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Wolverine #209

di AA VV
Panini Comics, giu. 2007 – 80 pagg. col. spil. – 3,00euro
La caccia di Wolverine a Nitro, autore della strage che ha dato il via a Civil War, è arrivata apparentemente alla sua conclusione e l’artigliato mutante può ora vendicarsi a suo modo del criminale; i piani pero’ vengono stravolti sia dalla conferma dei tanti sospetti sull’esistenza dei veri mandanti di Nitro, poi dall’intromissione di altri personaggi interessati a loro volta a farla pagare a chi ha ucciso tante persone (o meglio, una in particolare). Guggenheim in questo episodio pecca rispetto ai precedenti, imbastendo essenzialmente una lunga scazzottata confusa, riabilitata solo dalle rivelazioni e dai colpi di scena, oltre che da un Ramos che forse dedica meno scene alle sue prospettive vertiginose ma non manca di offrire ottimi esempi di composizione della tavola (oltre a divertire con tutti i trucchi possibili per non mostrare le nudità di Wolverine!). New Excalibur (di Claremont e Cummings) continua a sembrare fuori posto sul mensile, offrendo storie che sanno di già letto e già visto, anche se va segnalato un cambio di stile di Claremont che ha abbandonato in gran parte le sue ridondanti didascalie. Nonostante questo, la serie non decolla ma prosegue in maniera piatta; sembra più che altro l’occasione perché l’autore tiri fuori personaggi semi-dimenticati ma piuttosto privi di spessore. A chiudere, un bel “What-If” scritto da Jimmie Robinson e disegnato dal nostro in stato di grazia: questo racconto alternativo prende spunto dalla saga “Nemico Pubblico” di Wolverine e immagina che il pericoloso mutante non sia mai stato liberato dall’influsso dell’Hydra, con le drammatiche conseguenze che tutti possono immaginare. (Ettore Gabrielli)

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