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Sinestesie – Fumetti in tutti i sensi

Sinestesie - Fumetti in tutti i sensi - immagine1-1521 offre un segnale importante con questa sua prima pubblicazione editoriale a fumetti (anche se difficilmente diventerà un appuntamento fisso, ma speriamo comunque non isolato): il segnale di una attenzione particolare al territorio e di una presenza e una attività non limitata al periodo della mostra vera e propria, ma costante e viva (e’ troppo chiederlo anche ad altre mostre?).
L’iniziativa di Sinestesie – Fumetti in tutti i sensi, patrocinata dal Comune di Napoli (cui va altrettanto plauso per il sostegno al Comicon), nasce all’interno delle iniziative del Maggio dei Monumenti, proponendosi quindi come episodio non fine a se stesso, ma anzi inserito all’interno del panorama culturale e storico della splendida città partenopea.

Con questo volume, che si presenta in una buonissima edizione, con carta più che soddisfacente ed una grafica semplice e piacevole, viene colta inoltre l’occasione per dare spazio ad alcune “giovani leve” fumettistiche del napoletano e di tutta Italia: autori noti e meno noti di quel panorama ancora in parte sommerso, comunque poco conosciuto ma dal potenziale sicuramente grande, del fumetto italiano. La composizione degli autori scelti non è causale, ma segue il tema dell’antologia, che ruota intorno ai cinque sensi: infatti a rappresentarli, cinque autori del napoletano, , Pako Massimo, , Gianfranco Giardina per i testi di Stefano Perullo, Dada’, cinque dal resto dell’Italia, , , , Maria Pezzedi e , più a rappresentare il sesto senso (scelta quanto mai azzeccata).
Il tema, i cinque sensi e come essi ci legano al mondo rendendocene partecipi, permette agli autori di giocare sul filo della poesia e delle sensazioni. Una panoramica interessante di diversi stili e sensibilità ben assortiti, a dimostrazione di un progetto curato, nonostante i tempi piuttosto stretti di realizzazione.

Volendo citare alcuni autori, senza nulla togliere agli altri, sono particolarmente interessanti alcune prove: Alessadro Rak, il cui tratto mostra altre potenzialità dopo la bella prova di Ark, dimostrando grandi capacità comunicative; Dada’, illustratrice dotata di un tratto pieno di grazia e incanto; , che si presenta con una storia ed un tratto semplici e dolci; inoltre, Rosenzweig (con il suo inseparabile alter ego Davide Golia), Ribichini e Morri, sono autori che non scopriamo certo adesso, ed il cui apporto dona ancora più prestigio all’opera. Infine, come non segnalare la prova d’esordio come sceneggiatore per Stefano Perullo, nome noto della critica fumettistica ma soprattutto nostro amico?
A voler fare le pulci, è un peccato la stampa troppo scura di alcune tavole, come quelle di Pako Massimo e di Giardina, e si avverte come il pur bravo Spataro sia meno a suo agio con un tratto realistico rispetto alle sue prove satiriche. O ancora, la maggior parte delle storie mostra uno scarso collegamento con la città di Napoli, che pure sarebbe stato naturale sfruttare.

Ma sono comunque peccati veniali, per un volume non solo valido in se’, ma anche per l’idea, per l’importanza del contesto culturale in cui è nato, e per la serietà degli organizzatori.

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