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Bacchus #3

Bacchus #3 - immagine1-1539, autore inglese che ha collaborato, tra gli altri, con il maestro per quel capolavoro che è From Hell, a quanto si dice è un personaggio particolare, un bonario e goliardico artista amante del cibo, e soprattutto del buon vino.
Non stupisce quindi ritrovarlo con questo terzo volume con protagonista l’ormai vecchio dio del vino, ne’ scoprire come l’autore decida di abbandonare rapidamente l’accenno di trama presente nei precedenti due, scusa oramai inutile in effetti, se non scomoda, attraverso cui raccontare e riplasmare a suo modo i miti greci.

Il giro per le isole con Bacchus è infatti una serie di racconti brevi, sospesi tra leggende antiche, storia del vino e invenzioni di fantasia: una amalgama di ironia, conoscenza storica e poesia che affascina, ed in alcuni punti arriva anche a turbare il lettore.
La maggior parte dei racconti qui contenuti sono apparsi nel 1991 nella miniserie (di 3) Deadface: Doing the Islands with Bacchus (Deadface era il nome originale della serie fino a qualche anno fa, prima di essere rinominata da Cambell stesso), e poi raccolti assieme ad altri nel volume uscito per la Comics.

“Bacco rappresenta quella forza misteriosa della natura che noi riconosciamo come al di sopra della ragione….
…impeto, intuito e l’ispirazione che, come Wordsworth sentiva, trasmette all’anima la certezza della sua origine divina…”

A far da compagni al dio Bacchus, in un viaggio che dallo Yorkshire porta dritto verso la e le sue mille e mille isolette, troviamo il fido , anima morta per errore tornata in vita, custode di un numero infinito di citazioni e di pregiati vini, Hermes, ex messaggero-killer degli dei, ed una moltitudine di aneddoti che mostrano in una nuova, dissacrante luce le leggende del ricco pantheon greco. Da segnalare una curiosita’, il racconto disegnato a quattro mani con il grande Steve Bissette (), dove i tratti dei due portano in fumetto una poesia di Robert Burns.
Naturalmente, il buon vino fa da sfondo costante alle storie, come accompagnamento quando non come argomento principe, e la tentazione di unirsi a questi personaggi di carta nella sua degustazione si fa quanto mai impellente nel proseguo della lettura.

Il tratto di Campbell è efficacissimo, solo apparentemente a volte povero e scarno, fatto di segni schizzati che rivelano una padronanza delle forme e del segno, assolutamente mirabile. Con il suo tratto, certo poco “attraente” ad un rapido e disattento sguardo, l’autore inglese sa divertire, affascinare, inquietare e donare alle sue storie il giusto senso del mito e del mistero.
Sicuramente, questo volume si rivela il migliore (ed il più lungo) dei tre finora pubblicati in Italia, perfettamente leggibile anche senza conoscere i precedenti, con in più una suggestiva copertina dipinta dallo stesso autore a confezionare il tutto. Una lettura altamente consigliata.

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