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Wolverine #232

di AA VV
Panini Comics, mag. 2009 – 80 pagg. col. spil. – 3,30euro
Il futuro è un luogo di morte e distruzione. La scomparsa di gran parte degli eroi, ormai semplici icone da venerare, ha trasformato l’America in una terra selvaggia suddivisa in aree governate da supercriminali e dai loro discendenti. continua a raccontarci le vicende del “Vecchio Logan”, un uomo ferito nello spirito e determinato a soffocare i suoi istinti selvaggi, strizzando l’occhio al cinema western (Gli spietati) e fantascientifico (Mad Max). Le poche sorprese e la scarsa analisi dei protagonisti confinano questa miniserie, ancorata ad una sceneggiatura sviluppata costantemente in superficie, nella categoria delle piacevoli letture, sottolineando il debito creativo dell’autore. Anche le matite di non brillano per particolare estro, impiegate per fotografare volti, fisionomie e luoghi senza giungere mai a catturarne l’anima. In apertura d’albo continua “Wolverine: Origini” con una storia in due parti dedicata al giovane Daken, figlio segreto del nostro Logan. Buona la prova di ai testi ricchi di pathos, accompagnato dalle matite di Stephen Segovia che incrociano efficacemente gli stili di Mike Silvestri e Francis Yu. Sul fronte Secret Invasion, Paul Cornell e Leonard Kirk continuano a monitorare lo scacchiere inglese, sulle pagine di “Capitan Bretagna e MI-13”. Netto miglioramento per testi e disegni che questa volta si focalizzano sullo scontro tra le creature fatate di Avalon e gli ipertecnologici Skrull, determinati a impossessarsi del potere magico di Altromondo. Vicende che, pur occupando spazi marginali del crossover, risultano godibili. , in chiusura, trae ispirazione dai “Freaks” cinematografici di Tod Browning per raccontarci una mini avventura di Wolverine, utile solo per imbottire le ultime cinque pagine dell’albo. (Ferdinando Maresca)

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