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Il fenomeno PK, da “PKNA – Paperinik New Adventures” a oggi

Il fenomeno PK, da "PKNA – Paperinik New Adventures" a oggi - pkfanzine

Fin da quando la notizia è trapelata, il ritorno di ha catalizzato l’attenzione di molti appassionati.
I dettagli sono emersi col tempo, fino ad arrivare alla storia effettiva (Potere e potenza, di Francesco Artibani e Lorenzo Pastrovicchio) serializzata in quattro episodi su Topolino nn. 3058, 3059, 3060, 3061 di questo luglio 2014.
Ma al di là delle discussioni sull’opportunità o meno di pubblicare il ritorno di sul settimanale disneyano, sui timori che non si rivelasse all’altezza e sugli argomenti che sarebbero stati trattati in questa nuova avventura, la notizia fondamentale era proprio il ritorno del vero in nuove storie originali.

Il fenomeno PK, da "PKNA – Paperinik New Adventures" a oggi - 13003387Ma per capire i motivi alla base di questa fibrillazione di massa, occorre fare un veloce salto indietro nel tempo, precisamente nella seconda metà degli anni ’90.
Il 1996 infatti segnò la nascita del primo magazine spillato , PKNA – Paperinik New Adventures, dedicato proprio all’alter ego mascherato di . Nato come un esperimento azzardato, diede presto ragione a chi lo aveva supportato, e già nell’anno successivo aveva iniziato ad assumere contorni da fenomeno di massa.
Il segreto stava negli ingredienti che furono utilizzati, a partire proprio dalle storie a fumetti. Le avventure contenute in PKNA si distinguevano infatti da quelle classiche di Paperinik sotto moltissimi punti di vista: le tematiche diventavano dichiaratamente fantascientifiche, i nemici dell’eroe avevano un appeal e un livello di pericolosità maggiori, gli alleati erano ambigui e la profondità di alcune sceneggiature toccava vette di lirisimo notevoli, arrivando a parlare del concetto di morte, seppur per allusione, proprio come nel primo episodio della nuova avventura.
Graficamente, poi, si diede modo a molte giovani leve disneyane di sperimentare, rompendo la rigida gabbia di Topolino e caratterizzando fortemente e con carica innovative le linee del disegno di personaggi e ambienti.

Tutte queste influenze e cariche innovative, visibili fin dall’aspetto esteriore della rivista (formato e copertina), ebbero la funzione di attirare i lettori che magari avevano abbandonato o stavano abbandonando il fumetto , restando però nel “mondo delle nuvolette” come appassionati di supereroi Marvel e DC o come fan dei manga.
Il fenomeno PK, da "PKNA – Paperinik New Adventures" a oggi - OdinLa figura di Paperinik, viceversa, funzionò da richiamo per i lettori che già conoscevano il fumetto Disney, e che nel supereroe mascherato riconoscevano comunque un simbolo di disneyanità immutabile, effettivamente insita nella serie.
PK non era un prodotto anti-Disney o extra-Disney, non lo voleva essere e non lo è mai stato. PK era la voglia di indagare sulle infinite possibilità che questi personaggi e questo universo narrativo custodiscono in sé, sempre con uno sguardo alla tradizione. PK piaceva non perché è alternativo al Paperinik classico, ma perché ne era la sua evoluzione in chiave fantascientifica e “cyber”, in un contesto – quello del finire dell’ultimo decennio del ‘900 – in cui l’attenzione e la sensibilità dei giovani tra i 15 e i 40 anni per l’informatica e la tecnologia era alle stelle, preludio di un futuro non molto lontano in cui si sarebbe avverato di tutto e di più, sotto questo profilo.

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Continuity e community

Il fenomeno PK, da "PKNA – Paperinik New Adventures" a oggi - Action-HeroQuesto modo di intendere e di realizzare le storie a fumetti di PKNA, quindi, aveva avuto il modo di attirare un vario campionario di lettori. Ma sarebbero rimasti? Due furono i modi per fidelizzare il pubblico: prestando attenzione alla continuity delle storie e accudendo il senso di community nei lettori.
Le storie di PKNA, al contrario di quelle Disney classiche in cui – salvo alcune significative eccezioni – non sopravvive la memoria di quanto accaduto in passato, erano strettamente correlate tra loro, e gli effetti degli eventi su Pikappa, nemici e alleati si riverberava nei numeri successivi, stabilendo continuamente nuovi status quo che contribuivano a creare una narrazione credibile e coerente. I lettori si affezionavano ai destini dei personaggi, e volevano vedere quali evoluzioni avrebbero attraversato; nel contempo i seguaci dei comics supereroistici americani ritrovavano un mood narrativo a loro familiare.

Il fenomeno PK, da "PKNA – Paperinik New Adventures" a oggi - PKMailCome contrappunto al fumetto, il mensile ospitava varie rubriche, molte delle quali aprivano spesso un canale privilegiato e diretto con i lettori. Lo spazio della posta, per esempio, divenne un luogo in cui pubblicare le lettere e le mail più assurde, fornendo risposte a tono e spesso schernendo i lettori che si dimostravano troppo nerd o che si prestavano a farsi prendere in giro. Ma col tempo vennero anche istituiti dei concorsi per premiare i lettori che avevano il coraggio di prestarsi a prove spesso imbarazzanti o demenziali. Tutto questo contribuiva a cementare quel senso di appartenenza quasi settario in cui il pubblico poteva riconoscersi. Il risultato fu un mix tra passione comune e atmosfera amicale e comunitaria che di lì a poco avrebbe trovato un’esistenza più vasta e variegata nei forum tematici del web 2.0.

Questo breve excursus riesce forse ad evidenziare, quindi, perché, anche a 12 anni dalla fine della seconda serie (senza contare la terza, un reboot di quanto visto sino ad allora generalmente mal sopportata dai fan della prima ora), la notizia di un ritorno di PK ha scatenato grandi reazioni sulle più disparate piattaforme web di discussione.
Tutto quanto traspariva da comunicati e mezze frasi faceva intuire l’impegno della redazione nel promuovere questa nuova storia, così come la natura del progetto di Artibani e Pastrovicchio che, a differenza del divertissement citazionista rappresentato da Universo PK, si sarebbe occupato di riprendere le fila del racconto da dove si erano interrotte.
Segnali che non potevano lasciare indifferenti le migliaia di pkers in paziente attesa, e che di fatto non li hanno lasciati indifferenti: sia che avessero continuato a seguire il fumetto Disney, sia che si fossero dedicati ad altri comics e sia che non seguissero più attivamente la nona arte, stando a quanto si può leggere su diversi forum e social network il 2 luglio 2014 i vecchi lettori di PK sono andati in edicola a comprare il n. 3058 di Topolino, per leggere Potere e Potenza.

2 Commenti

2 Comments

  1. Andrea Bramini

    Andrea Bramini

    24 luglio 2014 a 17:41

    Ciao Annarita.
    Innanzitutto ti ringrazio molto per i complimenti al pezzo :)
    Per quanto riguarda la tua domanda, le storie Disney si possono leggere a qualsiasi età. E sicuramente 7 anni è un’età adattissima per iniziare o per sviluppare la lettura di questo tipo di fumetto :)
    Puoi comprare senza timori il settimanale “Topolino”, per esempio, che contiene storie nuove con protagonisti tutti i personaggi del cast disneyano, ma anche qualunque altro mensile che offre ristampe di storie pubblicate negli anni scorsi sul settimanale. Ce n’è per tutti i gusti, in questo caso, da “Paperino” che pubblica solo storie con i Paperi a “Paperinik Appgrade” che pubblica le avventure dell’identità segreta di Donald Duck, da “I Grandi Classici Disney” che ristampa storie degli anni ’50, ’60, ’70 e ’80 a “I Classici Disney” che ospita avventure dagli anni ’90 a quelli più recenti.
    La narrativa disneyana è amplissima e variegata, e per capire su cosa orientarsi puoi basarti sui gusti della tua bambina: generalizzando, forse non ti consiglierei PKNA perché solitamente i supereroi sono più appannaggio dei maschietti, ma magari invece lei ha mostrato interesse per il genere e PK potrebbe essere proprio il modo giusto per darle quel tipo di storie, ma senza le componenti più “forti” presenti nei fumetti di questo tipo Marvel o DC e di cui PK è ovviamente privo, rientrando sempre nelle regole narrative del fumetto Disney, che ha chiaramente un occhio di riguardo per i più piccoli.

    Spero di essere stato esaustivo e di aiuto, nel caso tu voglia approfondire qualcosa chiedi pure :)
    Ciao, e grazie ancora per il tuo commento!

  2. Annarita

    24 luglio 2014 a 12:34

    Ciao Andrea,
    bell’articolo! Da che età si può leggere Paperino in generale e PKNA?

    La mia piccola di quasi 7 anni ama leggere topolino e volevo comprarle uno per l’estate.

    Altrimenti, mi sai consigliare altri fumetti più per bambini?

    Grazie
    Ciao

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