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Gon - Altro che Jurassic Park
Un dinosauro a cui nemmeno Michael Crichton avrebbe mai pensato.

Gon, una piccola furia imprevedibileFacile immaginare Masashi Tanaka, mentre chino sul tavolo da disegno, con davanti diverse foto di animali (che alla fine risulteranno meno realistiche della copia su carta), sorride davanti alla irresistibile vena comica della sua creazione.

Gon personaggio è un piccolo ma cattivissimo dinosauro alto un metro circa, scampato chissà come alla fine dei suoi simili. Una nuova specie evoluta nei millenni? Un clone? Una lucertola radioattiva, forse? L'autore non lo svela mai, e nemmeno ne sentiamo la mancanza di questa spiegazione, perché Gon è un ciclone di rabbia cieca, infantile e distruttiva assolutamente esilarante.

Gon è cocciuto, deciso, praticamente indistruttibile; e porta avanti i suoi desideri o aiuta gli altri animali, in altruistici slanci di generosità, con una caparbietà tipica di chi sa comunque che l'avrà vinta. Questo dinosauro in miniatura ha tutta l'aria e tutto l'atteggiamento di un teppista, di un bullo di periferia. Strafottente perché sa di poterselo permettere, sicuro di sé nonostante le dimensioni ridotte, Gon non abbassa mai lo sguardo, nemmeno di fronte ad un leone, ad uno squalo, ad un elefante. E' lui che fa abbassare lo sguardo a chi incrocia i suoi occhi furiosi. E' chiaro chi comanda, quando c'è lui in campo.
Certo è che Gon non ha obiettivi personali, non ha piani per la conquista del mondo, non è un tiranno(sauro) o un dittatore. Vuole mangiare, vittima di una fame immensa ed inesauribile, bere, dormire, e soprattutto divertirsi e godersi la vita, senza che nessuno lo disturbi, dal rinoceronte alla pulce, dal tornado alle alluvioni. Che il suo divertimento sia spesso la fine della pace per gli altri animali non è un problema che lo riguarda, né si preoccupa di spiegare a nessuno perché un momento prima scateni l'inferno solamente per rabbia, ed un momento dopo sia pronto a difendere dei cuccioli dai predatori.

Gon fumetto, d'altra parte, è un vero spettacolo per gli occhi. Il tratto dell'autore sconfina nell'illustrazione pura, con una verosimiglianza da documentario, con la quale presenta i tanti, tantissimi personaggi secondari. Tutti animali, perché l'uomo non fa mai capolino tra le pagine del fumetto, né direttamente né con segni della sua presenza, quasi che nel mondo non esistesse.
Non ci sarebbe nessuno stupore vedere i disegni di Tanaka illustrare una enciclopedia del mondo animale e vegetale, non fosse per gli sguardi, per le espressioni di stupore, paura, rabbia o incredulità, che di fronte al tornado Gon anche gli animali sono costretti ad assumere.
Il tratto dell'autore è particolareggiato al massimo, tanto da evidenziare quasi ogni singolo passaggio del pennino sul foglio; un segno pulito, lineare, eppure quasi istintivo nella sua perfezione, che scava nel bianco e nero delle sue tavole, e che mantiene la sua identità e la sua bellezza nelle stupende tavole a colori delle storie brevi.

Gon fumetto è anche un esperimento, un fumetto completamente muto: nessun rumore, nessuna onomatopea, men che meno balloon o parole.

Ecco cosa succede a mettersi sulla sua strada!Il dinamismo dei disegni, l'espressività degli occhi, il linguaggio del corpo sono talmente accentuati e chiari da non necessitare di nient'altro. Eppure Gon è innegabilmente un fumetto, se non come unione di disegno e parola, come rappresentazione di una storia in sequenze di immagini.

Gon è un fumetto giapponese di origine, ma che travalica ogni barriera nazionale e nazionalistica, che diventa a pieno merito fumetto del mondo. Parla ogni lingua non parlandone nessuna, si riconosce in ogni scuola fumettistica inventandosene una nuova che gli calzi su misura. La tecnica narrativa prevede dilatazioni dei tempi come nei più introspettivi film giapponesi, o accelerazioni in stile film d'azione holliwoodiano. Risulta familiare ad ogni occhio perché il suo disegno è pura rappresentazione artistica del mondo, e perché a riempire ogni pagina fino all'inverosimile è il mondo stesso, quella natura che tra palazzi, autostrade, macchine e telefonini a volte dubitiamo esista ancora.

Gon si è rivelato un successo globale, ed è stato pubblicato in USA, Francia, Belgio, Spagna, Germania, Corea, oltre che naturalmente in Italia, ed ha generato la nascita di un vasto merchandising sotto forma di pupazzi, action figures, magliette e videogiochi.

Nonostante la sua universalità, però, in alcune storie la mentalità orientale dell'autore viene fuori in maniera più accentuata.
In una di queste ad esempio, ambientata in Australia, Gon se la prende ripetutamente contro una femmina di dingo alla ricerca di cibo per i suoi due piccoli. Dopo averle impedito di cacciare i propri amici animali, dopo averla aggredita, picchiata e umiliata, Gon le offre del cibo. Ma Gon non ha fatto i conti con l'orgoglio dell'animale, e sia questa, che i suoi cuccioli, preferiscono rifiutare, e andarsene a testa alta, lasciando il piccolo dinosauro a riflettere sulle sue azioni, e sull'impossibilità di essere sempre vincitore di ogni scontro.
Questo racconto genera una riflessione, il sospetto che Gon non sia altro che una metafora, voluta o meno, dell'uomo. L'uomo come corpo estraneo al naturale ciclo di vita e morte tipico della natura, dell'eterno sistema di cacciatori e prede. L'uomo che rompe questo equilibrio anche quando vuol fare del bene, e che si prende quel che vuole, quando e come vuole, calpestando la natura, distruggendola, ignorandola.
Con la stessa forza distruttiva di un dinosauro. E con lo stesso cervello.


Gon viene pubblicato in Italia da Star Comics, nella collana Storie di Kappa.
GON N.1 (STORIE DI KAPPA N.1 - settembre 1993 - 136pp)
GON N.2 (STORIE DI KAPPA N.2 - marzo 1994 - 144pp)
GON N.3 (STORIE DI KAPPA N.5 - ottobre 1994 - 144pp)
GON N.4 (STORIE DI KAPPA N.24 - settembre 1996 - 160pp)
GON N.5 (STORIE DI KAPPA N.68 - maggio 1996 - 160pp)
GON N.6 (STORIE DI KAPPA N.80 - maggio 2001 - 160pp)
GON n.7 (STORIE DI KAPPA N.103 - aprile 2003 - 176pp)
GON A COLORI (KAPPA EXTRA N.4 - settembre 1998 48pp)







invia articolo  invia per e-mailstampa articolo stampa2004-02-11 16:45:40 
Ettore Gabrielli 
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