BreVisioni

Il comandante Mark:Il risveglio della mummia – I Classici di Repubblica Serie Oro #24 – 6,90euro

Buttando un occhio alle ultime pubblicazioni “Serie Oro” di Repubblica, e paragonando le produzioni italiane e quelle americane, ci si accorge subito di un particolare: nel secolo appena trascorso gli Stati Uniti hanno puntato sui supereroi almeno tanto quanto l’Italia ha puntato al Western. Complice certo anche il cinema e un’incredibile “voglia d’America” post-bellica, ce lo siamo ritrovato proprio in tutte le salse e ambientazioni. Oltre al già citato Zagor, questo Comandate Mark ne è la riprova. Nato da un trio già celebre all’uscita della serie, l’EsseGesse (chi ha cominciato a leggerlo all’epoca della sua uscita non potrà dimenticare che nella pubblicità del famoso comandante presente sul retro degli altri albi Bonelli il nome del trio Sinchetto-Guzzon-Sartoris era quasi più grande del nome del protagonista), il personaggio arriva al pubblico già forte di due prove d’autore che ne avrebbero caratterizzato l’intera produzione: Capitan Miki e Il grande Blek. In queste storie l’ambientazione Western è vagamente rivista nel tempo: ci troviamo in America, tra il 1776 e il 1783, in piena guerra d’indipendenza, molto lontani dal west di frontiera del capostipite . La storia di questo albo, riporta alla luce un tipo di narrazione tipico dell’epoca, diretto e deciso, quasi teatrale. I box stanno scomparendo, quello che si vede è quello che accade e non ha bisogno di descrizione. Il parallelo con la storia di Zagor pubblicata nella stessa serie è quasi insostenibile: cio’ che nelle storie dell’eroe della foresta di Darkwood ha bisogno di diverse pagine per essere raccontato, qui si sintetizza in poche vignette. E’ forse per questo che il famoso trio andava così forte: il lettore sapeva che la lettura dei loro albi mai sarebbe scaduta nella noia o nella non comprensibilita’, anche perché, pur mancando vere e proprie sequenze d’azione, la (quasi) totale assenza di campi lunghi non permetteva mai d’ abbandonare la centralità della scena, facilitandone il coinvolgimento del lettore. Certo, è un fumetto d’altri tempi e forse oggi le regole sarebbero diverse, pero’ rimane un buon prodotto che è stato un importante tassello nella storia del fumetto popolare italiano (Fabio Postini).

Clicca per commentare

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Lo Spazio Bianco: nel cuore del fumetto!

Inizio