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Doom Patrol #5-6

di e Doug Hazlewood
– 32 pag, spill, col. – 2,50$
Quante polemiche ha suscitato questa serie prima del suo esordio! La famosa Doom Patrol che, grazie alla mente di , negli anni ’80 è stata una delle serie più innovative e strane del fumetto statunitense, riparte con continuità azzerata (ovvero annullando le storie dell’autore britannico) sotto le mani di John Byrne, l’autore più “bollito” degli ultimi anni. Byrne è ormai agli occhi dei fan l’autore in declino, senza più idee e ancorato a uno stile ormai superato. Eppure, a sorpresa, dopo 4 numeri divertenti, ma non certo eccelsi, i due successivi dimostrano che il vecchio canadese ha ancora stoffa. Niente di rivoluzionario e niente di lontanamente paragonabile al lavoro di Morrison, sia chiaro. Si parla di storie classiche, ma solide, ben condotte e ben disegnate. Il tema portante sono le battaglie clandestine tra cyborg, allestite per far divertire degli uomini ricchi e senza scrupoli. Steel, l’androide della Doom Patrol, si ritrova nel mezzo per investigare. Le conseguenze sono appassionanti e aperte a possibili sviluppi nei prossimi numeri. Un buon esempio di classica narrazione supereroistica, insomma. Come un tempo, Byrne si dimostra abile a gestire gruppi strani e pieni di problemi. Speriamo che abbia ingranato per davvero (Guglielmo Nigro).

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