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“Before Watchmen: Dr. Manhattan”: con gli occhi del superuomo

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Quando la prospettiva sul mondo è quella di un essere sovrumano come il Dr. Manhattan l’ampiezza dello sguardo è talmente vasta da poter spaziare senza il minimo sforzo tra eventi di luoghi e tempi lontani. Già nel Watchmen di Alan Moore e Dave Gibbons la percezione simultanea della realtà del Dottore non passava inosservata: le vignette sembravano rincorrere o anticipare il flusso continuo di pensieri che occupava le didascalie azzurre, senza mai riuscire a visualizzare compiutamente l’intero arco di eventi enumerati.

Quando a scrivere le vicende del Dr. Manhattan/Jon Osterman è J. Michael Straczynski un’altra variabile interviene ad ampliare ulteriormente la visuale del personaggio: la coesistenza di più dimensioni parallele. Ogni bivio, anche il più insignificante, apre due scelte possibili nella vita dell’uomo, prima ancora che del supereroe: ognuna  costituisce una realtà a sé, e il Dr. Manhattan riesce a vederle entrambe. Se non si trattasse di pura contemplazione? Se la visione dei mondi compossibili determinasse la loro creazione? Se il Dr. Manhattan, cioè, fosse un “osservatore quantistico”?

"Before Watchmen: Dr. Manhattan": con gli occhi del superuomo - Strappo

è da questa ipotesi teorica che ha origine la serie di eventi narrati dalla coppia Straczynski-Hughes nei quattro capitoli di Before Watchmen dedicati al Dr. Manhattan, probabilmente uno degli esempi più riusciti dell’operazione editoriale targata DC Comics, che ha suscitato numerose e spinose questioni. La storia sembra riecheggiare le parole che attraversavano la mente del superuomo blu in Watchmen quando questi, rievocando “l’incidente” che l’aveva reso il Dr. Manhattan, ipotizzava «Se il ciccione non avesse calpestato l’orologio, se non l’avessi lasciato nel laboratorio…».

Combinando le possibilità di un osservatore quantistico con queste parentesi aperte su un futuro mai realizzatosi ecco che la prospettiva del superuomo azzurro amplia ancora una volta i suoi confini: da un passato e un presente ai molteplici futuri ipotetici. Se nel Watchmen di Moore si percepiva un divario tra immagine e testo che evidenziava la distanza tra il lettore, umano, e il personaggio, semidio, in Before Watchmen vediamo attraverso gli occhi di Manhattan un vero e proprio “strappo” del tessuto della realtà quando divide materialmente in due la vignetta, facendo di ogni frammento un universo distinto.

Poche pagine dopo, si susseguono delle tavole che, percepite quasi come “ripetizioni differenti” e non più come fasi di un’unica storia, ricordano da vicino quei giochi enigmistici in cui bisogna individuare “i 10 particolari diversi”: lo sguardo che legge queste tavole una dopo l’altra si sposta attraverso gli universi, e non più semplicemente in una direzione temporale interna a una stessa realtà. Nei panni del Dr. Manhattan, riusciamo a contemplare più universi paralleli: anche noi lettori siamo diventati “osservatori quantistici”.

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Allo stesso tempo però, è proprio grazie alla nostra semplice osservazione che questi mondi possibili entrano a far parte di una “storia”: quelli che sarebbero stati momenti distinti di corsi temporali ipotetici, quando osservati in successione dai nostri occhi,  diventano veri, segmenti di una linea narrativa autonoma e indipendente, fino a quando questo filo conduttore non si sfalda, nel secondo capitolo, in un puzzle insolubile dalle troppe tessere fotografiche.

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Come ulteriore prova di questa condivisione prospettica tra protagonista e lettore, nell’ultimo capitolo, si verifica il capovolgimento materiale della visione del lettore: per poter procedere nella lettura è necessario rivoltare fisicamente il fumetto. Un piccolo movimento che nell’economia della narrazione dice più di mille parole, un gesto che condensa in sé il passaggio dall’ottica dei mondi paralleli del Dr. Manhattan a quella del ristretto universo di Ozymandias.

"Before Watchmen: Dr. Manhattan": con gli occhi del superuomo - Ribaltamento1-e1423085810987L’ultima parola della storia spetta comunque al potente uomo blu, che Straczynski ci fa intravedere in un inedito futuro “After Watchmen”: lo scenario, solo accennato, ricorda panorami fantascientifici che appartengono ormai all’immaginario collettivo e che ben si adattano al leitmotiv dell’intera vicenda. Ancora una volta, le capacità immaginative (e creative) del Dr. Manhattan prospettano paesaggi dal futuro inesplorato: la vicenda del superuomo blu non poteva che “chiudersi” rimanendo aperta su un ultimo istante foriero di molteplici possibilità.

In conclusione, con questa breve digressione incastonata con sapienza nella più grande Storia di Watchmen, la squadra Straczynski-Hughes è riuscita a illuminare un frammento di vita mai raccontato di uno tra i personaggi più suggestivi creati da Moore. Le licenze più visibili che si sono presi i due autori sono forse l’aumento delle responsabilità attribuite al Dr. Manhattan (strizzando l’occhio alla massima di marvelliana memoria “da un grande potere…”) e la sua più tangibile incertezza. Nel suo ruolo di deus ex machina, questo superuomo blu appare più umano rispetto a quello del suo primo autore: continua, come prima della trasformazione, a imparare per tentativi, sebbene i suoi strumenti siano ben più capaci di provette e calcolatori. Disorientato, più che guidato, dalle sue possibilità infinite, si comporta esattamente come il millepiedi che, qualora gli si chieda quale piede muovere per primo, «resta lì per ore, incapace di muoversi».

Anche da questo punto di vista il tratto di Hughes si sposa bene con la caratterizzazione di Straczynski: sotto quel colore alieno, traspare l’espressività controllata di un uomo costretto a compiere scelte difficili. All’aumentare delle rughe che solcano quel viso dalla consistenza più materica, aumenta lo spettro di emozioni che tradisce al primo sguardo; di contro, quella bellezza senza imperfezioni che sembrava possedere in maniera esclusiva in Watchmen qui appare condivisa anche dai personaggi che lo circondano.

Il superuomo è di un passo più vicino ai suoi lettori mortali.

Abbiamo parlato di:
Before Watchmen: Dr. Manhattan#1-4
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Traduzione di Stefano Formiconi
RW Edizioni – ottobre 2012-aprile 2013
36 pagine, spillato, colore – 2,50€ cadauno
ISBN: 9788866913955 – 9788866914327 – 9788866914648 – 9788866915027

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