché non ci piace seguire esattamente il fumetto, e ci è sembrato molto importante avere quell’innocenza e quella speranza. E’ un mondo molto, molto triste. Abbiamo visto che fino a quando c’è un bambino innocente, un bambino di cui possono prendersi cura abbiamo pensato che questo mantenesse viva la speranza. Allo stesso modo nella relazione romantica tra Glenn () e Maggie (Lauren Cohan) si può ancora avere l’amore. È ancora possibile trovare l’anima gemella in questa apocalisse così si tratta di un importante messaggio di speranza che vediamo in ogni episodio.

Per quanto riguarda invece lo spin-off attualmente in fase di lavorazione, la Hurd ha confermato la conclusione delle riprese del pilot, aggiungendo alcuni piccoli dettagli, oltre a parlare di quanto potrebbe durare il serial principale.

Abbiamo appena finito di girare il pilot, ma non l’abbiamo ancora promossa a serie completa. Quelli che di voi leggono i siti di fumetti sanno che Kirkman ha pubblicato almeno 250 numeri. Questo da quando abbiamo iniziato a girare sei anni fa. E ora lui ne ha almeno altri 250. Quindi abbiamo un sacco di storie e un sacco di personaggi da raccontare e da presentare.

Agent Carter

In una interessante intervista rilasciata a CBR, l’attore Enver Gjokaj, che nel serial interpreta il ruolo dell’agente Daniel Sousa, ha parlato del suo ruolo, di come lo ha ottenuto e del rapporto tra il suo personaggio, l’agente Thompson () e Peggy Carter (Hayley Atwell).

Non conosco i dettagli. Il modo in cui funziona per me è che ottengo un provino, vado, ho il ruolo o non lo faccio. So che Joss ha un rapporto molto stretto con la Marvel, quindi spero che questo abbia aiutato. Parlando con Louis [D’Esposito ndt], so che ha visto il mio provino e sentiva che ero Daniel Sousa. Non so se era consapevole che avevo anche interpretato un ruolo in “The Avengers” (l’attore era un poliziotto nel primo film – ndr).
Avevo visto il film di Capitan America. Non ho voluto effettuare delle ricerche, perché come attore, sentivo che dovevo interpretare ciò che è scritto sulla pagina, essere grato per questo e rendere vivo quel mondo.
Se c’è qualcosa che colpisce Daniel è l’essere un disabile, e il modo in cui le altre persone lo trattano, non il modo in cui affronta la sua disabilità. Mentre la stagione va avanti, si vede che comincia ad avere più fiducia in se stesso e comincia a fidarsi dei suoi istinti un po’ di più. Ha uno spirito combattivo…

L’attore ha poi parlato dei suoi colleghi e dei personaggi da loro interpretati, in primo luogo Thompson e Carter, su cui Sousa faceva molto affidamento prima di scoprirne i segreti.

Credo che [Sousa e Thompson] abbiano avuto una educazione differente. Immagino che Sousa sia cresciuto in una casa diversa e sia stato educato in un modo diverso. Non ha assorbito molti pregiudizi del tempo. In molti modi, vediamo Thompson come il cattivo del momento.
Non so se posso dire che sia stato gratificante perché come attore devi entrare nella prospettiva del tuo personaggio. Per Sousa, è stato tutto il contrario dell’essere gratificante. E’ stata una terribile, terribile consapevolezza scoprire che questa persona, che è colei con cui sentiva di avere qualcosa in comune nell’SSR, risulta non solo essere chi non pensava che fosse, ma che eventualmente sta tradendo tutti loro. Se guardate a tutto ciò dal punto di vista di Daniel, lui non solo si sente male, ma si sente anche uno sciocco.

L’attore ha infine risposto a una domanda cruciale, ovvero se Sousa possa o no essere l’uomo che la Carter sposerà, di cui era stato accennato in Captain America: The Winter Soldier.

Ci siamo fatti la stessa domanda tra di noi, con la stessa quantità di informazioni che hanno gli appassionati. Una delle cose che mi piace di “Agent Carter” è che non è uno show in cui la protagonista è definita dalla sua relazione con un uomo. Questo non è uno show su una ragazza che si strugge per un ragazzo. Si tratta di uno show in cui il ragazzo si strugge per la ragazza. Questo è davvero cool per me.

Il merchandise di

In occasione del Magic Market Week, manifestazione annuale sulla moda che si è svolta nei giorni scorsi nella città di Las Vegas, Disney Consumer Products ha diffuso alcuni dettagli circa i suoi piani per espandere il programma di abbigliamento di prodotti legati a film Marvel.
Con estensioni nell’abbigliamento sportivo e in altri settori della moda, tra cui un nuovo servizio di abbonamento che porterà lo stile Marvel direttamente al consumatore, la nuova strategia segna un’evoluzione nella moda della Marvel per uomini e donne.
Il programma prenderà il via con una linea collegata a realizzato da partner quali Engine Mad, Hybrid e C-Life. In primavera ci sarà invece una collaborazione tra Marvel e il servizio di abbonamento mensile di moda online Five Four Club che introdurrà una linea di giacche, camicie, pantaloncini e altro.

La nostra espansione nel mondo della moda sta offrendo l’opportunità di dare ai fan un modo unico e inaspettatamente nuovo per esprimere la loro passione mentre eleviamo la cultura pop e la credibilità della Marvel come un vero stile di vita

ha dichiarato Paul Gitter, vice presidente senior del settore licenze di Marvel e Disney Consumer Products.

Viz media per la serie animata di Terra Formars

Viz Media è stato nominato licenziatario nordamericano per il merchandise basato sulla serie anime sci-fi/horror Terra Formars.
Viz Media concederà le licenze e gestirà una vasta gamma di prodotti di consumo basati sulla serie animata, il primo dei quali sarà diffuso entro la fine dell’anno.
Il serial segue la seconda missione umana dell’umanità verso il pianeta rosso. Gli esploratori arrivano a scoprire che gli scarafaggi utilizzati per trasformare il pianeta sono mutati in giganteschi umanoidi, aggressivi e con l’imperativo obiettivo di sterminare gli umani.

‘Terra Formars’ è una serie avvincente, molto adatta per lo sviluppo di prodotti per il mercato nordamericano, e i suoi personaggi forti e l’artwork iper-dettagliato hanno conquistato una base di fan sostanziale e crescente – ha affermato Daisuke Aoki, vice presidente settore licensing di Viz Media – Siamo ansiosi di lavorare con i principali partner di produzione per sviluppare ‘Terra Formars’ per i prodotti di consumo e dare ai fan della serie una gamma di prodotti unici e di alta qualità.

Zombie in TV: vita e morte in The Walking Dead, l'umanità di iZombie - VizTerra

Rose McIver parla di

Intervistata nei giorni scorsi da CBR, l’attrice Rose McIver ha parlato della serie basata sul fumetto Vertigo creata da Chris Roberson e Michael Allred e di come si è preparata al ruolo di Liv Moore.

Mi hanno inviato i fumetti, e li ho letti tutti. Mi sono divertita molto. Credo che abbiano costruito un personaggio interessante, e penso che Rob Thomas e Diane Ruggiero hanno fatto un ottimo lavoro nel portarla alla vita, rendendola accessibile e sottolineando le parti importanti del personaggio, quegli elementi che sento possano creare un buono show. Sicuramente ho cercato di guardare molto il materiale originale, ma sono davvero fortunata ad avere delle grandi sceneggiature con cui lavorare al meglio.

L’attrice ha poi accennato alle scene d’azione presenti nel serial, e alla sua preparazione in merito, anche per quanto riguarda l’argomento “zombie”.

Fortunatamente ho alle spalle un percorso da ballerina e sono sempre stata piuttosto atletica, perciò ero entusiasta di ogni aspetto del lavoro da stunt che abbiamo affrontato. C’era un gran tipo – Ernest, E.J. – che era il coordinatore degli stunt che veniva da me prima di ogni episodio, era come una specie di prova, e mi diceva: “Bene. Nel prossimo episodio devi fare una specie di ruota, sei capace?” o “Dovrai combattere corpo a corpo, come un’artista marziale”. Poi lavoravamo nel fine settimana o alla fine delle riprese giornaliere per fare più prove possibili e far in modo che gli stunt si affiatassero tra loro.
[Ho visto] uno o due film, quindi questo è stato in un certo senso il mio battesimo del fuoco. Ho iniziato con il guardare “La notte dei morti viventi” e “28 giorni dopo” per passare poi a tutte le diverse incarnazioni di zombie. È stato molto affascinante. Poi Diane [Diane Ruggiero, produttrice del seerial ndr] è la nostra regina degli zombie, sa qualsiasi cosa a riguardo e sulle loro diverse incarnazioni. Tacitamente mi fidavo di lei.

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La McIver ha infine parlato dell’aspetto riguardante il suo personaggio dopo la trasformazione in zombie, e delle relazioni interpersonali della protagonista.

Mi è piaciuto il fatto che assomigliassi al personaggio del fumetto. Credo che sia stata una cosa bella, perché ci siamo dovuti allontanare un po’ dalla fonte originale e quindi è stato un gesto per riavvicinarci ai fan del fumetto, una cosa che avrebbe fatto presa su di loro. Mi è piaciuto per questo. Mi piace molto la pelle estremamente pallida, credo che sia qualcosa di piuttosto raro a vedersi. Ci sono troppe persone abbronzate o con finte abbronzature in televisione. Per questo è piuttosto rinfrancante vederne una pallida. In ogni caso sono piuttosto conscia di avere già di mio una pelle piuttosto pallida, le persone sono solite dirmi “la rosa inglese” o cose simili – quindi è stata un’esperienza carina. Mi sono sentita responsabile in prima persona riguardo al fatto che sono già pallida e di non avere un incarnato marcato e ne sono stata fiera.
All’inizio Liv non aveva altri amici zombie o delle relazioni con altri zombie, quindi non poteva. Socializzava con la sua famiglia e con gli amici mantenendo questo grande segreto che le impediva di stringere delle relazioni profonde. Ma molto presto, in un episodio incontra un fidanzato zombie, quindi potranno… non posso dirvi di più. Dovete guardare la serie.

Cinebrevi

L’attore (Sons of Anarchy) sarà il protagonista di , l’adattamento cinematografico di , il graphic novel scritto da Joe Casey e disegnato da Chris Burnham, che racconta le vicende di un poliziotto di Los Angeles, che viene ucciso nell’adempimento del dovere, ma viene resuscitato telecineticamente dai suoi superiori e rispedito in mezzo alle strade.

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