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Fantastici quattro #262

di AAVV
Panini Comics, lug. 2006 – 80 pagg. col. spil. – 3,00euro
Dopo pochi numeri dall’inizio della sua gestione Fantastic Four di J. Michael Straczynski sorprende per la qualita’, la profondità e l’azzardo delle sue storie. Giudizio in parte spiegato dall’eccellente idea di riportare il fantastico quartetto a contatto con il mistero dei loro poteri, aggiornandone così la mitologia, senza intaccarne le caratteristiche di oltre 40 anni di storie. Approccio diametralmente opposto a quello avuto su Amazing Spiderman nel quale lo stesso scrittore ribalta le ragioni della nascita del super eroe, quasi violentandone il suo lato più affascinate. Insomma, una specie di Back to the basic (chi si ricorda il Byrne sulla testata negli anni ’80?), in una saga di pura SF con l’acceleratore pigiato sull’elemento filosofico che si cela dietro ogni meraviglia scientifica. Se pensate che sto esagerando leggete le ultime esplicative pagine di questo numero, e poi mi dite. Ottimamente coadiuvato da Mike McKone, F4 che già aveva avuto un’eccellente gestione per mano di Mark Waid, acquista con Straczynski nuova autorevolezza e centralità nell’universo Marvel. In appendice, fresca e divertente come sempre la She-Hulk di e Juan Bobillo, alle prese con paradossi temporali e un’avventura sempre in bilico tra drama e commedia, mentre bruttino l’episodio di MK4 a firma di Aguirre-Sacasa e Mizuki Sakakibara, serial partito bene e pian piano attestatosi nella mediocrita’. (Alberto Casiraghi).

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