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Fantastici Quattro #296

Fantastici Quattro #296  - immagine2-5348di AA VV
Panini Comics, giu. 2009 – 80 pagg. col. spil. – 3,30euro
Partito un po’ in sordina il ciclo dei Fantastic Four a firma di e si sta dimostrando mese dopo mese una lettura imprescindibile per i fan Marvel. La capacità dello scrittore di imbastire trame di largo respiro, di approfondire la psicologia dei personaggi, di condire le sceneggiature con azione, colpi di scena, trovate originali, sono tutte caratteristiche che si fondono con l’abilita’, già mostrata in Ultimates, di far sembrare plausibile ogni ambientazione e contesto sociale, anche quello più fantascientifico e al limite dell’immaginabile come può essere un mondo popolato da superumani, in cui si può viaggiare verso mondi paralleli o attraverso il tempo. Una scrittura essenziale, precisa, densa di grandeur narrativa, immaginifica e spettacolare che deve la sua buona riuscita anche all’assoluta bravura della traduzione in disegni di Hitch, vero interprete moderno dell’estetica supereroistica. Come mi era già successo di osservare per il già citato Ultimates, dopo aver letto questa serie ogni titolo di eroi in calzamaglia soffrirà per l’inevitabile confronto. A cominciare da quello che propone il resto dell’albo, come la storia, legata a Secret Invasion, di e Barry Kytson, che non brilla certo per originalita’, ma che ha il difetto principale di proporre una visione del fantastico quartetto decisamente datata, in confronto sia alla versione di Millar sia a quella di Waid, tanto per citare un altro bel ciclo degli ultimi anni. Inconsistente anche la She-Hulk di , scrittore che, mi spiace ammettere, ha visto tempi migliori. (Alberto Casiraghi)

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