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Blueberry – Il tesoro dei confederati

Blueberry - Il tesoro dei confederati  - immagine1-2297di Jean Michael Charlier e
I classici del fumetto serie oro #25 – 6,90euro
Questo volume si dimostra, già dopo poche pagine, come uno dei migliori della collana. Blueberry è un antieroe per molti versi classico, per questo intrigante, capace di conquistare il lettore con poche, sferzanti, battute e con quell’aria da duro, da eroe del cinema (non a caso il suo è il volto di Jean-Paul Belmondo). Charlier, creatore del personaggio, tesse in questa mini-saga una trama complessa, non banale nelle sue variazioni sul tema, nella quale compaiono tutta una serie di situazioni e ambientazioni tipiche della tradizione western. Al fianco del protagonista scorrono personaggi e comparse simpatici e ben caratterizzati. Il ritmo del racconto è alto, e non risente affatto dei lunghi dialoghi o delle didascalie disseminate tra le vignette. Una storia che, a cavallo degli Stati Uniti e del Messico, mette l’ex-tenente Mike S. Donovan, meglio conosciuto come Blueberry, sulle tracce di un tesoro che fa gola a molti. Non mancheranno inseguimenti, sparatorie, tradimenti, saloon, deserti, prigioni, banditi, in una ricchezza di elementi e comparse che solo a tratti rischia di confondere il lettore, sapientemente ricondotto sui binari della trama principale dai corposi riassunti presenti all’inizio di ogni capitolo, ovvero di ogni episodio. Altrettanto gratificante il lato grafico, che permette di apprezzare due anni di evoluzione del tratto di Jean Giraud, conosciuto forse maggiormente nella sua altra “identità artistica”, sempre ben distinta, di . Se quasi stupisce trovare un autore che ha fatto del non-canonico e della narrazione fuori dagli schemi il suo marchio di fabbrica, alle prese con un genere e una sceneggiatura molto classica e regolare non meraviglia affatto l’alto livello qualitativo dei disegni, che nel corso della pagine si ripuliscono un po’ nei tratteggi avvicinandosi in alcune parti, specie nelle figure femminili, alla linea chiara più pura. Le tavole di Giraud, piene zeppe di segni e di particolari, risultano purtroppo penalizzate dalle dimensioni ridotte del volume, che hanno rimpicciolito forse più del necessario, visto il bordo bianco rimanente, gli albi originali. Difetto che compromette anche la vista dei lettori per un lettering fitto e troppo piccolo. Altro difetto non da poco riguarda la scelta delle storie: se la saga è appassionante e viene presentata fin dal suo inizio, viene pero’ interrotta lasciando molte trame in sospeso: Non è la prima volta che succede in questa collana. Un’impostazione discutibile e che si dovrebbe cercare di evitare in ogni modo. Come se la caverà Blueberry in questa sua ennesima avventura, braccato dalla legge per colpe non sue? A chi non riuscisse a contenere la curiosita’, non resta che aspettare le ristampe di , oppure, cosa più veloce, cercare nei mercatini o su Ebay i volumi che uscirono quasi 20 anni fa per le Edizioni Nuova frontiera, e più precisamente Naso rotto, La lunga marcia, La tribu’ fantasma, L’ultima carta, La fine della pista. Ne vale certamente la pena, nonostante il prezzo non sempre popolare. (Ettore Gabrielli)

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