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Fantastici Quattro #298

Fantastici Quattro #298 - immagine2-5447di AA VV
Panini Comics, lug. 2009 – 80 pagg. col. spil. – 3,30euro
I simboli impressi sui costumi dei supereroi soddisfano qualcosa di più del semplice senso estetico. In alcuni casi comunicano qualche indizio sulla natura dei loro poteri (il ragno di Spider-Man, la X dei mutanti che rimanda alla genetica); in altri rappresentano un ideale o il profondo senso di appartenenza ad una nazione (le stelle e strisce di Capitan America); mentre per altri ancora tracciano una linea sottile tra un folle in calzamaglia bianca e l’eroico difensore cittadino (la saetta esclamativa di Madman creato da Mike Allred). Analoga considerazione può essere fatta per la “S” di Superman, forse il simbolo più conciso e comunicativo dell’universo cartaceo. I Fantastici Quattro sfuggono decisamente a questa classificazione. La cifra impressa sui loro costumi, più che un riferimento alle loro abilita’, richiama la natura stessa del gruppo, una famiglia. Il numero 4 rappresenta una sorta di avviso, un telegramma spedito ai nemici per informarli che una volta attaccato o sconfitto un membro, ne arriveranno sicuramente altri. Anche i funerali hanno un alto valore simbolico, nel mettere in scena l’ultimo saluto ad una persona cara, al cospetto di amici e parenti. Ed è proprio nel cimitero di Green-Wood che Millar chiude il suo primo arco narrativo dedicato alla morte della donna invisibile, confezionando una perfetta storia di transizione arricchita dal fidanzamento della Cosa e dall’incombere di una nuova minaccia. Le matite di Hitch seguono precisamente il flusso narrativo, cogliendone l’atmosfera grazie anche a una disposizione delle vignette che esalta l’impressione interlocutoria del narrato. Sul fronte Skrull continuano le vicende di She-Hulk alle prese con l’alieno Nogor e Jazinda (la Skrull “buona”), avventura sinceramente trascurabile offerta dalla coppia David e Cucca. In chiusura d’albo un What if…? che riprende e omaggia il lavoro del compianto Mike Wieringo e una storiella umoristica dedicata a Franklin Richards impegnato in una personalissima lotta agli invasori Skrull. (Ferdinando Maresca)

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