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Wolverine #207

di AA VV
Panini Comics, mar. 2007 – 80 pagg. col. spil. – 3,00euro
Wolverine entra a pieno titolo nel maxi-evento di Civil War e, vista la sua appartenenza ai Nuovi Vendicatori e agli X-Men ma soprattutto visto il suo ruolo di personaggio tra i più importanti e vendibili della Marvel, non poteva essere altrimenti. Per l’occasione fa il suo esordio un nuovo team creativo: , sceneggiatore televisivo (Law & Order, CSI: Miami) prestato ai comics (ha sceneggiato anche Blade e Flash), e , noto autore dallo stile immediatamente riconoscibile e non sempre apprezzato dai Marvel fan. Guggenheim ha saputo dimostrare fin da questo primo episodio di saper scrivere e di saper dare una sua interpretazione convincente del personaggio, impegnandolo in una caccia all’uomo più congeniale a Wolverine delle chiacchiere da salotto e dalle macchinazioni politiche; poche parole e scelte ben precise e radicali quelle operate dal mutante canadese, con alcune battute veramente azzeccate e di impatto. Ramos, dal canto suo, appare in ottima forma, con il suo tratto deformante e comunicativo e una capacità evidente nello scegliere inquadrature non banali, spettacolari e altamente leggibili. Il suo tratto forse pecca nelle scene più complesse di chiarezza, ma senza perdere in fascino evocativo. A completare l’albo due episodi della New Excalibur di Claremont & Ryan, che, come buona parte delle prove più recenti dello scrittore inglese, si notano per la loro poca consistenza e la ripresentazione di temi e atteggiamenti triti e ritriti. Ci sarebbe anche una brevissima storia con Wolverine e Puck, ma merita appena la citazione. (Ettore Gabrielli)

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