Nuvole di celluloide

Nuvole di Celluloide: Agent Carter, Daredevil, Gotham

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Intervistati nei giorni scorsi da CBR, gli sceneggiatori e , che hanno scritto il pilot di e partecipano in veste di produttori esecutivi, hanno avuto modo di parlare del serial con protagonista Hayley Atwell, sottolineando in particolare fattori come la presenza di Edwin Jarvis (James D’Arcy) e come questo nuovo progetto si incastrerà nella continuity dell’Universo Cinematografico Marvel.

Non avevamo intenzione di fare in ogni episodio il caso della settimana. Questo perché abbiamo solo otto episodi, così abbiamo pensato che questo ci offrisse l’opportunità di fare qualcosa di più serializzato, con una grande storia di cospirazione con un grande villain. Finora, i primi due episodi indicano che questa è la direzione in cui stiamo andando – ha dichiarato McFeely.

Agents of S.H.I.E.L.D. è ovviamente un insieme. Questo progetto esiste solo per via di Hayley Atwell e Peggy Carter. E’ sempre stato specificatamente su di lei e sulla sua vita – ha invece sottolineato Markus.

Per quanto riguarda invece l’ambientazione del serial, ovvero la metà degli anni ’40 e il periodo immediatamente dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, i due sceneggiatori hanno evidenziato come l’intento sia di fare percepire al pubblico il realismo dell’epoca in cui si svolge lo show.

Markus: E’ sempre una lotta. Ci saranno un sacco di opinioni se ci siamo riusciti o meno, ovvero non farlo percepire come se ci fosse soltanto un gruppo di attori del 2015 che veste in maniera differente. Vogliamo che sia percepito che quelli sono i loro abiti reali, non che sono appena usciti dal guardaroba.

Ma quale è l’elemento guida del serial e del personaggio di Peggy? Per i due sceneggiatori l’argomento centrale sarà fae riacquisstare un ruolo chiave alla protagonista, messa da parte dopo gli eventi narrati in Captain America: The Winter Soldier.

Markus: In termini di divertimento avere Peggy in quel mondo ci permette di giocare su questa idea che lei è la versione spia di Rosie the Riveter [Una icona culturale americana facente parte della propaganda durante la 2a guerra mondiale ndr] Peggy ha dato un contributo incredibile durante la guerra. La guerra è finita. Gli uomini sono tornati e hanno detto: “Grazie per tutto questo. Ora te ne puoi pure andare”.

McFeely: C’è un prezzo da pagare per essere un agente. Penso che vedrete quello che lei dovrà pagare. Lei è una britannica in America. E’ una donna in un mondo di uomini. E’ una femminista in un tempo in cui il femminismo non era popolare. E lei continua a mantenere dei segreti, che è forse la cosa più importante. Questo porta a pagare un prezzo. C’è una ragione per cui Jarvis è l’unica persona con cui può parlare. Si tratta della persona che conosce la missione di Howard Stark. Questa è chiaramente la prima scena del pilot. Si tratta di una donna che non ha troppe persone vicino a lei, e l’unica persona che Peggy conosce inizialmente pensa che lei lavori presso una società di telefonia. E tutto questo ha un peso su di lei, alla fine.

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Questa condizione vissuta dal personaggio è stata sottolineata anche dalla stessa protagonista Hayley Atwell, la quale ha sottolineato la frustrazione e la rabbia di Peggy.

Lei è assolutamente ancora al cento per cento in lutto per la morte di Steve Rogers’. E’ passato solo un anno, e lei si ritrova di nuovo negli Stati Uniti, dopo aver combattuto durante la guerra. Ora risponde ai telefoni, porta il pranzo e stila dei rapporti per il deposito – ed è veramente incazzata per questo. E non c’è niente che possa fare al riguardo, perché se lei reagisce potrebbe perdere il posto di lavoro. Quindi si trova a dover far navigare se stessa in un mondo dominato dagli uomini e trovare il suo posto all’interno di esso… è una combattente, e una sopravvissuta.
Penso che ci sia un costo emotivo e psicologico per qualcuno che è incredibilmente forte come Peggy. Un profondo isolamento e tristezza per il fatto che lei non può essere vicina alla gente, perché mette le loro vite in pericolo. Vediamo tutto questo… Lei è completamente sopraffatta ed è esausta, e questo è molto facilmente riconoscibile.
Abbiamo questa incredibile facciata della nostra cultura e della nostra società di oggi che suggerisce che le donne possono avere tutto. E, sì, possiamo fare molto più di quanto abbiamo mai potuto fare prima. Abbiamo ancora una lunga strada da percorrere. Ma c’è un altro elemento più profondo che riguarda alcune donne che ho incontrato, che sono in posizioni di potere e a volte si sentono sopraffatte, non sanno come esprimere tutto questo, e devono farlo in segreto. Penso che Peggy faccia parte di quelle donne, e questo è ciò che la rende un personaggio moderno e una donna molto avanti rispetto alla sua epoca.
Ho letto una serie di libri sulla vita delle donne nel 1940 e ho guardato un sacco di immagini dell’epoca. Visivamente parlando, le donne erano incredibilmente eleganti in modo da non sacrificare mai la loro femminilità per il lavoro che facevano. Ho visto un sacco di vecchi film con star dei grandi classici di Hollywood come Rita Hayworth e Katharine Hepburn e Lauren Bacall. Erano donne molto forti, e donne molto intelligenti – avevano una forte dignità, una integrità e un forte spirito. Sapevano quello che volevano, ma si trovarono in un epoca differente, dove non potevano ottenere quello che volevano a causa delle costrizioni che la società aveva messo su di loro, ma che ancora combattevano. Quindi, c’è uno spirito combattivo dentro Peggy; ho guardato qualsiasi film che raffigurasse questo tipo di spirito.

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Intervistati nei giorni scorsi dalla rivista Entertainment Weekly,. lo showrunner e il protagonista hanno parlato dell’atteso serial sul supereroe cieco il cui debutto è atteso per aprile sul network Netflix. DeKnight ha voluto sottolineare come questa serie sia qualcosa di differente e più spigoloso rispetto a quello che abbiamo visto finora da parte dei Marvel Studios.

è un po’ più grintoso e più spigoloso di quanto la Marvel abbia mai fatto, ma mantiene ancora un accesso facilitato che consente agli spettatori di tutte le età di divertirsi. Non stiamo cercando di spingere verso una violenza estrema, nudità gratuita o qualcosa di simile. La storia non richiede questo e penso che ne avrebbe sofferto se ci fossimo spinti così lontano.

Lo showrunner ha poi descritto Daredevil come un serial con storie di cronaca al suo interno, facendo riferimento a The Wire e Taxi Driver come fonti di ispirazione.

E’ un uomo che ha paura, ma su base quotidiana decide di affrontare la paura e superarla – ha invece spiegato , che interpreta Matt Murdock/Devil – Così il titolo di ‘uomo senza paura’ è quasi un titolo che la gente gli dà a causa di quello che fa. Ma dentro di sé, ha molta paura, a volte. Ma trova un modo per affrontarla.

DeKnight dal canto suo ha poi descritto la personalità di Wilson Fisk/Kingpin, interpretato da Vincent D’Onofrio, sottolineando che nel serial saranno affrontati alcuni temi riguardanti il personaggio.

Fisk ha molti aspetti diversi, quindi non è solo ‘Voglio conquistare la città e fare un sacco di soldi’. Nella nostra storia, racconteremo di come ha conosciuto sua moglie Vanessa e di come si sono innamorati. Il nostro antagonista in realtà ha una storia d’amore. Vedrete questa storia e come questa lo colpisce e lo cambia. Penso che Vincent [D’Onofrio] abbia portato una tale profondità in Fisk, la sua performance è semplicemente stupefacente.

 

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Intervistata nei giorni scorsi da The Hollywood Reporter, l’attrice Morena Baccarin, entrata nel cast di nel ruolo di Leslie Thompkins, ha parlato della sua partecipazione al serial, sottolineando come sia stato fantastico fare parte di qualcosa del genere.

Mi è piaciuto molto il mondo, la storia e il modo in cui veniva raccontata, e ho pensato che sarebbe stato davvero divertente far parte del cast ed essere circondata da attori incredibili e da un gruppo di persone molto talentuose – ha raccontato l’attrice – Mi è piaciuta molto la mitologia all’interno della serie e ciò che mi hanno detto riguardo al mio personaggio, al suo passato e a cosa avrebbe fatto con Jim [Gordon, il protagonista della serie, interpretato da ndt]. Mi sembrava una scomessa interessante.

L’attrice ha poi confermato che il suo personaggio, finora visto solamente all’interno del manicomio di Arkham più avanti agirà anche all’esterno, scherzando su questo fatto.

Alla fine riusciremo a uscire da Arkham – Nei prossimi episodi dice – ci saranno un sacco di persone con cui avrò modo di interagire, soprattutto con il procedere della stagione. Leslie e alcuni personaggi dovranno in qualche modo… fare squadra. Non vi dirò altro.

Ben è stato fantastico – ha poi dichiarato la Baccarin – che ha descritto l’esperienza di lavorare insieme a lui come “uno spasso totale.”

I nostri personaggi sviluppano una fantastica alchimia e sono veri amici. Il loro è davvero un bel rapporto; Leslie è molto sfrontata e dice sempre ciò che pensa, e credo che questo rappresenti una boccata d’aria fresca per Jim Gordon, che ha così modo di vedere una diversa dinamica in gioco. Insieme sono davvero divertenti.

Facendo poi un paragone con altre serie tv a cui ha preso parte, in particolare il pluripremiato Homeland, la Baccarin ha affermato.

Questo è Gotham. E’ un mondo fantastico, creativo, davvero diverso. Devi fartici trascinare dentro e non pensare troppo logicamente a ciò che ti succede intorno. Mi sono dovuta liberare della mia precedente serietà e ricominciare semplicemente a giocare.

Cinebrevi

Prime immagini dei prodotti Hot Wheels facenti parte della campagna promozionale di

Si ringrazia per la traduzione delle dichiarazioni di Morena Baccarin, Giulia Prodiguerra.

 

 

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