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Watchmen – Sotto la maschera

di e Dave Gibson
I classici del fumetto serie oro #26 – 6,90euro
Ricordate la ? Il pianeta diviso in due, il mondo cosiddetto occidentale da una parte e i regimi comunisti dall’altra? Ricordate la paura, l’idea che la vita sulla Terra potesse sparire in un fungo enorme, a causa della pressione di un semplice tasto da parte di un semplice uomo? Ricordate “Il Dottor Stranamore” di Kubric? e’ la . Ed ecco i cartelli dappertutto che recitano “la fine è ora”, ecco lo stato di polizia e la libertà ridotta in nome della tutela della democrazia. aveva iscritto a fuoco nella sua coscienza gli anni di politica reazionaria della sig.ra Tatcher, aveva negli occhi l’ironia televisiva fintamente rassicurante di mister Reagan. Dopo il monumento anarchico che è stato V for Vendetta (in coppia con ), Moore ci ha posto di fronte a un’altra domanda: “Chi controlla i guardiani?” L’essenza di è politica, come forse lo è l’essenza di ogni opera importante, capace di raggiungere le coscienze di chi legge, di marcare un segno. Restituisce un punto di vista maturo, non didascalico e vivo di un mondo e di un tempo che mai come in questi anni sembra essere tornato. Tutti i giorni, oggi come allora, facciamo i conti con la paura. E con la morte del “Comico”. è una storia universale che utilizza il linguaggio fumettistico più conosciuto dagli americani, quello dei supereroi. Ne utilizza i personaggi trascendendo il genere, trasformando quelle icone per lo più infantili in archetipi, in simboli riconoscibili e comprensibili per il mondo intero. Ma la forza di quei personaggi, la loro universalita’, non sta nella loro somiglianza al Pantheon delle divinita’, come ad esempio nella quasi contemporanea “Il ritorno del cavaliere oscuro” di Miller. Sta nella loro fragilità tutta umana, nei loro dubbi e nelle loro incertezze. L’identificazione del lettore, spaventato e in balia di forze più grandi di lui, fu immediata. Proprio come oggi. Ci sono figure indelebili e capitoli indimenticabili, in Watchmen. C’e’ la lucida follia di Rorschach, c’e’ la fredda razionalità di Ozymandias, e c’e’ quella stupefacente opera di genio che è la narrazione della vita del Dottor Manhattan, che dimostrano un controllo della tecnica narrativa e del linguaggio Fumetto da lasciare senza fiato. Moore, da “regista” perfezionista qual e’, ha condotto ogni inquadratura, ogni scena, ogni sequenza di quest’opera grandiosa, con una sceneggiatura al limite del maniacale, lasciando al disegnatore il compito di dar vita al tutto, di dare forma e dimensione al fiume di parole e di bozzetti dello scrittore britannico. Il risultato è il connubio artistico più importante e riuscito del fumetto americano che, per molti versi, resta ancora insuperato. (Guglielmo Nigro)

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