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“L’isola senza sorriso” di Enrique Fernandez: un viaggio di ritorno e andata

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"L'isola senza sorriso" di Enrique Fernandez: un viaggio di ritorno e andata - 014Perché sei qui?

È la domanda senza posa che si ripropone, da sempre, insolente e prepotente a chiunque porti nel cuore un dolore, pur piccolo.

Perché sei qui?

Con la memoria, con il cuore, perché ti isoli, ti auto infliggi la prigionia fissando nel tempo momenti dolorosi e non ti sforzi di sollevare lo sguardo per andare avanti?

Queste righe non vogliono essere il tentativo di una seduta psicoanalitica, bensì il tentativo di focalizzare al meglio il tema centrale de LIsola senza Sorriso di Enrique Fernandez del 2009, edito da per la collana Tipitondi.
Perché sei qui?  è la domanda che si pone il geologo protagonista della storia Dean Milander sbarcato sull’isola di Yulkukany per eseguire dei rilevamenti.
Yulkukany, come tutte le isole del mondo, è un luogo sospeso nel tempo e nello spazio: isolata per natura qui il tempo sembra scorrere in maniera differente. La morfologia del luogo è in bilico tra il ritratto di un profilo mediterraneo e uno più fantasioso che non ne definisce i confini.
Un bosco, delle montagne, prati immensi, costituiscono gli scorci suggestivi di un luogo al quale il nostro geologo non riesce ad abbandonarsi; quelle che vede, per lui, sono semplici pietre, quelli in fondo solo piante d’alto fusto e non c’è nulla – secondo la sua coscienza – che non possa essere misurato o imbrigliato in una equazione.
E poi c’è lei, l’altra protagonista della vicenda, Eleanor Mise Yukinde –la meravigliosa Eli – che crede in tutto ciò che sogna, in tutto quel che le viene raccontato dagli abitanti del villaggio, che afferma di sapere molte cose e che non si lascia abbattere da niente; nemmeno da una possibile immane tragedia che la riguarda in prima persona. Perché lei sa di sapere.

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Come due placche convergenti – mutuando il linguaggio scientifico geologico – i due si scontrano su piani ideologici: Dean afferma che ogni uomo è un’isola, destinato a ripiegarsi su se stesso e nel proprio dolore di cui nessun altro può comprendere la portata. Eli vola alto, strappa sorrisi, elargisce storie e racconta miti che, alle orecchie del geologo, sono soltanto stupidaggini inventate dagli abitanti del villaggio per nascondere la verità e l’infelicità a cui ogni uomo è destinato."L'isola senza sorriso" di Enrique Fernandez: un viaggio di ritorno e andata - 023
Ma è davvero così? Sono solo bugie quelle che la bambina racconta e si racconta o c’è davvero un’anguana in agguato nel bosco?

L’isola senza sorriso è un fumetto fantastico, che spinge a riflettere sull’isolamento, il dolore e infine la speranza, così essenziale e necessaria che non deve mai essere perduta.
L’esperienza nel campo dell’animazionedell’autore è evidente nella realizzazione delle tavole e nella regia di una storia che sembra essere filmata. Gli scorci incredibili, i piani sequenza, i colori che mutano col mutare dei sentimenti dei protagonisti scorrono davanti i nostri occhi come se stessimo assistendo a uno spettacolo cinematografico anziché essere immersi nella lettura.

Con questo lavoro ha fatto man bassa di premi: nel 2010 viene nominato per la categoria Miglior Disegno alla Fiera Internazionale del Fumetto di Barcellona e vince il “Prix ActuaBD / Conseil Général des Jeunes Charente “ del Festival Internazionale del Fumetto di Angoulême; nel 2011 viene insignito con uno dei tre premi shorei della 4 ° edizione internazionale Manga Award, assegnato dal Ministero degli affari Esteri del Giappone per mangaka non giapponesi.”

Abbiamo parlato di:
L’isola senza sorriso
Enrique Fernandez
Traduzione di S.A. Cresti
– 2014 – Collana Tipitondi
64 pagine, brossurato, colori – 14,90 €
ISBN: 978-8897165842

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