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AtomHawk Design – Il mondo di Guardiani della Galassia

Vi presentiamo in esclusiva una intervista alla società AtomHawk Design, che si è occupata della realizzazione dei concept design per il film diretto da . La AtomHawk è alla sua seconda collaborazione con i , dopo avere lavorato a Thor: The Dark World.

Quante persone di AtomHawk hanno lavorato a Guardians of The Galaxy? E quanto tempo hanno impiegato per completare il lavoro?
Quattro nostri artisti hanno lavorato al film: Pete Thompson, Roberto F Castro, Tim Hill e Stuart Ellis. Il nostro direttore, Ron Ashtiani, è stato il referente della direzione artistica dell’intero progetto e Amy Hill si è occupata della parte manageriale. Il gruppo ha impiegato più di un anno per creare la nave spaziale, le scene chiave e le sequenze di azione principali.

Oltre ai fumetti, c’è stata una fonte di ispirazione, per quanto riguarda il design, nei confronti della Sci-Fi cinematografica più classica? Se sì, quale?
Il nostro mandato era di creare dei design totalmente unici, dovevamo evitare i riferimenti che voi dite per trovare l’inspirazione. Non è stato un compito facile visto che esiste così tanto materiale fumettistico e di fantascienza ed è quindi molto difficile per un artista fare piazza pulita di tutte le influenze e preconcetti. D’altro canto la libertà creativa che questo approccio garantisce è comunque molto eccitante e fornisce una grossa spinta motivazionale, cose che gradiamo tutti qui.

La potenza visiva dei vostri concept è uno degli elementi che colpisce fin da subito. Quali sono state, in questo senso, le indicazioni ricevute dai , soprattutto per il design di Ovunque e della Stanza del Collezionista?
Come ho detto prima, il mandato che avevamo era molto permissivo. Il copione è stata la nostra fonte principale di riferimento visto che contiene descrizioni a margine delle scene, delle sequenze di azione e della nave che abbiamo creato. Il resto era piuttosto affidato alla nostra interpretazione e comunque siamo soliti fare molte prove velocemente producendo una gran quantità di schizzi prima che qualcosa vada bene per la produzione e siamo anche in grado di sviluppare ulteriormente un’idea particolare. Le premesse per Knowhere erano che fosse un po’ alla bell’e meglio nel design e nell’atmosfera, un po’ arrabattata, così da comunicare un senso di pericolo e rischio simile a quello che si sarebbe provato in una città di frontiera. La Stanza del Collezionista doveva mostrare la quantità e la varietà delle cose meravigliose che contiene, collezionate da tutta la galassia. La sfida più grande con questa scena è stata esplorare il modo in cui avremmo potuto creare una stanza dove tutti questi oggetti fossero visibili quando al contrario un normale collezionista li avrebbe gelosamente custoditi lontano dalla vista.

Gran parte del film si regge sugli effetti visivi, per ovvi motivi. Quanto è stata stretta la vostra collaborazione col regista, , in una situazione in cui la sinergia “reparto FX” e regia erano assai più strette del consueto?
Non abbiamo mai collaborato direttamente con James Gunn. Il nostro referente con il dipartimento artistico è stato Charlie Wood. Avevamo già lavorato con Charlie su Thor The Dark World, quindi la nostra collaborazione è stata positiva ed era già consolidata. Da quando è stato reso pubblico il nostro concept per i Guardiani, James Gunn ha condiviso su Twitter una delle nostre immagini che sono servite per inspirare la scena tra Ronan e Thanos su Sanctuary, è stato molto bello saperlo!

Ci sono state delle differenze tra il vostro lavoro in Thor: The Dark World e quello recente in Guardians of The Galaxy?
La differenza principale è stata che non c’erano stati altri film dei Guardiani prima, quindi dovevamo iniziare dalla base con molte poche idee già stabilite. La libertà creativa che avevano i nostri artisti è stata fonte di grande ispirazione e ci ha permesso di mettere sul piatto molte nostre idee e immagini originali. Il nostro metodo di lavoro preferito si basa sempre sull’arrivare alla fase creativa il più presto possibile così da nutrire la nostra ispirazione e da aiutare a definire la visione creativa del progetto prima di gettarci sulla realizzazione artistica, i Guardiani è stata una grande opportunità per impiegare questo metodo.

Sentite, come società, di avere raggiunto un nuovo livello di maturazione da quando avete iniziato a lavorare nel mondo del cinema?Il nostro lavoro cinematografico è stato una grande spinta per l’azienda, sia sul piano finanziario che in termini di reputazione e di visibilità all’interno dell’industria dell’intrattenimento e speriamo che questo aspetto del nostro lavoro continui a crescere.

Questa è la vostra seconda collaborazione con la Marvel in poco tempo. So che non potete fornire notizie, ma dobbiamo aspettarci un altro film Marvel Studios nel futuro della AtomHawk?
Potete star certi che nel futuro ci vedrete partecipare ad almeno un altro film della Marvel!

Intervista condotta via mail ad ottobre 2014.

Traduzione a cura di Riccardo Melito

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