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Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK

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non ci scappa

Con questo slogan nel marzo del 1996 iniziava a venire pubblicizzata, sulle pagine di , una misteriosa nuova testata .
Nessuno allora poteva immaginare che di lì a poco sarebbe iniziato un fenomeno senza precedenti per i fumetti disneyani, un giornale innovativo sotto diversi aspetti (come visto qui).
Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - PKRazNel 2014, Internet permette di fare annunci di questo tipo con molto anticipo, e la conferma del ritorno di in storie inedite circolava già dallo scorso autunno, pur senza dettagli.
Ma pochi, anche tra i più fiduciosi verso il progetto, si sarebbero aspettati una storia come Potere e potenza, firmata da come sceneggiatore, come disegnatore (e ideatore dello spunto iniziale) e per la componente dei colori.

La trama infatti mostra, fin dal primo episodio, una forte dose di riferimenti alla continuity delle prime due serie di PK, rimettendo in pista vecchi personaggi. Non solo, ma questa scelta viene perfettamente motivata dalla sceneggiatura orchestrata da Artibani, una storia che si pone al di là della mera celebrazione e punta invece alla drammaticità, una scelta utilizzata spesso quando si fa tornare in azione un eroe fermo da troppo tempo.
Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - Odin-RazÈ proprio quello che accade a Paperino, che in un lampo si ritrova faccia a faccia con nemici e compagni che non vedeva più da tanto, e che di conseguenza innalzano il livello di pericolosità delle situazioni.
Il sottile confine tra e Pikappa è varcato.

Tutto comincia con una visita da parte del Razziatore, un criminale del futuro in grado di viaggiare nel tempo ma capace, all’occorrenza, di essere anche un prezioso alleato. Il cronauta trasporta nel 2255, dove gli mostra un futuro diverso da quello già visto in precedenti avventure: la Terra è stata conquistata dagli evroniani, alieni succhia-emozioni che erano i principali antagonisti dell’eroe in PKNA. Anche in questo futuro esiste comunque un importante anfitrione per , quell’Odin Eidolon tanto misterioso quanto amichevole che ha spesso supportato Pikappa nel corso della prima serie. Proprio Odin fornisce all’eroe le indicazioni necessarie per cambiare questo futuro, salvando di fatto il pianeta dall’invasione.

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Inizia così un’avventura decisamente rischiosa e impegnativa, una delle più difficili tra tutte quelle vissute da Pikappa, e proprio in un momento in cui il nostro è fuori allenamento. Con il “training” di un’intelligenza artificiale molto simile a Uno, il più caro e prezioso alleato di Pikappa, che però si mostra come sicuramente più cinica e avversa rispetto al vecchio amico, e con l’aiuto di una nuova tuta potenziata e di un nuovo mezzo di trasporto, Paperinik deve cercare di portare a termine due missioni distinte, atte a stroncare sul nascere i primi vagiti che porteranno alla vittoria evroniana.
È la parte centrale della storia, che porta sulle pagine di lo stile narrativo tipico di PKNA: dialoghi carichi di sarcasmo durante gli scontri, grande componente action, un campo di battaglia non limitato alla sola Paperopoli ma che copre tutto il mondo e situazioni ad alto rischio.
Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - Raz-padreLa narrazione in sostanza si fa matura, più raffinata e consapevole: non solo per il tasso di azione, ma anche per le conseguenze di queste missioni. Pikappa, infatti, non torna come un eroe infallibile: sbaglia, gestisce male la sua presenza in battaglia e alla fine fallisce clamorosamente. Questa situazione scatena in lui una serie di dubbi sul suo valore, che contribuiscono a renderlo una figura assolutamente sfaccettata, rendendo il lavoro di Artibani credibile e narrativamente coerente.

Potere e potenza non è quindi solo una storia che riprende il modo di raccontare tipico di PKNA: è presente anche una buona dose di consapevolezza del tempo che passa, elemento raro nel fumetto perché difficile da inquadrare e gestire correttamente. tratta questa tematica con il giusto tatto, e rende così questo Pikappa più maturo di quanto già non fosse quello di fine anni ’90 e di inizio millennio.

La questione morale

Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - Pk-failIl livello di maturità per questa storia è alto, si è detto, e riguarda diversi aspetti che toccano corde che travalicano paperi e supereroi.
La prima considerazione che si può fare è quella che concerne la differenza tra “ciò che è logico e ciò che è giusto”, per citare direttamente il quarto numero della prima serie di PKNA, Terremoto, in cui Francesco Artibani già descriveva una zona grigia, in cui è molto più difficile prendere una decisione. Non siamo più nel mondo allegro e colorato in cui tutto finisce bene, in cui Topolino risolve brillantemente un caso e Paperino scappa inseguito da Zio Paperone. Ci troviamo in una realtà in cui la scelta più difficile è quella più giusta da fare, e che porta più soddisfazioni. Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - Raz_filosofo

Così, nelle discussioni tra Paperinik e il Custode, in Potere e potenza, leggiamo chiaramente la stridente differenza tra la cruda realtà, quella dello spietato cinismo, e la scelta di fare la cosa giusta, l’unica alla fine che funziona. Pikappa è un eroe perché salva le persone, non perché le uccide, e sente di non aver fatto il suo dovere quando non riesce a evitare la caduta di Grrodon. In questo si rilegge non solo un andare oltre le classiche soluzioni disneyane, ma anche uno stacco netto con il fumetto supereroistico standard (Marvel e DC), proponendo una sorta di terza via.

Artibani non si abbassa però ad alcuna semplificazione, presentando un eroe sfaccettato e problematico. Il vero protagonista è Paperinik, costretto suo malgrado al ritorno in scena, dopo anni di (voluto?) ritiro. In questa veste appare disilluso, pessimista e molto più problematico, impaurito dal non essere più all’altezza della situazione: un eroe quasi dark. Sarà la forza primigenia di Paperino, e i buoni consigli di Odin Eidolon, a permettergli di ritrovare lo spirito dei vecchi tempi.
Si tratta davvero di un personaggio tridimensionale, che soffre lo scontro sulla sua pelle: l’ultimo episodio è emblematico nel mostrarlo ferito e stanco, come mai prima d’ora. E, in un momento di sconforto, è pronto a lasciare una sorta di testamento spirituale ai suoi amati nipoti. Non c’è dubbio che le tematiche si fanno scottanti e Artibani, mixando elementi adulti e stilemi disneyani, vada oltre la dicotomia stucchevole “Disney – bambini” “Supereroi – adulti”, riproponendo con ancor più energia lo stile di PKNA della seconda metà degli anni ’90.

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La componente grafica

Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - Pk-spaccaUno dei problemi nel presentare PKNA su Topolino era non solo il livello di maturità, ma anche l’impatto stilistico del disegno. Il grande formato dello spillato delle serie originarie permetteva una gabbia molto plastica e flessibile, capace di smontare il layout in continuazione, in un tripudio di vignette di tutte le forme, sfruttando verticalità e orizzontalità. Su Topolino la situazione era invece più complicata ma , insieme a un fondamentale ai colori, è riuscito a sfruttare i limiti del piccolo formato con arguzia, insieme a qualche escamotage classico.
Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - Pk-combattimento-tavolaDa una parte sfrutta il formato a disposizione, realizzando convincenti splash pages panoramiche, spesso mute, di grande coinvolgimento, così come la doppia tavola a tutta pagina che attraversa per intero il giornale (si veda il quarto episodio su Topolino n. 3061), ambientata nello spazio. Inoltre, per andare più sul dettaglio, privilegia grandi vignette per rendere più incisiva la narrazione. Dall’altra, forte dell’esperienza maturata da Doubleduck, scompagina la tavola regalando inedite prospettive, cornici che saltano, elementi che unificano le altre vignette e bordi neri che rendono più tesa la narrazione. I colori fanno il resto, dando lo sfondo giusto per raccontare il mood del momento. E la prima vignetta dell’ultimo episodio, sopra il titolo, ne è un ottimo esempio: un blu solenne e profondo che arricchisce un Paperinik serio, pronto all’ultima battaglia.
In sintesi, Pastrovicchio rinuncia a qualche possibilità che il formato grande gli avrebbe concesso per concentrarsi su dettagli più puntuali, senza mai ledere lo scorrere generale della narrazione, sempre chiara ed efficace. Max Monteduro valorizza poi il tutto con le giuste tonalità di luci e colori.

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Continuity e rispetto per i nuovi lettori

Come si evidenziava all’inizio del pezzo, i timori di chi pensava che in questo ritorno non si sarebbe guardato più di tanto alle due serie storiche di PK per venire incontro ai giovani lettori di Topolino sono stati spazzati via fin dal primo episodio di Potere e potenza.
Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - EverettFrancesco Artibani infatti ha lavorato di cesello nell’impostare questa maxi-storia, consapevole di far tornare sulla scena un personaggio e una serie ben impresse nella mente di un pubblico molto folto ed eterogeneo, che aveva precise aspettative. Da questo punto di vista, ha mantenuto la freddezza di capire cosa avesse senso riportare in auge ora e cosa invece tralasciare, magari in attesa di future storie di questa nuova era. Perché, se il ripescaggio di evroniani e Razziatore poteva essere abbastanza prevedibile, lo era senz’altro meno un plot che ripresentasse villains di secondo piano come Morgan Fairfax e Nebula Faraday, collegandoli in modo credibile al piano apocalittico degli evroniani.
La tavola di prologo del terzo episodio, con il suo mostrare la redazione di Channel 00 che come direttore vede ora Ziggy, il vecchio fattorino, può sembrare fan service gratuito, invece risulta funzionale all’idea di Artibani dello scorrere del tempo.

Certamente comunque, parlando di continuity il personaggio che spicca è Grrodon: Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - ultimo-evronianoconosciuto come l’ultimo evroniano sulla Terra nel ventitreesimo secolo, visto in PKNA #5 – Ritratto dell’eroe da giovane, in Potere e potenza si è autoproclamato imperatore del suo popolo ed è il responsabile della rinascita evroniana. La finezza si trova proprio alla fine di questa nuova avventura, che si ricollega direttamente a quanto osservato in quel vecchio albo di PKNA dando un fondamento in più a quella storia.

Una mole tale di riferimenti e rimandi al passato si coniuga però con una storia fruibile anche da chi PK non sapeva nemmeno cosa fosse. Certo, qualche citazione potrà apparire più ostica per i neofiti, ma niente che infici la comprensione della macro-trama che si sviluppa in Potere e potenza. Il lavoro di Artibani e Pastrovicchio si pone come un efficace starting-point, come spesso ce ne sono nei comics supereroistici americani: un punto ideale della serie in cui “salire a bordo”, pur mettendo in conto che alcune cose che si vedono possono non essere del tutto chiare.
Per i nuovi arrivati, quindi, Potere e potenza è comunque una storia godibile con un Paperinik un po’ più super del solito, con nemici e alleati più sfaccettati e con situazioni ad alto tasso di pericolo; una storia che vede questo Paperinik, conosciuto anche come Pikappa, salvare addirittura il pianeta Terra del futuro da una spaventosa minaccia aliena, riuscendoci attraverso sofferenza e decisioni difficili.
Questo “doppio valore” del progetto, capace di soddisfare i vecchi Pkers ma anche i nuovi lettori, è probabilmente il più grande successo e vanto di quanto realizzato dagli autori.

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Potere e potenza… del web

Il successo di PKNA fu anche dovuto, al tempo, dalla comunicazione e dal buon rapporto che esisteva tra Pkers e redazione. Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - Pk-ascensoreGrazie alla rubrica della posta, alla Pkard, a varie iniziative (alcune al limite del demenziale) e con un nascente sviluppo di internet la comunità di lettori era davvero raccolta e unità sotto il segno di Paperinik. Questa nuova occasione non doveva essere da meno, per cui si è fatto tutto il possibile per realizzare una comunicazione in tempo reale con i lettori, vecchi e nuovi.
Uno sforzo importante, che ha dato spazio a una pagina Facebook da 8.000 like e un canale Twitter che ha lanciato iniziative importanti, come quella che permetteva di raccontare #ilmiopk, ovvero come era nata la passione per lo spillato. Inoltre, gallery di schizzi e disegni degli autori con personaggi, lavori fan made, memorabilia varia e pezzi unici.
Ma soprattutto si è deciso di realizzare un sondaggio, aperto a tutti, in cui scegliere un importante snodo della storia: Pikappa avrebbe dovuto distruggere la Ducklair Tower, per debellare gli evroniani al suo interno, oppure continuare a combattere? Con tutti i limiti del caso (da quelli tecnologici, in cui era possibile votare più volte truccando l’IP, a quelli narrativi) l’iniziativa si è dimostrata positiva nel far parlare di sé e nel far riflettere i lettori sulle proprie scelte, rendendoli ancor più partecipi della storia.

Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - PK-Fangus

Parallelamente, tutte le community di fan si sono risvegliate, in un tripudio di amarcord e di recensioni che seguivano puntualmente la storia. In questo frangente, il gruppo Pkers su Facebook ha avuto un grande successo, mentre si dava spazio a iniziative dal basso, tra cui la proposta di un flash mob a suon di Pk Blasters in occasione della prossima Lucca Comics proposto dalla Balzar Corporation.
Un successo, virtuale e fisico, che si traduce in un rinato entusiasmo, oltre che a una serie di discussioni approfondite (che potremmo definire da nerd o da “poche ragazze da quelle parti”) e che sfrutta al meglio i social network e la tecnologia 2.0. In nome di una tradizione che cominciava con banali buste da lettera di carta nel lontano 1996.

La questione editoriale

Non sappiamo se sia stata Panini a spingere nel far uscire al più presto Potere e potenza, oppure già la Disney Italia avesse previsto tempi e modalità, Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - Pk-pupazzoma di certo lo sforzo editoriale e commerciale è stato notevole. Non solo per quel che riguarda la comunicazione, come si è detto, ma anche e soprattutto per quel che riguarda gli investimenti finanziari. La storia si è agganciata al classico gadget estivo che Topolino propone ogni anno e che quest’anno è stato declinato all’insegna del passato, cioè in un gioco che fosse utilizzabile da più persone, per stare all’aperto e divertirsi, come lo storico Topo Walkie dell’estate 1993. La pistola laser con divisa segna punti diventa un gioco divertente e di facile richiamo, oltre che un feticcio con un design niente affatto banale. Il tutto diviso in cinque numeri, obbligando così il lettore a comprare l’ultimo numero senza più Potere e potenza, ma con altre storie che sicuramente colpiranno per qualità e divertimento.

Potere e potenza: Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio riportano in scena PK - Pk-UnoPaperinik diventa la killer application per creare nuovi lettori e fidelizzarli il più possibile. E questa è in fondo la parte “facile”. Ma non si possono ripetere gadget a ogni piè sospinto, per cui ci si pone la domanda di come ripubblicare di nuovo Pikappa. È questa la domanda che gira per il web: è meglio una testata autonoma, in cui le libertà grafiche e narrative sono ancora più ampie, oppure funziona di più (soprattutto per il settimanale) la permanenza su Topolino, specie in termini di copie vendute e di possibile fidelizzazione? Difficile dare una risposta, e per farlo bisognerebbe conoscere i dati di vendita, i costi di una nuova pubblicazione con nuove storie, e così via.
Quel che è certo, e Potere e potenza l’ha dimostrato, è che lo storico settimanale può spingersi ben più in la di ciò che si pensa, e che già in passato aveva mostrato, seppur in misura minore. E, soprattutto, conferma che ciò che conta è la storia, il contenuto, non il contenitore. Fintanto che la qualità resta alta, l’intreccio potente, i personaggi poderosi, allora il tutto il resto diventa solo vane chiacchiere.

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Conclusioni

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Il ritorno di PK ha centrato l’obiettivo.
Innanzitutto con una storia epica e fondamentale nella mitologia della serie, capace di coniugare una sceneggiatura curata con un apparato grafico dinamico e in bilico tra sperimentazioni pikappiche e leggibilità del racconto. Ma questo ritorno è stato seguito, come visto sopra, anche dal punto di vista mediatico e, considerando quanto la comunicazione tra redazione e Pkers era importante ai tempi dello spillato mensile, una cura di questo aspetto era doverosa.
Internet ha aiutato nella chiamata a raccolta dei vecchi Pkers, Topolino ha introdotto i lettori più giovani a questa nuova configurazione di Paperinik e tutti hanno trovato una storia solida, efficace, matura e ben ritmata, ricca di azione, colpi di scena, emozioni e ironia.
Una tipica storia di PK, insomma. Ma del 2014.
Speriamo sia solo la prima di una nuova e brillante era.
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