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Delphine

di Richard Sala
, set. 2007 – 32 pagg. b/n spil. – 9,00euro
Quando ho in mano volumi come questo mi domando: “C’era bisogno della serie Ignatz perché anche da noi arrivassero autori come Sala?!” Cioe’, perché non può avere più spazio nel nostro mercato fumettistico un autore così prolifico, interessante ed originale? Lo stesso vale anche per altri partecipanti a Ignatz, come A. Nilsen, che dovremmo vedere presto. Accontentiamoci, l’essenziale è che in qualche modo arrivino, anche se distillati. Delphine è comunque un buon esempio dell’arte di Sala. I suoi elementi tipici ci sono tutti: mistero ed horror grottesco diluiti con un po’ di ironia, atmosfere ed immaginario grafico mutuati dalla cinematografia surrealista. Qui il netto bianco e nero tipico dell’autore lascia il posto a toni marroni, che comunque rendono bene il mistero e la tensione di un villaggio di campagna che sembra nascondere qualcosa di pericoloso. Il protagonista vaga alla ricerca di un indirizzo dove risiederebbe un’amica. Vive pero’ un esperienza surreale ed una serie di eventi che fanno pensare ad una versione gotica del film Fuori Orario. Il nostro (un po’ ingenuo) finirà inerme in balia di strani personaggi, a prima vista tranquilli, che con la scusa di aiutarlo e dargli un passaggio, lo metteranno alla fine in pericolo. (Valerio Stive’)

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