Home > Articoli > Cronache > House of shells: il fan-movie di Andrea Cavaletto su Dylan Dog a Lucca Comics
Reportage e cronache da incontri, mostre, manifestazioni ed esibizioni.

House of shells: il fan-movie di Andrea Cavaletto su Dylan Dog a Lucca Comics

Tempo di lettura:

oltre 3 minuti

House of shells: il fan-movie di Andrea Cavaletto su Dylan Dog a Lucca Comics  - house-of-shells-locandinaSabato 1° novembre, all’interno dell’Auditorium San Girolamo di Lucca è stato proiettato in anteprima per Lucca Comics and Games 2014 House of shells, il fan-movie ispirato a scritto da (celebre sceneggiatore sia per il cinema che per i fumetti, tra cui proprio Dylan Dog) e diretto da Domiziano Cristopharo, di cui abbiamo già parlato in questa intervista alcuni mesi fa.

L’evento lucchese è iniziato con la comparsa sul palco di Andrea Cavaletto accompagnato da e : il primo è un altro grande sceneggiatore per la Sergio Bonelli Editore, nonché doppiatore di professione – e non a caso ha doppiato una parte del fan-movie – mentre Busatta si occupa di coordinamento redazionale per Dylan Dog e Orfani.

Cavaletto ha presentato il progetto spiegandone la genesi e gli intenti: l’idea era quella di realizzare un film horror, che contenesse al suo interno degli elementi chiaramente derivati dal personaggio di Tiziano Sclavi (il protagonista in primis), ma che fondamentalmente potesse funzionare anche come opera di genere a se stante.
L’obiettivo del prodotto è quindi sia quello di omaggiare DyD, sia semplicemente quello di realizzare un film solido, interessante e capace di appassionare lo spettatore.
È un po’ questa la distinzione tra House of shells e Vittima degli eventi, o altri fan-movie sul personaggio che in questo periodo stanno fioccando. Cavaletto cita a tal proposito anche un progetto di Alessandro Bilotta dedicato alla sua serie del Pianeta dei Morti, per esempio.
House of shells è un film nato dalla passione di Andrea Cavaletto per l’Old Boy, come dichiarato dallo sceneggiatore stesso, passione condivisa da Ruju e Busatta, ma meno sentita dal regista Cristopharo, che ha quindi effettuato pochi cambiamenti sul lavoro di Cavaletto.

Si è poi passati a spiegare le scelte tecniche, come il bianco e nero e l’inglese. Entrambe le decisioni sono volte a richiamare Dylan Dog, il cui spirito è presente proprio in questi piccoli dettagli: le storie degli albi sono in bianco e nero, e quindi per ricreare il feeling non si è girato a colori, e proprio per questo la camicia del protagonista è bianca e non rossa, visto che senza colori avrebbe avuto un risultato piuttosto sgradevole alla vista.
Inoltre, ovviamente Dylan vive e agisce a Londra, quindi è logico sentirlo parlare in inglese.

House of shells: il fan-movie di Andrea Cavaletto su Dylan Dog a Lucca Comics  - dyd-official-3b

Al riguardo, e passando a parlare degli attori, Cavaletto ha potuto annunciare che la versione di House of shells che sarà distribuita su YouTube dal prossimo gennaio avrà una differenza rispetto a quella visionata nell’anteprima di Lucca: il protagonista Stefano Cassetti verrà ridoppiato in quanto si è notato che la sua pronuncia inglese non è abbastanza chiara e british, come ci si aspetterebbe invece da un londinese come Dylan Dog. L’attore ha acconsentito di buon grado a farsi ridoppiare (cosa che non ha mai fatto nei suoi precedenti lavori), comprendendo la ragione alla base della richiesta. Nessun intervento di questo tipo invece per Veronica Gentili e per Pasquale Ruju, gli altri due interpreti della pellicola, i quali riescono a sfoderare un accento convincente.

House of shells: il fan-movie di Andrea Cavaletto su Dylan Dog a Lucca Comics  - Ruju2Pasquale Ruju ha aggiunto poche frasi in cui si è detto contento di aver prestato la voce ad un personaggio della pellicola, con molta modestia relativamente alla sua performance, e ha lodato il risultato finale.
Franco Busatta ha sostenuto con molta partecipazione il prodotto finale e l’operazione di Andrea Cavaletto.

Dopo la proiezione (si rimanda alla recensione di Paolo Garrone), le tre personalità sono tornate sul palco, a disposizione per eventuali domande dal pubblico: una verteva sull’uso della musica nel cortometraggio, caratteristica tecnica su cui però Cavaletto non si è sbilanciato troppo essendo un ambito più afferente al regista.

Poco dopo l’evento si è concluso, e mi sono permesso di andare a stringere la mano ad Andrea Cavaletto, il quale molto gentilmente ha voluto conoscere la mia opinione sulla pellicola, dimostrandosi soddisfatto del lavoro finito e anche della disponibilità di Cassetti a farsi ridoppiare, elemento che può contribuire a migliorare il risultato finale.

E tu, cosa ne pensi? (i commenti sono soggetti a moderazione)

I commenti sono soggetti a moderazione, per questo motivo potresti non vederli apparire subito.
Ti preghiamo di non usare un linguaggio offensivo ma di esporre le tue idee in maniera civile.
Lo Spazio Bianco Lo Spazio Bianco
×