BreVisioni

Thor & i Nuovi Vendicatori #124

di AA VV
Panini Comics, lug. 2009 – 80 pagg. col. spil. – 3,30euro
Una forte asserzione appare nelle prime righe dell’introduzione all’albo: i vari protagonisti beneficeranno “di storie al di sopra della media”. A dire il vero credo che Giorgio Lavagna si sia fatto trasportare (come peraltro traspare dalla terza di copertina) dal bellissimo episodio di Thor, incentrato sul fratellastro Loki, dio degli inganni, e sulla verità che si cela dietro la sua nuova incarnazione femminile. Il meccanismo alla base dell’intreccio non è particolarmente originale, almeno per il genere, ma il risultato è decisamente efficace e non fa che aumentare il dispiacere per il futuro abbandono di Straczynski, ormai ufficializzato, dalla serie dell’asgardiano: credo la grande maestria nella rielaborazione del mito nordico e l’eccellente gestione dei personaggi mostrate sino ad ora dall’autore saranno difficilmente rimpiazzabili. Buono anche il supporto grafico di Coipel, il cui tratto mi sembra ben si adatti al tipo di ambientazione. Discorso diverso per l’episodio dei Nuovi Vendicatori, incentrato sul possibile/presunto coinvolgimento degli Skrull in House of M: un ulteriore sguardo, piuttosto insipido, agli accadimenti dovuti al crollo psichico di Scarlet che poteva tranquillamente essere riassunto in non più di tre vignette in uno qualsiasi dei precedenti albi dedicati ai piani di invasione aliena. A risentirne, forse, lo stesso Cheung, che ho trovato più incisivo in altre occasioni (vedere Occhio di Falco a pag. 17). A conclusione del numero un episodio e mezzo del nuovo capitolo del Cap di Brubaker e Luke Ross: anche qui nulla di particolarmente eclatante, almeno per il momento, ferma restando la costante buona prova di autore e disegnatore. Ci sono stati momenti migliori, questo è certo, ma credo anche che a inficiare parzialmente la fruizione della serie sia l’ormai pluri-pubblicizzata e prossima resurrezione di Steve Rogers, il cui unico effetto, per ora, sembra essere quello di permeare le vicende dell’attuale Cap con una sensazione di transitorio ed effimero. Un vero peccato che spero sarà smentito dai fatti. (Mattia Signorini)

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