Nuvole di celluloide

I combattimenti di Batman V Superman – iZombie, parlano protagonisti e produttori

iZombie: parlano protagonisti e produttori

A due mesi dalla messa in onda sul network The CW negli Stati Uniti, continua la campagna promozionale di iZombie, il serial basato sulla serie Vertigo di Chris Roberson e Mike Allred. Intervistati da CBR TV, la protagonista , e il produttore esecutivo Diane Ruggiero-Wright hanno avuto modo di parlare del nuovo serial, evidenziandone principalmente il tono e le atmosfere.

Penso sempre che il tono sia quello zombie, della commedia e di un procedural. Questo, per me, riassume ciò che siamo. Penso che abbiamo elementi drammatici e avventurosi. C’è un umorismo innato quando la protagonista è uno zombie e finge di essere una persona normale. E poi ha al suo interno un vero e proprio elemento procedurale visto che risolviamo i crimini ogni settimana. Per me, timbricamente, è così che percepisco lo show – ha dichiarato .
Nel tono è molto simile a “Veronica Mars” – ha invece affermato Ruggiero-Wright – è un genere che chiamerei “Crimedy”. Hart Hanson ha ideato questo termine con “Bones” [Serial procedural di punta della Fox ndr].

A sottolineare poi le potenzialità del serial è stato poi il produttore esecutivo , il quale ha spiegato che l’intenzione del network The CW, quando il progetto è stato avviato, era quello di trovare una protagonista che potesse essere un personaggio femminile di riferimento per una nuova generazione.

I dirigenti alla Warner Bros. sono sempre stati grandi fans di questo progetto. Hanno detto “Questo deve accadere.” E il modo con cui hanno pensato di lanciarlo è stato: “Abbiamo bisogno di una grande protagonista femminile per la rete. Abbiamo bisogno della nuova ‘Buffy’, della nuova ‘Veronica Mars’. E ho visto una opportunità in “iZombie” per fare questo. Abbiamo preso, credo, la più grande idea del fumetto, ovvero questa giovane donna zombie che si comporta come una zombie. Mangia cervelli ed eredita i ricordi delle persone di cui si è nutrita, e poi vive delle avventure cercando di risolvere i problemi delle persone di cui ha mangiato il cervello.  Questa idea è ancora presente nello show, ma al fine di rendere una serie televisiva settimanale, abbiamo bisogno di un motore per una storia più grande, così l’abbiamo inserita in un obitorio di polizia a risolvere il caso della settimana.

Uno dei temi principali affrontati da Thomas è poi quello riguardante la protagonista, che si trova in una vera e propria crisi, nonostante i suoi 20 anni. Un tema ricorrente per il produttore, affrontato anche nel film di Veronica Mars, uscito lo scorso anno.

La cosa principale è che credo siamo molto più coscienti di questo fattore in “iZombie. In “Veronica Mars” la protagonista aveva quell’età solo perché volevo usare una riunione del liceo per riportare tutti i nostri personaggi di nuovo insieme. In “iZombie” questo fattore è invece più centrale. Stiamo cercando di creare un personaggio che sta avendo la peggiore crisi della sua vita. E’ l’apoteosi della generazione Y, che esce da scuola per lavorare verso un  obiettivo, e a questo punto della vita si accorge che tutto è in frantumi, senza sapere dove andare. Stiamo giocando con questa idea al momento.
Il fumetto sta intraprendendo un percorso più soprannaturale. Hanno fantasmi e lupi mannari e ci sono molti altri show che stanno già presentando tutto questo, come “True Blood”, e anche “Being Human”.  Stiamo cercando di mantenerci alla larga da questi elementi. Stiamo giocando di essere qualcosa come “28 settimane dopo”, “28 giorni dopo”, o “World War Z”.

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Intervistata nei giorni scorsi da CBR, la bella attrice ha parlato nuovamente del personaggio di Leslie Thompkins da lei interpretato in , in cui ha espresso ancora una volta tutto il suo entusiasmo nel lavorare a un serial che sta riscrivendo, per le nuove generazioni, personaggi iconici dentro e fuori il mondo del fumetto.

…Amo il mondo di “Gotham”, e come stanno rappresentando i personaggi e introducendo persone e personaggi che già conoscevamo. Penso che lo show sia gestito molto, molto bene, e volevo davvero essere parte di esso.
E’ un tesoro totale ed è un piacere lavorare con lui – ha poi affermato la Baccarin riferendosi a – è così divertente si dedica molto al lavoro. Credo che stia facendo un lavoro fenomenale con un personaggio che ha una storia, e lui lo sta reinventando e, allo stesso tempo, mantenendolo fedele nei confronti dell’originale. I nostri personaggi hanno una divertente relazione da film noir l’una con l’altro, ed è davvero divertente scoprire queste scene insieme ogni volta.

Parlando più specificatamente del suo personaggio, e rispondendo alla domanda se la donna sarà mai coinvolta in sequenze d’azione come il resto del cast, la Baccarin ha fornito una risposta che evidenzia la differenza tra la Dottoressa Thompkins e gli altri personaggi di Gotham.

Lei ha la sua giusta quota di azione. Io non sono una che prende a calci la gente, ma non sono timida quando devo vedere cadaveri o essere presente su una scena del crimine. In questo senso lei è molto interessata e curiosa di sapere come [Jim] risolve un crimine. Penso che ciò che fa funzionare questo rapporto di lavoro è che lei non ha paura di vedere le cose e di percepire la corruzione e l’oscurità che circonda Gotham.

Intervistato nei giorni scorsi dal sito spagnolo Estilo, Guillermo Grispo, fight coreographer per il sequel di Man of Steel, ha avuto modo di parlare della pellicola, del suo lavoro con il regista e di cosa il pubblico deve aspettarsi in termini di sequenze di combattimento.

Ero affascinato. Amo entrambi i personaggi, ma Batman mi è sempre piaciuto. Nel 2007 ho quasi avuto modo di lavorare alla seconda parte della trilogia di Christopher Nolan, ma alla fine non se ne è fatto nulla per questioni contrattuali. Fortunatamente, Zack [Snyder] ha incorporato Batman in questo progetto che ha a che fare con le origini della Justice League. Sarò coinvolto nel franchise e in tutti i sequel di cui si occuperà Zack in futuro.
Mi sono occupato di preparare le coreografie con il coordinatore degli stunt e direttore della seconda unità, Damon Caro, che lavora con Zack da anni, ormai. Ho lavorato con loro a “300”, “Sucker Punch” e “Man of Steel”*, il primo film su Superman, e a dire il vero questi film sono stati la mia scuola di cinema. Zack sembra, a mio parere, il più “pericoloso” per quanto riguarda le pellicole d’azione. É il capo e allo stesso tempo ci dà campo libero per il design dei combattimenti e l’editing. Sono anche il responsabile della cinepresa durante i test di ripresa delle scene d’azione, facciamo le coreografie e in seguito svolgo tutto il lavoro di editing sulle immagini per mettere insieme gli stunt.
La Warner Bros. è molto rigorosa, non posso dire molto, ma non c’è da stupirsi quando dico che Batman e Superman si scontreranno nel film. É una delle sequenze più importanti e sono stato coinvolto in prima persona della creazione di questo combattimento: ho messo insieme gli scambi di colpi e i movimenti col mio collega Ryan Watson.
La gente pensa che Batman non abbia alcuna possibilità, che verrà schiacciato come un insetto. Ma quando andranno a vedere il film tutte le presunzioni cadranno su loro stesse. C’è una spiegazione molto intelligente dietro a un confronto che sembra solo apparentemente svantaggioso per Batman.
Batman combatte come avevamo sempre sognato che facesse… è un personaggio così preparato nelle arti marziali che ci si può fare molto, ma spesso non lo si sfrutta pienamente. Persino negli ultimi film di Nolan non c’erano delle buone scene d’azione, sia dal punto di vista tecnico delle arti marziali che della coreografia, le riprese, la cattiva gestione della telecamera…
Non mi fraintendere, Nolan è un ottimo regista, tanto di cappello. Crea storie affascinanti, ma credo che non spenda il tempo necessario sui combattimenti, per ricreare i colpi così come devono essere. Tutta la ricchezza di dettagli che invece Zack, che è un tipo molto fisico, ama preparare. Penso che si noti un contrasto evidente quando si guardano i nuovi combattimenti di Batman rispetto ai precedenti.

Infine, a proposito della preparazione di una sequenza d’azione, ha dichiarato.

… magari dico: “Voglio colpire quella finestra e voglio romperla” e mi rispondono “No, no, fermo”, perché non puoi ruotare la cinepresa da questo o quel lato per via della luce, o perché manca l’estensione digitale di quel punto.
Per esempio, immagina un combattimento in una zona sconosciuta di Gotham City. Io dico: “Bene, in questa scena voglio un angolo dal basso verso l’alto mentre parte il calcio,” ma mi rispondono “No, se inquadriamo verso l’alto la produzione costerà 80mila dollari in più, perché dovremmo aggiungere in digitale lo sfondo a partire dagli edifici fino alle nuvole, quindi abbassiamo un po’ la cinepresa e risparmiamo” (ride).

Static Shock

Intervistato nei giorni scorsi da CBR, Reginald Hudlin ha avuto modo di parlare, per la prima volta del serial in live action di Static Shock, basato sull’omonimo fumetto creato da Dwayne McDuffie e pubblicato inizialmente dalla Milestone Comics, che  sarà realizzata da Blue Ribbon Content, divisione della Warner Bros. per la piattaforma digitale.

C’è molto clamore attorno a Pantera Nera e Luke Cage, ma anche una incredibile risposta quando lo show di Static Shock è stato annunciato, non solo dai fans di colore. “Era ora”, hanno detto tutti. Sappiamo che la diversità è un bene. Vogliamo supereroi neri, vogliamo supereroi femminili, supereroi latinos. Questo rende le cose migliori. E non devono per forza essere dei sidekick, possono essere delle star.
Ho avuto la fortuna di lavorare in alcuni film, in televisione, nei fumetti, nei video musicali e negli spot pubblicitari. Una cosa che ho imparato è che bisogna rispettare le regole di ognuno di questi medium. Tutto è diverso. Realizzare qualcosa nella forma di un cortometraggio digitale è importante, ma bisogna farlo funzionare, in modo che quando ci si siede davanti al computer e si fa clic sul prodotto, deve funzionare. Allo steso tempo, quando si guarda, il pubblico vuole qualcosa di più. Il mio lavoro è quello di attirare il pubblico.

Cinebrevi

Secondo quanto indicato da Bleeding Cool, che riporta quanto segnalato dall’agenzia Meridian Talent Management, l’attore Carlos E. Campos sarebbe entrato nel cast dello spin-off di , il cui titolo sarebbe, anche se non è confermato, Fear .

L’attore Darren Shahlavi, che aveva interpretato il ruolo di Constantine Drakon nel pilot di , è morto nei giorni scorsi all’età di 42 anni. Il decesso è stato segnalato come un possibile incidente e la causa è “in attesa dei risultati dei test tossicologici”.

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