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Golem: la potenza narrativa di LRNZ

“Hai aspettato tutto questo tempo per proteggermi, a vegliare sui miei sogni…
… ma non c’è più bisogno che tu soffra così…
… perché mi hai insegnato a sognare a occhi aperti, e nessuno può più farmi del male, ora.
Grazie, papà.” (Golem)

Golem: la potenza narrativa di LRNZ - Golem-coverGolem, l’ultima importante fatica professionale di , al secolo Lorenzo Ceccotti, è uno di quei fumetti che, prima di tutto, vanno letti più volte e che non lasciano indifferenti.
Partiamo dall’aspetto più semplice, forse, e immediato: Golem è un fumetto di fantascienza distopica.
La storia è ambientata nell’Italia del 2030, appena quindici anni nel futuro da oggi, in una nazione che sembra avere finalmente raggiunto un grado di benessere elevato per tutti i suoi cittadini.
Il consumismo è diventato l’unico vero motore di questa nostra società prossimo futura; i cittadini godono dell’alto grado di tecnologizzazione e sono costantemente connessi ai loro apparecchi digitali che anticipano ogni loro bisogno.
Il nostro Paese è divenuto uno dei pilastri dell’Eurasia, la nuova unione politica internazionale che ha fatto di una nuova valuta, lo Pseudo, uno dei suoi punti di forza: la crisi economica del primo decennio del 2000, con tutte le sue nefaste conseguenze, sembra solo un ricordo lontano.

Ma quella che appare a prima vista come un’epoca di benessere e prosperità, è fondata su una grande bugia e sul ferreo controllo che quattro grandi corporazioni industriali esercitano su ogni cittadino proprio attraverso la diffusione dei loro prodotti. È destino di  un bambino che si sta affacciando all’adolescenza cercare di svelare come stanno realmente le cose, aiutato da un gruppo di eversivi che non hanno voluto barattare le loro coscienze con una vita di vuoto e finto benessere.

Fantascienza distopica che, data la prossimità temporale e lo spaccato sociale presentato, potrebbe essere facilmente un’evoluzione diretta del nostro presente; Golem è per questo anche una grande riflessione su temi odierni importanti quali i rapporti tra politica e società, tra società civile e singoli cittadini, tra cittadini e libero arbitrio.

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ha progettato per venti anni questa storia, modificandola, ampliandola, trasformandola, facendola crescere durante la sua stessa maturazione come uomo e come artista.
Il risultato non poteva che essere un qualcosa di complesso e stratificato, un’opera che somma dentro di sé più livelli di lettura. Questo, a patto che il lettore sia interessato e pronto a recepirli.
Come raccontato dallo stesso autore, anche dentro le singole tavole si possono cogliere più informazioni stratificate, affinché ognuna di esse possa, oltre che portare avanti la storia generale, rivelare dettagli ermetici ed esoterici.
Dai più complessi, ritrovabili nella simbologia “misteriosa” nascosta tra le vignette, ai più immediati, individuabili nei nomi degli stessi personaggi. Ogni scelta etimologica di LRNZ è frutto di un attento studio affinché sia specchio della caratteristica psicologica principale dei personaggi. Da Oudeis – il “nessuno” del greco antico usato da Ulisse per sfuggire a Polifemo -, Presidente della Repubblica Italiana ridotto a vuoto simulacro in mano alle multinazionali, a Lamaco (generale ateniese del V secolo A.C.) e Oxyopes (nome scientifico di un aracnide), due dei membri del gruppo eversivo Shorai.
La stessa parola “shorai”, che in giapponese vuol dire futuro e che al suo interno contiene il termine sho, pino è dimostrazione della sottile attenzione posta dall’autore: il suono sho-sho ricorda quello fatto dagli aghi di pino e dimostra con quanta profondità LRNZ abbia legato il nome di Ago Critone, padre di Steno – il bambino protagonista – e motore di una delle componenti fondamentali della vicenda, al gruppo eversivo che cerca di liberare la popolazione dal giogo nascosto delle corporazioni.

Golem: la potenza narrativa di LRNZ - Golem_02Per tale complessità e ricchezza si parlava della necessità, e del piacere, di più letture per Golem: perché ogni lettura arricchisce l’esperienza del lettore, gli regala nuovi tasselli, nuovi punti di vista narrativi e nuovi significati. Ma lo fa con una lievità e una grazia uniche sia da un punto di vista grafico che narrativo.
È questo uno dei meriti che vanno riconosciuti all’arte di LRNZ, quello cioè di avere creato un fumetto capace di creare interesse e di affascinare lettori di età e formazione culturale diversa: dall’adolescente che inizia a perlustrare il mondo del fumetto con più consapevolezza, fino al fruitore più maturo per il quale il fumetto è un tassello di una passione per la lettura che si dipana anche in altri generi e forme.

In Golem la complessità non si esplica solo a livello di significati e di piani di lettura sovrapposti, ma anche dal punto di vista grafico, a dimostrazione della grande conoscenza e padronanza che LRNZ possiede del mezzo fumetto e come questa conoscenza sia strettamente funzionale a ciò che racconta.
Alla prima, lo stile adottato da Lorenzo Ceccotti può apparire mutuato direttamente dai manga. Questo però è un giudizio tranchant e superficiale che può generare, come detto anche nella postfazione del volume, un “equivoco giapponese” sullo stile dell’autore.
Se è indubbio che tra i punti di riferimento di LRNZ ci siano maestri quali Katsuhiro Otomo, Osamu Tezuka e Hayao Miyazaki, è anche vero che, a un’attenta analisi delle tavole, si possono ritrovare commistioni dal fumetto come dalla pittura, sia occidentali che orientali.

Golem: la potenza narrativa di LRNZ - Golem_03Come nei migliori esempi di design, dove la funzionalità di un oggetto ha un valore paritetico alla sua estetica, LRNZ sfrutta la capacità di un linguaggio narrativo specifico perché funzionale a ciò che deve narrare e a come vuole narrarlo. Un uso tecnico del linguaggio del fumetto, o meglio dei linguaggi del fumetto, impressionante.
In questo sta la bravura di LRNZ, che deriva anche dal suo aspetto professionale e dai suoi studi di designer. Per narrare una storia così ricca e complessa senza rinunciare a una fluidità e “semplicità” di lettura (almeno apparentemente), l’autore mutua la funzionalità,  il dinamismo e la velocità tipiche di certi stilemi classici del fumetto giapponese.

Una cifra che, all’apparenza, sembra dunque aderire agli stilemi manga, a una più attenta analisi risulta priva di alcuni elementi caratteristici di quel linguaggio, quali le onomatopee e le linee cinetiche di movimento (se si eccettuano, forse, per quest’ultime, tre vignette in tutto il volume) e presenti invece un tratto tipico della linea chiara francese, che in più di una vignetta e di un’inquadratura richiama alla mente la matita di Moebius, e (dichiaratamente) di Winsor McCay.
Lo stesso colore è elemento che non si presenta abitualmente nei manga. In questo caso, l’autore ne aveva bisogno, gli era necessario ai fini narrativi; perciò ha fatto riferimento al mondo dell’animazione, giapponese in particolare. Ma non solo. Perché sfogliando le pagine di Golem, ricche di colori saturi che accendono e riempiono il nostro occhio, sembra di primo acchito di trovarsi davanti ai fotogrammi di alcuni anime; tuttavia, soffermandoci sulla vignetta, possiamo trovare elementi  – un cielo, uno sfondo – che richiamano la pittura occidentale. Altra sintesi tecnica perfettamente riuscita.

Golem: la potenza narrativa di LRNZ - Golem_stile-pittorico

Ma si può andare oltre, perché, a ben osservare, in Golem coesistono almeno tre (ma anche più) registri grafici principali. Se del primo abbiamo già parlato e serve a narrare la vicenda principale, vi si affiancano lo stile pittorico e impressionistico con cui LRNZ mostra le visioni di Steno, che si rivelano in tutta la loro potenza verso il finale, e le parti dove l’autore fa largo uso della grafica vettoriale, per illustrare ciò che gli Shorai vedono nei loro visori durante le operazioni sul campo.Golem: la potenza narrativa di LRNZ - Golem_04
A ciò si aggiunga l’uso di pagine completamente campite di nero, per le quali si può azzardare un accostamento al media cinematografico; in un film, il montaggio è importante quanto regia e fotografia, e attraverso di esso tutto il girato viene analizzato e ricomposto in base alle esigenze narrative, ritmiche ed espressive della storia.
Ceccotti fa qualcosa di analogo: gli stacchi neri servono a modificare il ritmo narrativo, a passare da una linea temporale a un’altra, a favorire un cambio di prospettiva o punto di vista tra i personaggi.

La necessità di racchiudere una storia complessa come quella di Golem ha di fatto costretto LRNZ a tagliare e omettere alcuni passaggi, a evitare di focalizzare il suo obiettivo su alcuni aspetti del mondo da lui costruito che avrebbero necessitato un approfondimento, ma che per ragioni di “semplificazione” editoriale non hanno trovato spazio nel volume stampato.
Penso, per esempio, a un approfondimento sulle multinazionali che detengono il potere nel mondo di Steno. E a una attenzione più approfondita da un punto di vista politico e sociale dell’Unione Euroasiatica, tralasciata perché all’autore sicuramente interessava puntare l’attenzione sulla nostra nazione. Queste ellissi credo siano state volute e magari verranno recuperate nei contenuti digitali speciali promessi dall’autore che inizieranno a essere pubblicati dalla fine di gennaio.

Golem è dunque una grande storia allegorica, una riflessione su molti aspetti della nostra società, un racconto sulla potenza dell’amore. È tutto ciò e molto altro ancora.

Abbiamo parlato di:
Golem
LRNZ
Bao Pub., 2015
280 pagine, brossurato, colore, € 25,00
ISBN: 978-8865432570

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