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L’apocalisse a portata di mano: Prometeo e il ritorno di Christopher Bec

Ritorna per la quarta volta la collana Fantastica edita con il primo, apocalittico, volume della nuova fatica di Christopher Bec: Prometeo. Diviso in cinque pubblicazioni cartonate, dopo gli iniziali due capitoli della prima uscita in cui si occupa sia della sceneggiatura, che dei disegni, il maestro francese decide di avvalersi della collaborazione di un cast di colleghi, di cui già possiamo saggiare l’elevata caratura artistica grazie alla mano dell’italianissimo , il primo a partecipare ai lavori.L'apocalisse a portata di mano: Prometeo e il ritorno di Christopher Bec - PRIMAn

Com’è intuibile dall’altisonante titolo, l’opera carica se stessa e il lettore di grandi aspettative, specie considerati i temi apocalittici e la coinvolgente sceneggiatura che ci accompagna nella lettura e che trova spazio anche per citazioni del tragediografo greco Eschilo. Punto forte del fumetto è la straordinaria tensione narrativa che si va a creare, affiancata poi da un’angoscia e da una paura dell’ignoto che sono il risultato dell’intricata trama, della visione di alcune illustrazioni mozzafiato e delle scelte calde di coloratura per i disegni.

Demolire le certezze è l’obiettivo che si può definire il “filo rosso” del tutto, che unisce i primi tre capitoli editi in Italia e che soprattutto ha origine in un orario ben definito: le 13:13 UTC, ovvero l’una e tredici minuti del fuso orario di riferimento per tutto il mondo. A quel preciso scoccare d’orologio, infatti, a partire dal 21 Settembre 2019, si verificano inquietanti e apparentemente inspiegabili disastri su scala mondiale, dalla sparizione di un intero shuttle americano e del suo equipaggio, all’interrompersi degli orologi atomici, dai migliaia disastri aerei, a una New York amputata del suo quartiere più celebre, Manhattan, causa una pioggia di satelliti. L’autore transalpino, quindi, pone il lettore dinnanzi a una situazione semplicissima, e per questo anche molto agghiacciante: quando tutta la millenaria conoscenza umana non basta a spiegare ciò che ti circonda e che credevi d’avere saldamente in pugno, quanto
distante appare il baratro?

L'apocalisse a portata di mano: Prometeo e il ritorno di Christopher Bec - SECONDAn

Su questa linea narrativa, Bec delinea e dà forma al tema principale del fumetto, che è il parallelismo, la coralità. Come un canto gregoriano, l’autore ci pone su più livelli temporali e geografici, partendo da una spedizione spagnola del 1513 nel Nuovo Continente, presentandoci poi la realtà del 2019, e balzando indietro ancora una volta per mostrare un Prometeo che racconta, incatenato a una montagna, o a un orologio come in copertina, i patimenti della punizione inflittagli da Zeus.

Mostrando una grande attenzione ai particolari, oltre che una dedizione alla ricerca storico-archeologica, Christopher Bec ci fa districare tra congetture, bufale, complotti e grandi trovate narrative. Ma soprattutto, lungo le centoquaranta pagine di illustrazioni, comincia anche a proporci una soluzione all’enigma delle stragi. L’opera, in effetti, ha anche un sottotitolo: “Esogenesi“, letteralmente “nascita al di fuori”. Una teoria, questa, che ipotizza la nascita dell’umanità al di fuori della Terra e con cui verranno a contatto tutti quei personaggi che nel fumetto sono alla ricerca della verità.

La risposta più affrettata, quindi, più ovvia e forse per questo veritiera, è proprio quella che già dalla terza pagina echeggia nel lettore: alieni. La componente fantascientifica dell’opera balza subito all’occhio sin dall’inizioL'apocalisse a portata di mano: Prometeo e il ritorno di Christopher Bec - TERZA_n, ma come si spiega, allora, la scelta di coniugare al classicismo greco astronavi ed extraterrestri?
Ecco quindi che ritorniamo alla sopracitata idea di parallelismo, e il titolo e la scelta di riprendere il mito di Prometeo sono un preciso indizio. Si narra infatti che Prometeo, incurante delle conseguenze, rubò qualche favilla di fuoco dall’Olimpo, per donarlo agli uomini brancolanti nel buio e per renderli poi ciò che vedremo nel 2019. Per quest’azione, il celebre titano venne condannato a soffrire per l’eternità il dolore di un fegato strappato via a morsi da un’aquila non appena esso si fosse rigenerato. Allo stesso modo, l’umanità è condannata, allo scoccare delle 13:13, a patire gli stessi dolori. E il motivo è semplice e sempre lo stesso: essere andati contro una legge superiore alle proprie possibilità, per dunque piombare nella greca e celebre hýbris (letto “iubris” e traducibile con “tracotanza”).

Chi è Prometeo nella storia di Bec, dunque? Il punitore o il punito? Quanto di lui e del suo mito ritroviamo negli alieni di cui l’umanità ha nascosto le tracce per secoli e secoli? Quegli stessi alieni che in silenzio ci osservano, orbitando poco più su della nostra testa, e trasformandosi ora in studiosi che fissano curiosi un branco di formiche che si affanna nel proprio vivere, ora in annoiate divinità che si sollazzano alle nostre spalle dopo averci concepiti quasi per gioco.

In chiusura del primo volume, inoltre, ciò che più evidentemente lascia le proprie orme nel lettore è la grande quantità di sottotesti e l’immensa, oltre che accattivante, rosa di possibilità da vagliare nell’evoluzione della trama. Nell’attesa di leggere il resto della storia, Bec lascia saggiamente molto su cui riflettere e su cui indagare, preparando il terreno per i prossimi possibili colpi di scena.

Abbiamo parlato di:
Prometeo – Esogenesi, Vol. 1
Christopher Bec,
, 2014
140 pagine, cartonato, colore – 14,99 €
ISBN: 9788877598646

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