Cronache

Presentazione de “Il pugile” di Reinhard Kleist

Il pugile 13

In occasione della Giornata della Memoria 2015 l’autore tedesco ha presentato a Milano presso la Biblioteca di Parco Sempione Il pugile sua ultima fatica edita in Italia da . L’autore affiancato dalla traduttrice Anna Patrucco Vecchi ha raccontato ai presenti il modo in cui si è approcciato alla storia di Hertzko Haft e le fasi di lavorazione del graphic novel.

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Come prima cosa ci viene introdotta la figura di Hertzko Haft, ebreo polacco, catturato dai tedeschi al posto di suo fratello maggiore durante la Seconda Guerra Mondiale, riesce a sopravvivere all’interno dei campi di concentramento combattendo come pugile contro gli altri prigionieri per diletto dei tedeschi. La sua storia così particolare e il tema poco conosciuto hanno interessato sin da subito Kleist che decise di realizzare un graphic novel a riguardo.

Mi stavo documentando sui campi di concentramento, quando ho notato la copertina di questo libro. Rimasi molto colpito da questa storia e scrissi al figlio di Hertzko, che aveva scritto la biografia di suo padre, dal titolo “Un giorno ti racconterò tutto”, titolo da cui è tratto l’estratto finale. L’editore ha ricevuto la mia richiesta di poter trarre dal libro una graphic novel e ha mandato la richiesta al figlio per avere il suo permesso. Alan è stato gentilissimo con me perchè ha risposto a tante domande per farmi capire i pensieri che aveva suo padre per capire dei dettagli difficile da comprendere. Mi ha raccontato molte cose della famiglia e poi gli ho chiesto se aveva del materiale fotografico per aiutarmi ad impostare anche graficamente il volume. Mi ha spedito un pacchettino pieno di foto originali.

I due ci mostrano un power point che racchiude le foto più significative di Hertzko Haft, dai suoi primi combattimenti ufficiali dopo la guerra, alla sua vita in America, fino alle foto con la propria famiglia. Dopo aver sottolineato l’importanza per gli sportivi ebrei di indossare la Stella di David nelle loro divise, l’autore spiega come ha deciso di trattare graficamente i protagonisti del suo lavoro.

Per la madre di Hertzko non avevo foto, ho deciso quindi di utilizzare delle foto d’epoca di donne che potevano essere di qull’estrazione come riferimento. Nel caso di Hertzko volevo trovare una caratteristica dominante che lo rendesse riconoscibile poichè in tutta la storia cambia il proprio aspetto molte volte. Ad esempio nel campo di concentramento non ha più i suoi capelli ricci e anche il vestito lo rende anonimo; quindi dovevo trovare qualcosa che lo facesse riconoscere immediatamente al lettore. Dopo aver studiato a lungo il suo volto ho notato che un tratto molto distinguibile erano le sopracciglia marcate che ho deciso di marcare ancora di più unendole in un unica linea.

Presentazione de "Il pugile" di Reinhard Kleist - Il-pugile-15-e1423737316808Con l’SS denomiato Schneider, di cui non aveva foto, ha deciso di disegnare il prototipo dell’ariano e di far trapelare sul volto l’opportunismo che lo contraddistingueva e che non aveva nulla di ideale. Si sofferma poi sugli step di pubblicazione del volume:

La storia è stata prima pubblicata in Germania a puntate in un quotidiano nel formato della classica striscia a fumetto, poi quando l’ho pubblicato come libro ho dovuto modificare il formato e renderlo verticale. Oltre a questo ho integrato delle parti che lo rendono un terzo più lungo della sua forma iniziale.

L’autore si definisce un’artista molto tradizionale, lavorando a mano e passando dal disegno a matita fino alla chine; l’unico passaggio al computer che compie di solito è il layout finale. Sul suo lavoro biografico, che lo mette in contatto con moltissime persone e con le conseguenza degli eventi che si accinge a narrare afferma:

Alan mi ha lasciato molta libertà, quando ho deciso di accentuare alcune cose o di metterne in secondo piano altre. Per fare un’esempio c’è una scena nelle memorie i cui Hertzko dice di avere assistito al ritrovamento da parte di un ebreo del cadavere della propria moglie nei forni crematori. Non ho deciso di togliere la scena, ma, proprio perchè la trovavo molto drammatica e forte, l’ho fatta raccontare ad un personaggio secondario. Ho anche parlato a lungo con un esperto di libri sulla memoria che mi ha messo in guardia sullo stesso concetto di memoria. Quelle di Hertzko infatti sono state raccolte dal figlio a distanza di anni: in cinquantanni succedono tante cose e i ricordi vengono spesso trasformati. Per esempio la storia dell’uomo impazzito di dolore davanti al cadavere della propria moglie lui l’aveva sentita raccontare tantissime volte. Questo perchè probabilmente si tratta di una cosa realmente accaduta di cui si è sparsa la voce e che viene spessa raccontata da molti in prima persona.

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L’autore, che cerca di rapportarsi in maniera molto personale ai personaggi e di immedesimarsi in loro, ha avuto delle difficoltà con Hertzko che ha cercato di comprendere nonostante non si trattasse di una figura totalmente positiva. Il pugile, padre violento e irascibile, non è un protagonista per cui provare empatia, ma un uomo che è stato influenzato nel bene e nel male dalle vicende che ha subito. Per ciò che riguarda la visione che ha l’autore del protagonista della sua graphic novel egli spiega:

Secondo me, anche se la storia appare molto deprimente (il protagonista non è riuscito ad ottenere niente di quel che voleva, non è riuscito a diventare pugile professionista, non ha trovato Leah quando la stava cercando), pensare al fatto che Hertzko si sia costruito una famiglia mi è bastato per capire quanto lo stesso avrebbe potuto guardare la sua vita con più soddisfazione.

Infine, dopo aver raccontato del suo viaggio verso alcuni campi di concentramento e verso il paesino natio di Hertzko che ha disegnato nel suo lavoro, si sofferma sull’importanza del suo rapporto con New York che ha reso molto più semplice la realizzazione delle tavole ad essa inerenti.

Sono stato tante volte a New York e ho messo all’interno del fumetto dei suoi frammenti che amo particolarmente come Coney Island, il mio posto preferito al mondo. Per questo ho usato delle mie immagini personali. Quando conosci un luogo molto bene sai come rappresentarlo.

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