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Graphic Novel #4 – Palestina

Leggere val bene due pugni.
Il primo arriva nello stomaco, così forte da togliere il respiro. Perche’ se quello che leggiamo sui quotidiani può scivolare sulle nostre coscienze e quello che vediamo in tv può non catturare la nostra attenzione, non si può restare indifferenti di fronte a cio’ che ci mostra . Le strade, i vicoli delle citta’, sono come le facce delle persone, dei bambini come degli adulti: testimoni di un disastro, di una sconfitta dell’umanità intera.
Si afferma spesso che una qualsiasi opera artistica, sia essa una canzone, un film, una piece teatrale o un fumetto, sia particolarmente riuscita quando il fruitore riesce a calarsi completamente dentro di essa, fino diventarne parte integrante. Se tutto cio’ è vero, allora è sicuramente un capolavoro. Questo perché il lavoro giornalistico di Sacco, trasformato in disegni, è autentico: una testimonianza “sul campo” che racconta una tragica realtà , oltre la politica e la facile demagogia.
Il secondo pugno, invece, ti arriva diritto in faccia, ti colpisce tanto forte da lasciarti frastornato. Identificandosi con l’autore ci si rende conto di quanto spesso le nostre opinione siano state frettolosamente costruite o, peggio, condizionate dal nostro particolare vissuto o credo politico. Ma, soprattutto, ci si rende conto di quanto si vuol essere ciechi, di quanto – quando un problema sembra non toccarci da vicino – sia semplice dimenticarsene senza preoccuparsi di trovare una soluzione.
E’ importante leggere Palestina anche per un altro motivo. Nonostante siano passati quasi quindici anni dalla sua prima pubblicazione, nonostante siano cambiati i regimi e i leader politici, l’opera di è , purtroppo, ancora attuale, testimonianza del presente e non del passato. Una osservazione forse non così scontata; per tutti un ulteriore spunto di riflessione.

Graphic Novel #4 – Palestina
Joe Sacco
Gruppo Editoriale L’Espresso/, nov. 2006 – 318 pagg. b/n bros.
9,90euro + il prezzo del quotidiano o della rivista

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