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Wolverine #211

di AA VV
Panini Comics, lug. 2007 – 80 pagg. col. spil. – 3,00euro
In seguito alle rivelazioni di Nitro la caccia di Wolverine si sposta verso un nuovo bersaglio, ben più ostico del precedente: la compagnia Damage Control. Guggenheim imprime una svolta alla narrazione, avvicinandosi maggiormente all’analisi dell’America contemporanea sottesa a Civil War e, soprattutto, a Civil War: Frontline di . Un peccato che la trama venga sviluppata in maniera decisamente affrettata. A seguire New Excalibur col ritorno di un vecchio e pericoloso avversario. Claremont conferma l’incapacità di svecchiare se stesso, rimanendo saldamente ancorato al fumetto “mutante” anni novanta da lui stesso creato e conferendo alla serie un sapore di già visto che non riesce ad appassionare. Stesso dicasi per l’episodio auto-conclusivo dedicato a Nightcrawler, utile soltanto al riempimento di alcune pagine. Per concludere un nuovo episodio di Wolverine: Origins del duo Way-Dillon. Anche in questo caso l’eredità del mutante artigliato è tale che l’autore non riesce a staccarsi dal continuo gioco di intrighi, tradimenti, amnesie, inganni ed ancor di più da uno stile narrativo che aveva caratterizzato le avventure di Logan nel decennio scorso e che già all’epoca aveva fatto rimpiangere l’ironia e la caratterizzazione dei primissimi numeri della serie. (Mattia Signorini)

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