Interviste

Il ritorno di PK: intervista a Lorenzo Pastrovicchio

PastroBlaster

Il ritorno di PK: intervista a Lorenzo Pastrovicchio - PastroBlaster nasce a Trieste nel 1971. Nel 1993 frequenta l’Accademia e nel 1995 inizia a disegnare storie e copertine per testate quali , Paperinik, Giovani Marmotte. Dal 1997 firma un buon numero di storie per PKNA, collaborazione che continua poi anche nelle due serie successive dedicate all’incarnazione più moderna di Paperinik.
Nel 2003 riceve il premio d’Oro, e successivamente presta la propria matita a numerosi episodi della serie Wizards of Mickey.
Negli ultimi anni si è fatto notare per aver disegnato diverse storie con Topolino protagonista, alcune tra queste scritte da Casty, dove ha sfoggiato un tratto influenzato da quello di Floyd Gottfredson. Sono da ricordare almeno le due storie del ciclo di DarkenBlot, dove ha contribuito allo sviluppo grafico del costume di Macchia Nera.
A luglio è su Topolino con Potere e potenza.Il ritorno di PK: intervista a Lorenzo Pastrovicchio - foto-3-e1405354789746
Proprio su Potere e potenza intervistiamo Pastrovicchio, che si occupa della parte grafica del grande ritorno di , per indagare sul lavoro che c’è stato dietro a questa importante storia.

Oltre ad aver disegnato la storia del ritorno di , ne sei anche un co-autore a tutti gli effetti insieme a Francesco Artibani. Qual è stato esattamente il tuo ruolo nella stesura della trama? Quanta intesa c’è stata tra voi due?
Intanto grazie per ospitarmi sul vostro sito, sono molto felice di potervi rispondere riguardo al mio lungo lavoro sul ritorno del nostro amato PK.
Riguardo il mio ruolo nella stesura della trama posso dire che tutto si è svolto telefonicamente. Si trattava di suggestioni che avevo in mente, pezzi molto sommari del tutto, intramezzati da dettagli a volte anche precisi e l’intesa che c’è stata tra me e Francesco direi che è stata fondamentale proprio in questo. Ci siamo sentiti ogni giorno per quasi due anni (povero Francesco).
Il ritorno di PK: intervista a Lorenzo Pastrovicchio - PK_Pastro-e1405286363455Tutto è cominciato con una mia telefonata, accompagnata subito dopo da una mail con i primi disegni del nuovo costume. Francesco come sempre stava lavorando su mille progetti, però trovò subito il tempo per mettersi a parlare con me su possibili idee e progetti futuri su PK… e non ha mai smesso di farlo da quel giorno. Ogni volta che mi veniva in mente qualcosa lui era sempre pronto, e si stava anche un’ora al telefono… sì, quasi ogni giorno, e pure nei weekend spesso! Questo tipo di “strano rapporto” :) è andato avanti praticamente fino alla fine dell’ultima tavola: si lavorava in simbiosi. Certo il gigantesco lavoro di Francesco è solo suo, infatti quando ho letto i soggetti ero commosso dall’energia creativa e dalla maniacale ricerca del dettaglio che lui si era imposto. Entrambi abbiamo lavorato molto, sapendo di dover alzare il nostro livello, abbiamo preteso tanto sia da noi che da chi ci ha affiancato, a scapito di sembrar dei rompipalle e forse un po’ lo siamo stati, ma eravamo molto determinati. Sicuramente l’energia che ci ha spinto a questa specie di autismo è stata il grande amore per questo personaggio, la sensazione di aver lasciato qualcosa di incompiuto, e forse la supponenza di credere che di un fumetto di questo tipo ce ne fosse ancora un gran bisogno. Fatto sta che eravamo tutti e due carichi e pronti a tutto pur di farlo!

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Sei stato uno dei disegnatori di punta di PK. Come ti sei trovato a ridisegnare personaggi che non ritraevi da anni? Hai trovato differenze nel tuo stile attuale rispetto a quello di allora?
In questi ultimi anni mi ero praticamente dedicato solo a Topolino (con grande passione tra l’altro), e stranamente storie del Paperinik “classico” (non di un altro universo ben’inteso) mi sono capitate molto raramente (forse un paio), quindi per me Paperinik/PK è questo, e non ho avuto nessuna difficoltà nel riproporlo. Gli evroniani mi son sempre piaciuti (soprattutto quelli muscolari!).
L’unico personaggio a cui ho dedicato più impegno è stato il Razziatore: non avendolo mai disegnato, ho cercato di mantenerne il più possibile lo stile originale (quello che gli aveva dato Claudio Sciarrone per intenderci) perché volevo ricreare quel senso di continuità con la prima serie. Secondo me era quello che i lettori appassionati si aspettavano. Stilisticamente rispetto a un po’ di anni fa credo di essermi “amplificato”, nel senso che di base son sempre io solamente che ho rafforzato i miei punti deboli dell’epoca, riuscendo a ottimizzare e a capire che tecnica usare a seconda dell’esigenza del progetto. Il miglioramento maggiore è sicuramente avvenuto a livello di regia, oggi meno intuitiva e più ragionata.

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In un bozzetto tra quelli condivisi in anteprima dalla pagina Facebook ufficiale, si vede Pikappa con un costume diverso da quello classico: quali studi e ragionamenti hai compiuto per arrivare a delinearne il design?
Solitamente in questi casi non ci penso molto, vado d’istinto o a ispirazione. Per il nuovo costume mi c’è voluto relativamente poco, e sinceramente non saprei dire da dov’è giunta l’ispirazione. Sicuramente tutte le mie letture supereroistiche e manga hanno le loro colpe, ma la cosa fondamentale per me era renderlo più “serio”, più hi-tech. L’idea era che vestisse lo scudo Extrasformer più che indossarlo…. Il ritorno di PK: intervista a Lorenzo Pastrovicchio - image-2-e1405288085529Volevo renderlo più forte, più veloce, capace di affrontare dei supernemici in prima persona, senza la necessita di essere nascosto dentro ad un esoscheletro o un robot. Insomma, la tecnologia va avanti, mi sembrava fondamentale fargli fare uno step in più. Come potrete vedere nella storia pure la colorazione del costume non sarà casuale, variando a secondo della situazione in cui si trova, come a seguire l’umore di PK o per avvertirlo del pericolo. L’unico dubbio era sull’amato/odiato berretto da marinaio: più volte si era provato a toglierlo (per dargli maggior serietà diciamo) ma col costume classico sembrava sempre che gli mancasse un pezzo… ecco, credo che graficamente il nuovo costume non deluderà neanche in questo!

Un altro paio di bozzetti pubblicati sempre sulla pagina Facebook mostrano anche un nuovo mezzo di trasporto che il Papero Mascherato adotterà nel corso della storia: quali ispirazioni, esigenze di trama e idee sono alla base di quella strana moto? Per visualizzarla, quanto hai guardato all’aspetto della celeberrima PiKar?
A me la vecchia PiKar è sempre sembrata (lo so che per molti sto per dire una bestemmia) uno scarpone! Aveva delle soluzioni interessanti sopratutto al retrotreno, il motore era molto bello, ma per il resto per quanto mi impegnassi avevo sempre molte difficoltà a renderla dinamica. Quindi ho colto la palla al balzo per inventarmene una nuova, che assolva comunque a tutte le funzioni della vecchia, ma con più stile! Ho cercato di riprendere sul muso la forma dei radiatori originali uniti alla mascherina nera della vecchia PiKar, ma per il resto il fattore di trasformazione mi piaceva molto, mi dava la possibilità all’occorrenza di disegnare mezzi diversi pur rimanendo la stessa… il mecha-design è una mia piccola fissa, mi dispiace ;) .

Il ritorno di PK: intervista a Lorenzo Pastrovicchio - foto-1-e1405288178868Quanto tempo hai impiegato per realizzare tutte le 162 tavole della storia?
Cinque mesi esatti, weekend compresi. Lo so, fa impressione, ma in realtà c’è stato un lungo periodo di avvicinamento e di preparazione. Sapendo che quando si lavora su questi progetti a volte c’è il rischio che tutto subisca una brusca accelerazione, mi ero preparato per tempo, e quando l’accelerazione c’è stata, ho dovuto fare una scelta: o fare tutto da solo (matita e china) rinunciando purtroppo ad un po’ di qualità, o farmi aiutare con l’inchiostrazione. Non è facile in questi casi per me affidarmi a un altra persona, ma Simone Paoloni era la persona adatta. Senza di lui non ce l’avrei mai fatta a consegnare in tempo, o almeno non con questa qualità. Ha ripassato tre quarti della storia, sempre sotto la mia supervisione. Infatti è praticamente impossibile in riduzione distinguere le nostre mani. Questo è anche dovuto al fatto che qua e là aggiungevo e personalizzavo, e le tavole più “gustose” me le sono tenute per me. Quindi non sono state inchiostrate del tutto consecutivamente, rendendo il tutto più armonioso. Resta il fatto che Simone ha fatto un ottimo lavoro, interpretando al meglio il mio tratto, e credo collaboreremo ancora spesso insieme.

Il ritorno di PK: intervista a Lorenzo Pastrovicchio - foto-2-e1405288391149Camera Omega: la Ducklair Tower non smette mai di stupire! A cosa ti sei ispirato per rappresentare graficamente questo nuovo livello del vecchio rifugio di Pikappa?
Oramai della Ducklair Tower si era visto tanto, e stupire non era cosa facile. Anche qui con Francesco ne abbiamo parlato tanto, abbiamo convenuto che si doveva cambiare stile, ma cosa potevamo metterci in questa sala Omega? Un giorno stavo spaccando un mio vecchio pc, cosi per curiosità, e mi sono accorto di quanto vuoto fosse questo scatolone…. E così anche la sala Omega, cuore più profondo e nascosto della D.T., doveva essere vuota e fredda, almeno in apparenza, per poi in realtà nascondere moltissimi segreti. Mi piaceva che desse l’idea delle fondamenta stesse del grattacielo, e che questa verticalizzazione verso il basso così estrema la rappresentasse in negativo. Volevo che Pikappa si trovasse di fronte a questo abisso personale per cercare di ritrovarsi, doveva dare un senso di protezione ma anche generare delle sensazioni un po’ claustrofobiche. Pikappa doveva avere una nuove base per questa avventura, e mi sembra che questa abbia il “carattere” giusto.

Il ritorno di PK: intervista a Lorenzo Pastrovicchio - foto-e1405288479194Considerato il formato di Topolino, come hai giocato nella gestione della pagina? La struttura delle tavole riesce a decostruire la griglia in modo funzionale come accadeva in PKNA, nonostante il nuovo spazio?
Anche in questo caso con Francesco abbiamo fatto diverse prove, e ne abbiamo parlato molto anche con la redazione che un po’ preoccupata, in realtà, lo era. La difficoltà per l’appunto stava non solo nella riduzione del formato ma nello stile. Sarebbe stato facile e molto attraente per me divertirmi con soluzioni grafiche più estreme, ma già la storia aveva uno livello narrativo più adulto, quindi mi sono tenuto con uno stile molto pulito e “rassicurante”. Così anche per chi di PK non conosceva nulla, non ci sarebbe stato quel senso di stacco cosi forte, e su Topolino non si voleva farlo sentire troppo come un corpo estraneo. Così più che stupire con tavole dalla griglia estrema e magari meno leggibili per il profano ho preferito una costruzione più classica a vantaggio della narrazione. Ci tenevo che il lettore non si perdesse nemmeno un passaggio della fantastica sceneggiatura scritta da Francesco, questo era prioritario!

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In fase di strutturazione delle tavole, la realizzazione grafica è stata pensata anche in vista di una probabile futura raccolta della storia in volume, magari con dimensioni comic book?
Assolutamente sì.

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Tavola inedita dal primo episodio di “Potere e potenza”

La nuova mise di Odin Eidolon: come l’hai pensata? Perché hai scelto quell’aspetto? Che ragionamenti grafici hai compiuto per coniugare l’eleganza del personaggio con la praticità di un capo ribellione?
Be’ il suo aspetto autoritario mi ha aiutato molto, il suo portamento da leader ben si adattava a un costume da battaglia.
Tecnologicamente ho optato su un genere steampunk perche volevo che ben si distinguesse dalla tecnologia evroniana e da quella minimal della D.T. Doveva dare l’impressione di essere una tecnologia “povera”, da ribelli o da sopravissuti se volete. Quindi di conseguenza anche la tuta corazzata di Odin doveva rispecchiare questo stile.

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Tavola pubblicata – 1

Super evroniani: già visualizzati da Alessandro Barbucci in Ritratto dell’eroe da giovane, quanto ti sei ispirato a quei disegni e quanto hai rielaborato la versione ipertrofica degli alieni viola?
Mi piaceva l’idea di creare un immaginario filo conduttore con quella storia, che era di fondamentale importanza per la nostra continuity. I finti super evroniani utilizzati nell’Eroe da giovane mi sembravano adatti allo scopo di ricreare quel genere di clima…. e poi chissà che Grrodon con le facoltà superiori evroniane non
abbia in qualche modo influenzato il loro design…

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Tavola pubblicata – 2

Ora che Pikappa è tornato, e su Topolino, quale pensi che sia il destino nell’immediato delle storie del classico Paperinik?
Penso che potranno coesistere tranquillamente, magari le storie con il Paperinik classico saranno meno frequenti, ma non è mai stato un problema questo. È giusto dare ai lettori anche avventure classiche, poi la loro destinazione sarà gestita dalla redazione.

Lo spazio, le astronavi, i personaggi storici di PKNA o il futuro apocalittico? Quale di queste situazioni ti ha gasato maggiormente ritrarre?
Il futuro apocalittico indubbiamente! Fosse stato per me la storia l’avrei ambientata il più possibile lì…. Mi hanno sempre fatto impazzire le ambientazioni con quelle atmosfere.

La lunga lavorazione della storia ti avrà fatto realizzare decine e decine di bozzetti: hai voglia di condividerne due o tre particolari?
Sì, certo. Ti invio un po’ di disegni e bozzetti, e anche una tavola inedita del primo episodio, già colorata da Max Monteduro, che i lettori possono confrontare con la versione definitiva presente nella storia pubblicata.

Intervista realizzata via mail il 06/07/2014

 

 

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