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Dylan Dog #275

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Editore, ago. 2009 – 96 pagg. b/n bros. – 2,70euro
Sulla serie horror più famosa d’Italia ritorna la coppia Mignacco-Roi, di nuovo con una storia dalle tematiche spaziali e cosmiche. Questa volta lo sceneggiatore narra una vicenda che ha per protagonista la Luna, satellite che ci è familiare, ma di cui ignoriamo il grande potere. La trama, a metà tra lo stile delle serie TV “Streghe” e “X-Files”, come ormai da tempo accade su questa testata, non risulta convincente: dialoghi alla volte troppo ingessati, scene poco verosimili, approfondimento dei personaggi quasi nullo. Negli autori che lavorano a Dylan Dog il mestiere c’e’, e questo è innegabile, ma negli ultimi anni si avverte una sorta di stanchezza, quasi un’incapacità di essere davvero freschi, sia in sede di soggetto che di sceneggiatura. Anche i disegni di una delle colonne portanti della serie, Corrado Roi, sembrano steccare. Le tavole appaiono piuttosto scialbe, non troppo curate, quasi fatte di fretta. Anche per lui, il discorso è simile: non manca il mestiere e la professionalita’, ma cio’ non toglie che il suo sia un lavoro appena sufficiente, se non mediocre. Si spera in tempi migliori, per Dylan Dog. (Salvatore Cervasio)

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