300: biblioteca essenziale del fumetto

300: Leone Frollo e Rubino Ventura – Biancaneve

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Ediperiodici, 1988 (Italia, Biancaneve, 1972)

Andiam, andiam, andiamo a scopettar…”
(Motivetto dei sette nani)

Sapete qual è la differenza tra fumetto d’autore e fumetto popolare? Assolutamente nessuna.
Non mi credete? Allora vi faccio un esempio; prendiamo Vendetta Macumba di Missaglia e Magnus : fu pubblicato nel 1979 dalla Edifumetto come un normale giornaletto da edicola quindi con una tiratura di migliaia e migliaia di copie. Poi nel 1986 la Glittering Images ne pubblica una versione molto curata, con apparato critico e grande formato: un elegante volume in piena regola. Resta il dubbio: fumetto popolare o d’autore? Tutt’e due naturalmente. Quindi perché non dire fumetto e basta? Può essere fatto bene o fatto male, può essere bello o brutto, ma resta un fumetto: seriale, autoconclusivo o graphic novel, sempre di un fumetto parliamo.
Non sto delirando, ho voluto chiarire questo concetto perché accingendomi a parlare della Biancaneve di Leone Frollo (su testi di Rubino Ventura) la precisazione è d’obbligo.

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Un autoritratto ironico dell’autore.

Questo bellissimo fumetto, il miglior esempio di fiaba erotica che sia mai stato realizzato (anche se non dobbiamo dimenticare Maghella ) a tutt’oggi non ha un’edizione in volume che si rispetti e che valorizzi i meravigliosi disegni di Frollo . Quindi devo consigliarvi l’unica edizione che mi sembra decente, sempre distribuita in edicola ma che almeno vanta un’introduzione e un formato abbastanza grande da rendere giustizia ai disegni. Se fosse ristampata in un bel cartonato, con una stampa su pagine patinate sarebbe fumetto d’autore? O sarebbe un fumetto popolare che ha passato l’esame per diventare d’autore? Qualunque sia l’edizione in cui Biancaneve verrà ripubblicata, sarà sempre meravigliosa e i disegni di Leone Frollo saranno sempre tra i migliori realizzati in ambito di fumetto per adulti.

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Il mondo delle fiabe a confronto: Biancaneve incontra Robin Hood.

Detto questo, godetevi questo pezzo di storia del fumetto italiano con bollino rosso. Si, perché quando Biancaneve uscì nelle edicole italiane, era il 1972 e, naturalmente, si trattava per l’epoca di un fumetto molto ardito: non solo era un fumetto erotico, ma in esso al genere erotico veniva adattava una delle fiabe per bambini più famose del mondo.
Ma devo dirvi che leggerlo è un puro divertimento; perché se l’opera di Frollo è ispirata alla fiaba dei fratelli Grimm (tanto da prenderne anche il nome) è anche vero che presto se ne distacca prediligendo un’italianizzazione perfettamente riscontrabile pagina dopo pagina, che cela una sottile accusa nei confronti del sistema benpensante, mentalmente chiuso e tanto in voga all’inizio degli anni ’70 nel Bel Paese.
E soprattutto è un’opera piena zeppa di personaggi e situazioni divertenti. In oltre duecento pagine (che raccolgono le prime avventure) facciamo la conoscenza della regina cattiva Naga, dotata di una sensuale e conturbante perfidia, dei sette nani dai nomi sfacciatamente allusori: Anulo, Montolo, Brutolo, Chiappolo, Segolo, Occhiolo e Masoccolo ; e poi ancora mostri, orchi, prìncipi e centauri che fanno di questo fumetto un’opera che si distacca nettamente da tutto il fumetto erotico prodotto in quel periodo, che, negli anni ’80 degenererà in produzioni pornografiche al limite dell’assurdo.
Biancaneve invece, a quarant’anni di distanza, non ha perso nulla della sua freschezza e originalità artistica e narrativa. La bella principessa di Frollo e Ventura è un personaggio ingenuo e malizioso, capace di amare belli e brutti, con ironia e dolcezza, senza l’ombra di nessun pregiudizio o amore proibito, quasi una paladina del sesso libero e felice.
Uno dei pezzi di storia del fumetto più importante e, se vogliamo, sottovalutato. I disegni di Frollo (se pur influenzati da quelli del grande John Buscema ) sono all’altezza di qualsiasi fumetto definito d’autore e avrebbero spianato la strada all’artista veneziano che negli anni ’80 e ’90 diverrà uno degli indiscussi maestri dell’eros a fumetti con tanto di pubblicazioni patinate dedicate alla sua arte.
Ma il fascino e la bellezza di quelle donne completamente maliziose, con bocche sensuali e nasini a punta che popolano le pagine di Biancaneve, non si ripeterà facilmente. Resterà unica e irripetibile, come ogni cosa che non può essere replicata.

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Il tratto fresco e dinamico di Leone Frollo ben si adatta alle strane creature che popolano il magico mondo di Biancaneve.

Curiosità

Dietro lo pseudonimo di Rubino Ventura (nome di uno storico generale italiano), si nasconde in realtà lo scrittore Giorgio Pederiali.
Frollo disegnò Biancaneve per i primi 24 numeri, poi gli succedettero altri artisti tra cui Mario Jannì, futuro artista della Bonelli.
La Ediperiodici fu fondata da R, scrittore ed editore tra i più importanti del fumetto per adulti.

Edizione consigliata e altre edizioni

Quella consigliata credo sia la migliore. Su internet si trovano più o meno tutte le svariate edizioni tascabili che la Ediperiodici ha pubblicato.
Nel 1998 la Glamour international ha realizzato The Blue Glamour Book, una serie di albi dedicati a Leone Frollo di cui il numero 4 contiene una serie di disegni inediti a colori che ripropongono il noto personaggio di Biancaneve in una versione più maliziosa e fantasy.

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Biancaneve e la regina cattiva Naga. Disegni di L. Frollo per The Blue Glamour Book n. 4.

 

Visita il blog di Ned, Avventure di carta.

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