Home > BreVisioni > Graphic Novel #3 – Citt

Graphic Novel #3 – Citt

Graphic Novel #3 - Citt - immagine2-3473di , Paul Karasik e
Gruppo Editoriale L’Espresso/, nov. 2006 – 224 pagg. b/n bros.
9,90euro + il prezzo del quotidiano o della rivista
Città di Vetro non è solo un perfetto esempio di fumetto splendidamente riuscito grazie alla collaborazione di più autori – come ha più volte sottolineato il promotore dell’iniziativa editoriale – ma è soprattutto un enigma letterario e metacomunicativo di alto livello speculativo.
L’esplosiva fusione del fortunatissimo testo originale di Paul Auster (il primo dei capitoli che compongono la trilogia di New York) con la sceneggiatura di Paul Karasik e i disegni essenziali di David Mazzuchelli dà vita, infatti, a una profonda riflessione sulla Parola, sulla Personalità e sul Caso.
L’inseguimento mimetico tra personaggi veri o presunti si manifesta già nelle prime eccezionali pagine nelle quali, attraverso un continuo richiamo segnico, vengono scardinate tutte le regole che sostengono la fiction, a partire dal genere noir. Quinn, il protagonista, lo scrittore fantasma, usa uno pseudonimo per mascherare la propria identita’, si identifica nella sua creatura fantastica, ovvero Max Work e finisce per impersonare tale Paul Auster, investigatore privato, omonimo del vero scrittore che per analogia si trasforma, cosi’, in un personaggio di finzione. “Mi chiamo Paul Auster, non è il mio vero nome” è l’unica certezza di un fumetto che supera il romanzo originale da cui è tratto grazie alla forza evocativa e rappresentativa del disegno del maestro Mazzuchelli.
Ma non c’e’ solo ragione e speculazione in Città di Vetro. La fragilità del vetro evocata nel titolo è soprattutto una fragilità emotiva ed esistenziale. Le personalità che popolano la società moderna si mostrano sempre più insicure, deboli e situazionali. Siamo quello che riusciamo ad essere a seconda delle vicende scomode e difficili che ci troviamo ad affrontate. La sanità mentale è continuamente messa alla prova dalla scomparsa dei punti di riferimento e, proprio come in un romanzo di genere, veniamo messi costantemente al centro di una vicenda che non riusciamo a controllare perché mossa dal caos, un caos che sembra la mente di uno scrittore folle, un Destino scompaginato e stralunato.
Sarebbero tanti, troppi, i temi e gli esempi da esplicitare in un’analisi critica. Al lettore attento il piacere di scoprirli attraverso letture successive, in modo da svelare una stratificazione e una densità che solo il miglior fumetto è in grado di generare. E alla domanda “Che senso ha modificare un libro – il romanzo originale – per crearne un altro – il fumetto?” non possiamo che rispondere con il silenzio delle idee e delle immagini che rimbalzano in testa a lettura ultimata.
A completare il volume di Repubblica la storia breve Big Man del solo David Mazzuchelli. Di ben altro impatto e interesse, Big Man è “solo” un semplice racconto sulla diversita’. Si sarebbe preferito l’inserimento dello splendido e densissimo Discovering America, ma i curatori hanno probabilmente deciso di affiancare al complesso affresco di Città di Vetro un racconto lineare e ben più rassicurante. (Guglielmo Nigro)

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

I commenti sono soggetti a moderazione, per questo motivo potresti non vederli apparire subito.
Ti preghiamo di non usare un linguaggio offensivo ma di esporre le tue idee in maniera civile.