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Storielline di Batawp: tre brevi sguardi in un mondo di disillusioni e solitudini

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Storielline di Batawp: tre brevi sguardi in un mondo di disillusioni e solitudini - fronte1Storielline, prima opera del giovane artista Giulio Rincione, in arte Batawp, è stato presentato ufficialmente all’edizione 2014 del Napoli Comicon. È pubblicato da PeeShow, progetto indipendente, che, concepito nello “scontro delle menti” di Luciop (Lucio Passalacqua), Prenzy (Francesco Chiappara) e appunto Batawp, con la collaborazione di Marco Failla, nasce ufficialmente nel luglio 2013.

Storielline è un albo snello, 48 pagine (compresi gli extra) che scorrono senza numerazione, impaginate con particolare attenzione al colore.
L’autore, non nuovo alle pubblicazioni online (Verticalismi, PeeShow), con questa sua prima opera si affaccia sul mercato editoriale – indipendente, sia chiaro.

La copertina contiene già due dei topoi della narrazione: l’immancabile teschio, marchio di fabbrica di Batawp, e, sulla quarta, un coloratissimo interno, intimo, sbilenco, vivo.
L’Introduzione di Lucio Passalacqua (Luciop), “Apocalisse ieri”, ci introduce agli umori della narrazione che seguirà. Due paginette intense che fanno da gancio ideale tra il lavoro del singolo autore e il progetto del gruppo PeeShow.
Il cuore dell’albo sono tre storielline, -ine –ine, brevi, sì, ma non piccole nelle intenzioni. I titoli “tubicino”, “fiorellino” e “canarino” si rivelano infatti volutamente dissonanti con la complessità dei temi e la profondità e l’intensità emotiva che l’autore dà ai racconti.

Fin dalle prime pagine siamo introdotti al carattere dark, a tratti po’ violento, della narrazione, ma la violenza mostrata non è mai gratuita o di cattivo gusto, è invece lucida, puntuale, assolutamente coerente con la narrazione e il carattere provocatorio delle tematiche affrontate.

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La prima storia si intitola “Tubicino” ed è una storia di menomazione e di riscatto. Una critica che dall’individuo stende i suoi tentacoli al sociale, per offrirci un consiglio e anche un monito. Forse la più riuscita dal punto di vista dell’incontro/scontro tra testo scritto e disegnato.

La seconda storiellina, “Fiorellino”, è forse la più approfondita dal punto di vista emotivo. Una storia di perdita e trasformazione. Di un desiderio, che si fa concreto, di rinascita.

La terza, tagliente e cruda, profonda e amarissima, è una storia di confronto con il sé, dell’esperienza della perdita di qualcosa che si porta via la bellezza e costringe a fare i conti con la vuotezza del mondo.
Una chiosa che riprende gli altri episodi, in apparenza slegati, e li riunisce in un epilogo dalle tinte forti. “Canarino”.

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I temi della perdita, del vuoto di speranza, della solitudine, sono ricorrenti, ma nella seconda e nella terza storiellina ricorrono dei simboli, portatori di un messaggio che è vita.
Il fiore, metafora di bellezza e rinascita, che non abbandona le terre desolate dell’”uomo solo”, concedendo a lui e a noi una speranza. Il canarino, tenero e puro nel suo desiderio di affetto e, nel contempo, di libertà, riesce alla fine ad assaporarla. Ma tutto questo, a quale prezzo?

La speranza di vita e di riscatto, di cui questi simboli sono portatori, è a volte nutrita con fiducia, a volte invece spietatamente e definitivamente disillusa, ma rimane comunque brillante, nei suoi colori intensi, e bellissima.

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In chiusura Batawp ci lascia degli appunti, una guida alla comprensione di quanto di se stesso abbia mostrato tra le pagine dell’albo, quanto abbia concesso, della sua vita e delle sue emozioni, e il perché di questa scommessa.
Alle storielline, seguono poi i contenuti extra dell’autore e un paio di omaggi dei suoi compagni d’avventura.

Dal punto di vista tecnico c’è solo da ammirare, anche in certe reminiscenze, lo stile accattivante e già abbastanza maturo. Soprattutto colpisce l’uso del colore, da cui emerge l’esperienza professionale di colorista con artisti italiani quali Lelio Bonaccorso e Gianluca Gugliotta. Giulio Rincione confessa di aver ridotto al minimo l’evidenza dell’uso di tecniche digitali, alla ricerca di una resa quanto più naturale e carnosa.
Fatta eccezione per le epigrafi, di Marco Rincione, e per alcune trovate linguistiche e retoriche interessanti, la componente verbale risulta messa in secondo piano rispetto a quella grafica.
Questa caratteristica riduce le potenzialità dell’opera nel senso che le molte suggestioni e gli spiragli su un mondo interiore particolarmente ricco e originale rimangono radicate nella componente grafica e poco più che allusioni lasciate all’intuizione del lettore, in quella verbale. Ma lo squilibrio tra il potenziale verbale e la resa grafica, quasi un’incompletezza, possiamo concederlo ad un’opera prima, e breve, di giovane autore che già dimostra un suo carattere e un grosso potenziale tecnico ed immaginativo.

Abbiamo parlato di:
Storielline
Batawp
Edizioni PeeShow, maggio 2014
48 pagine, spillato, colore – 10,00 €

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