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Graphic Novel # 10 – Fuochi e altre storie

di
Gruppo editoriale L’Espresso gen. 2007 – 220 pagg. col. bros.
9,90euro + il prezzo del quotidiano o della rivista
Dove sta la differenza tra fumetto popolare e fumetto autoriale? La risposta che il più delle volte si da e’: le tematiche. Il fumetto popolare è avventuroso, con lunghi dialoghi che intendono aiutare il lettore nella comprensione della storia, soprattutto il fumetto popolare classico. Almeno per quanto riguarda il fumetto popolare italiano, legato a doppio filo alla serialita’. Il fumetto autoriale è d’altro canto più intimista, tratta tematiche alle volte esistenziali, storie senza storia in certi casi ed è un fumetto in cui un’inquadratura vale più di mille parole.
E allora ecco il capolavoro di Mattotti e del suo Fuochi: il capolavoro perché la vicenda di Fuochi si potrebbe vedere in un qualunque fumetto popolare, potrebbe essere la storia di un personaggio seriale. Un’isola deserta, spaventosa e inquietante. Un protagonista che ne subisce il fascino morboso. Va tutto a rotoli. Manca un po’ l’happy end rispetto ad una storia di un personaggio seriale, ma gli altri elementi tipici del fumetto avventuroso ci sono tutti. Quello che cambia è il modo in cui il tutto viene narrato, disegnato, il modo in cui deve essere letto. Questa di Fuochi non è una lettura che si può fare in fretta. Non è possibile farla nei trenta minuti di treno che ci separano dal lavoro o dalla scuola, cosa che invece voleva fare il fumetto popolare all’alba della sua vita. Se non altro per godersi i meravigliosi disegni di Mattotti. E’ una lettura da fare con calma, per cercare di non perdere importanti pezzi narrativi che l’autore dissemina sulla strada. La sua tecnica pittorica, eseguita utilizzando anche pastelli grassi, scardina tutto quello che si era visto nei fumetti precedentemente. I colori sono i veri protagonisti del lavoro mattottiano. Soprattutto il rosso del fuoco è forte, vivido, sembra uscire dalle pagine. Le altre storie presentate nel volume sono La zona fatua, scritta per Mattotti dall’amico Kramsky( Fabrizio Ostani) in cui la tecnica pittorica da alcuni dei migliori frutti del lavoro dell’autore lombardo: soprattutto nelle sequenze finale del secondo capitolo i colori sono brillantissimi, e Caboto, nata dalla collaborazione del Mattotti con l’autore argentino Zentner. La storia quasi ermetica, e al dir la verità un po’ confusa, e abbastanza incomprensibile ad un profano della colonizzazione spagnola del Sud America non impedisce comunque ai disegni di Mattotti di essere esemplari. Il volume contiene, come solito della collana, un lungo approfondimento sul lavoro mattottiano e una bella intervista del sociologo all’autore del volume. E queste interviste sono sicuramente una delle parti più interessanti di tutta la bella iniziativa che è stata Graphic Novel. (Salvatore Cervasio)

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